Sara Dossena alla StraLugano!

C’è un indubbio motivo di interesse per la StraLugano di quest’anno. Anche e soprattutto per gli appassionati di triathlon. Un interesse che deriva dalla presenza sulle rive del Ceresio della forte triathleta italiana Sara Dossena che gareggerà domenica nella mezza maratona.

Sara Dossena vanta un’importante carriera nell’atletica dove ha vestito a più riprese la maglia della nazionale italiana. I suoi anni migliori sono stati quelli dal 2005 al 2007, dove ha inanellato parecchi risultati prestigiosi, fino a che non ha dovuto diminuire i carichi a causa di una serie di infortuni.

Il suo passaggio al triathlon è avvenuto, come sovente capita, proprio in questi momenti di pausa forzata dalla corsa a piedi. Per mantenere alto il livello aerobico ha iniziato con il nuoto e la bicicletta. Ma presto la combinazione dei tre sport è diventata per lei una vera passione. Da qui la decisione di abbracciare il triathlon. Una scelta azzeccata che l’ha portata, in breve tempo, a ritagliarsi uno spazio tra le migliori interpreti della disciplina a livello mondiale.

Tra i suoi risultati più importanti spicca un terzo posto in una gara di World Triathlon e tanti piazzamenti, come pure diversi podi sulla distanza delle “Challenge”, ultimo fra tutti quello di Rimini di inizio maggio. Ma anche nella corsa è tornata ad esprimersi ad altissimi livelli, vivendo una sorta di seconda gioventù.

Questo proprio di recente dove ha stabilito, uno dopo l’altro, ben due record personali: a Genova il 9 aprile ha corso la mezza maratona in 1h11’54’’, mentre a Roma solo una settimana fa ha vinto i campionati italiani dei 10 mila metri chiudendo in 33’11’’.

Risultati di grande valore che la collocano non solo tra le migliori atlete in campo podistico, ma anche e certamente in una posizione di riguardo nel contesto del triathlon d’élite internazionale. Motivo per cui a Lugano domenica c’è grande attesa per un suo nuovo straordinario risultato, che potrebbe essere proprio un ritocco del suo limite nella “mezza”, grazie all’agguerrita concorrenza e al percorso molto veloce della StraLugano.

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Foto: www.saradossena.it

Fonte: Triathlon, che passione!

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“Rolling Start” anche all’IM 70.3 Rapperswil!

Sull’esempio di quanto avviene da un paio di edizioni all’Ironman di Zurigo e in altre prove del Circuito mondiale, da quest’anno anche all’Ironman 70.3 di Rapperswil (vedi Gallery della passata edizione qui sotto) la partenza a nuoto avverrà secondo il sistema del “Rolling Start”. Non più quindi la partenza in massa, ma scaglionata e dalla riva del lago: ogni dieci secondi scatteranno pertanto quattro concorrenti in base al loro tempo indicativo nella frazione a nuoto di 1900 metri. A Rapperswil le partenze verranno però organizzate per classi d’età e non a livello “complessivo” come a Zurigo.

Questa soluzione, che è stata parecchio criticata sui “social”, comporta però indubbiamente dei vantaggi. Intanto si evita la partenza in massa che certamente può causare degli inconvenienti, oltre che una certa ansia pre-gara nei partecipanti: avendo al via oltre duemila atleti che si gettano in acqua quasi contemporaneamente è quasi inevitabile che ci siano dei contatti per non dire degli scontri veri e propri. Capita inoltre abbastanza spesso di avere degli atleti che nel nuoto sono piuttosto scarsi e che ciò malgrado si mettono in prima fila causando dei problemi già nei primi metri con gli atleti più veloci che giungono da dietro.

Chiaramente qui dovrebbe prevalere il buonsenso, ovvero quello di posizionarsi nel gruppo a seconda del proprio livello nel nuoto. Ma la cosa non avviene sempre, complice anche una certa e giustificata ambizione. La partenza scaglionata con il sistema della “Rolling Start” consente di partire in base al proprio livello effettivo, con oltretutto la possibilità di diluire la massa di atleti che si getta nel lago. Ciò che evita, non da ultimo, la formazione di gruppi molto numerosi e difficilmente gestibili anche nella successiva tratta in bicicletta.

Il punto negativo di questa soluzione sta nel fatto che si perde un po’ del vero spirito dell’Ironman, che ha sempre visto la partenza in massa, così come avviene all’Ironman delle Hawaii. Inoltre, per certi atleti ambiziosi che partono un po’ staccati nella frazione a nuoto resta difficile “leggere” la gara e capire in che posizione ci si trova, ad esempio, rispetto ai concorrenti della stessa classe d’età. Un discorso che vale anche per il pubblico che segue la gara. Questo problema non sussiste invece per i “PRO” visto che partono, come è sempre avvenuto, contemporaneamente.

Foto: Ruedi Wild all’IM 70. Rapperswil 2016 (Getty Images)

Fonte: Triathlon, che passione!

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Le qualità terapeutiche del nuoto

Nuotare per stare bene

Naturale per i pesci, un po’ meno per gli uomini il nuoto è, per definizione, tra le discipline più complete in assoluto con inoltre il vantaggio che, essendo praticato nell’ambiente liquido, preserva le articolazioni da ogni impatto. Può essere appreso precocemente, perché non ha controindicazioni, ma va insegnato gradualmente, prevedendo alcuni esercizi che aiutino ad acquisire la giusta tecnica.

Una sana abitudine

Chi fa del nuoto un’abitudine, per spezzare o concludere una giornata lavorativa, assicura che diventa rapidamente un’esperienza irrinunciabile. Le motivazioni più comuni sono il senso di libertà che offre, lo spazio mentale per far correre i pensieri, l’occasione per lasciarsi finalmente andare, seguendo solo il ritmo del movimento e del respiro. Dopo una nuotata, non solo si avverte un profondo senso di benessere fisico, ma anche il tono dell’umore diventa migliore.

Fonte: A-Z fitness

Foto: La splendida piscina del Lido di Locarno dall’acqua color verde smeraldo

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Ironman 70.3 Mallorca a McNamee

L’Ironman 70.3 Mallorca, disputato oggi con partenza dalla spiaggia di Alcudia, è stato vinto dal britannico David McNamee che ha preceduto sul traguardo il tedesco Andreas Dreitz e lo spagnolo Miquel Blanchart Tinto. Uscito bene già dall’acqua dopo 1,9 km (22’58’’), McNamee ha perso qualche posizione nella tratta in bici di 90 km, recuperando però nella frazione a corsa dove con parziale di 1h13’41’’ ha segnato il miglior tempo. 3 ore 56 minuti e 49 secondi il suo crono finale. Bene l’atleta italiano Jonatan Ciavatella, quinto assoluto a poco più di 13’ dal vincitore. Sempre tra gli uomini da segnalare il bellissimo primo posto di categoria nella classe d’età 25-29 anni del ticinese Giacomo Trabattoni. In campo femminile la migliore è la tedesca Laura Philipp (4h21’41’’) che ha chiuso davanti alla britannica Emma Pallant e alla neozelandese Amelia Watkinson. Brillante prestazione, anche qui, di un’atleta ticinese: Carola Fiori-Balestra ha infatti chiuso a sua volta in prima posizione nella classe d’età 45-49 e dodicesima assoluta tra le donne. Nella starting list figurava anche il nome di Daniela Ryf che però non ha preso parte alla gara.

RISULTATI

GALLERY

Fonte: Triathlon, che passione!

Foto: Getty Images

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Chi sono gli Ironman ticinesi?

Malgrado oggi si assista a un curioso proliferare di prestazioni, più o meno credibili e attendibili, nel campo degli sport di resistenza e affini, l’Ironman (capostipite delle imprese estreme) resta in assoluto la sfida più impegnativa in questo contesto. È un dato che va ribadito e che ogni tanto occorre ed è bene sottolineare.

Questo almeno per tre ragioni fondamentali: intanto per le distanze (3,8 km a nuoto, 180 km in bici, 42,2 km a corsa) che vengono coperte senza soluzione di continuità; poi, naturalmente, per il fatto che occorre cimentarsi in tre diverse discipline che richiedono ciascuna una tecnica e un coinvolgimento molto diverso.

Ma la ragione più importante sta nel fatto che ogni prova del circuito Ironman, anche se affrontata da un atleta “amatoriale”, è una competizione a tutti gli effetti, dove ci sono dei tempi di riferimento molto chiari e definiti. In questo campo, quindi, come ad esempio nella corsa a piedi quando si affronta una maratona, non è possibile barare, né con se stessi né con gli altri.

In Ticino la sfida dell’Ironman è stata affrontata (e superata) da un numero davvero significativo di atleti. Si pensi infatti che sono oltre cento i triathleti ticinesi che hanno portato a termine, con successo, una di queste prove. Qui sotto si può trovare l’elenco completo, aggiornato al 31 luglio, quindi al recente Ironman di Zurigo che ha segnato l’ingresso di ben sette nuovi “Ironman Finisher” (vedi qui).

Un dato che assume un significato importante almeno per due motivi. Il primo è legato alla popolazione del Cantone (350 mila abitanti circa) e quindi al potenziale “bacino” di praticanti che non è certo molto ampio, anzi.

L’altro motivo è che il triathlon a sud delle Alpi non gode ancora di una vasta “popolarità” come in altre parti della Svizzera, in particolare in quella di area tedesca. E ciò malgrado la presenza da oltre trent’anni di un triathlon a Locarno.

Come spiegare allora questo alto numero di “Ironman Finisher” in Ticino? Penso che sia dovuto soprattutto e proprio al fascino di questa sfida, alla sua attrazione davvero molto forte. Una sfida autentica e vera, in particolare con se stessi, dove non è possibile bluffare e per questo alla fine si raccoglie una soddisfazione che è davvero unica e impagabile.

IRONMAN FINISHER TICINO

Fonte: Triathlon, che passione!

Foto: Getty Images

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La StraLugano verso un nuovo record!

È una StraLugano che non smette di crescere. E di piacere agli appassionati della corsa a piedi. Quest’anno sono già più di 4 mila gli atleti iscritti, un numero che supera abbondantemente la situazione dello scorso anno nello stesso periodo. In una affollatissima conferenza stampa tenuta stamani a Palazzo Civico, il presidente del CO Vanni Merzari ha sottolineato la sua soddisfazione per la crescita della manifestazione, ringraziando in particolar modo i membri del comitato e la Città di Lugano per il preziosissimo sostegno logistico e finanziario.

Quali i motivi di questo successo? Due in particolare, come è stato sottolineato: la bellezza del paesaggio e della Città di Lugano, e l’alto livello organizzativo della manifestazione. Oltre a ciò, risulta sempre apprezzata l’ampia offerta che soddisfa davvero tutti, dall’agonista al semplice amatore, da chi cerca un momento di convivialità fino alla solidarietà. A questo proposito, si ricorda che sarà possibile devolvere un contributo che andrà a favore di una delle dieci associazioni a scopo benefico che partecipano all’evento.

Sul piano agonistico sarà presente un cast di atleti di livello internazionale, costituito in particolar modo da alcuni fortissimi kenioti ed etiopi. Le famose “gazzelle” degli altipiani africani. Ci saranno i vincitori della passata edizione, così come tutti i migliori ticinesi e parecchi atleti di spicco della vicina Italia. Presente anche la forte triathleta Sara Dossena. Sempre in campo femminile un occhio di riguardo sarà per la promettente Evelyne Dietschi: la luganese è considerata una promessa e in occasione della StraLugano cercherà di limare il suo “personal best” nella mezza maratona.

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Uno sport a contatto con la natura

Scegliere e amare il triathlon significa stare nella natura, imparare a conoscere le correnti di un lago o di un tratto di mare, ascoltare lo sforzo dei muscoli nel sole di una salita ed il vento leggero in discesa, cogliere attraverso la sensibilità dei nostri piedi le diverse risposte della piccola strada sterrata o del lungo viale alberato. Significa conoscere il caldo e l’umidità, il temporale ed il variare delle stagioni e dei climi.  – Cit. F. Confalonieri

Uno sport a contatto con la natura

La triplice disciplina, nata in uno dei luoghi più incantevoli e suggestivi del pianeta, le isole Hawaii, si caratterizza da sempre per essere uno sport a stretto contatto con la natura. L’ambiente è infatti sempre stato un fattore importante, decisivo nel triathlon. Al punto che sovente il confronto dell’atleta si esprime altrettanto intensamente rispetto agli elementi naturali che con gli avversari medesimi.

Un confronto leale e corretto che si realizza all’interno di scenari spesso grandiosi in cui l’uomo, rinnovando la sfida che sempre ha contraddistinto la sua evoluzione con le componenti naturali cerca di spuntarla, una volta ancora e malgrado la sua apparente fragilità, sulle avversità grazie alle sue risorse interiori, fisiche, mentali e spirituali.

È quindi difficile immaginare questo sport facendo astrazione dall’ambiente naturale i cui viene praticato. Anzi, più il contesto è bello e spettacolare, maggiormente questo sport esalta le sue qualità e acquista fascino. Il triathlon ci consente, attraverso i nostri sensi, di “respirare” e “sentire” la natura: il sapore dell’acqua, il vento, il caldo, la pioggia, gli odori della vegetazione.

Muovendoci nella natura giungiamo piano piano a sentirci parte di essa, a percepirne l’energia: allora osserviamo il paesaggio con occhi diversi, copro e mente diventano un tutt’uno e si fondono con l’ambiente circostante. Nel contempo, possiamo sperimentare il contatto con la forza vitale che c’è in noi e scoprirne il legame con la natura, e attraverso questa scoperta impariamo ad averne rispetto. Il triathlon ci permette di vivere queste sensazioni poiché, prima di ogni altra cosa, è uno sport che affonda le sue radici proprio nell’amore per l’ambiente naturale in cui il gesto atletico si esprime.

È difficile, ancora una volta, immaginare il triathlon stretto e mortificato in ambienti degradati dal profilo ambientale, tra cemento, motori e aria putrida e inquinata. Così, paradossalmente, questo sport crescerà e avrà successo di pari passo non soltanto con una accresciuta consapevolezza dell’importanza di praticare uno sport salutare, ma probabilmente anche con una più diffusa coscienza ecologica.

Fonte: Triathleta per passione, p. 36

Foto: Getty Images (Triathlon, che passione!)

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L’allenamento del campione

Il triathlon, disciplina ad alto contenuto salutistico, è altresì indubbiamente  uno sport tra i più complessi dal punto di vista della preparazione e dell’allenamento; così, per diverso tempo, se molto si conosceva del nuoto, del ciclismo e della corsa a piedi, altrettanto non si poteva dire per la pratica combinata di queste tre discipline che comporta delle problematiche peculiari a questo sport di resistenza.

Per questa ragione la triplice disciplina è stata spesso considerata, soprattutto all’inizio, come l’“ultima frontiera” degli sport di resistenza, e in questo senso come un (interessante) laboratorio per fisiologi, tecnici, studiosi e appassionati di metodologia dell’allenamento.

“Il rapido passaggio da una disciplina all’altra – così si esprimeva Sergio Migliorini, medico dello sport, in uno dei primi testi in italiano sul triathlon -, l’introduzione di innovazioni in campo ciclistico, le condizioni estreme per durata e condizioni climatiche di alcune competizioni, il migliore equilibrio muscolare garantito dalla pratica combinata delle tre discipline, fanno si che il triathlon oggi possa essere considerato come la “frontiera” degli sport d’endurance, e terreno di studio dal punto di vista fisiologico, traumatologico, biomeccanico e tecnico”.

Quanto si allena dunque un campione di triathlon? Grosso modo le ore settimanali vanno dalle 30 alle 40, con un giusto dosaggio delle tre discipline. Allenamento che varia a dipendenza che si prepari un olimpico piuttosto che un Ironman. A titolo di esempio guardate nel video qui sotto una giornata di allenamento di Jan Frodeno, il campione tedesco passato con successo negli ultimi anni alle lunghe distanze e vincitore delle ultime due edizioni dell’Ironman delle Hawaii. Da notare che quando è stato realizzato questo filmato, ovvero nel 2011, Frodeno si cimentava ancora sugli olimpici e non negli Ironman dove le ore di preparazioni sono ancora superiori.

Fonte: Triathlon, che passione!

Foto: Jan Frodeno (Getty Images)

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Correre per essere in forma

Ricercatori dell’Università di Dublino sostengono che in 30 minuti di corsa un adulto di 75 chili brucia 461 calorie, contro le 327 che brucerebbe andando lo stesso tempo in bicicletta o giocando a tennis. Che vuol dire? Che con la corsa puoi calare la tua pancetta il 40 per cento più velocemente. La camminata non basta, solo la corsa permette di raggiungere questo obiettivo.

Per avere benefici occorre dunque che l’impegno sia moderatamente intenso. Troppo, o troppo poco, non va bene. Personalmente per stabilire il mio “range” ideale calcolo il 70-80% della soglia anaerobica. La soglia non è la pulsazione massima, ma il punto in cui cominciamo a produrre una quantità di acido lattico eccessiva che il corpo non riesce più a smaltire. Chi corre al di sotto del 70-80% della soglia rischia di avere benefici troppo limitati. Chi invece va oltre, il pericolo  è quello di stancarsi troppo.

C’è un’altra ragione per cui è importante dosare lo sforzo e riguarda il consumo energetico. Una corsa di un’ora a regime relativamente intenso, ma mai troppo, spinge il nostro corpo ad utilizzare i grassi come fonte energetica. Quindi, alla lunga, a ridurre la percentuale di grasso corporeo. Se invece si esagera, ad esempio lavorando al 90-100% della soglia, il nostro fisico attinge alla cosiddetta benzina super, che è costituita dal glicogeno (zuccheri) e che si esaurisce in fretta ma non incide sul grasso.

Per queste ragioni, sia che si corra per il benessere o per perdere peso è importante, soprattutto per i principianti, tenere sott’occhio le pulsazioni con un cardiofrequenzimetro, piuttosto che allenarsi a sensazione con il rischio di sbagliare.

Fonte: La filosofia del Jogger, p. 41-42

Foto: Getty Images (Triathlon, che passione!)

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Nello studio è questione di metodo

Perché a scuola allievi anche dotati fanno fatica ad ottenere delle belle pagelle? Ve lo siete mai chiesti? Ebbene, in tanti anni di insegnamento ho sempre potuto confermare che nella stragrande maggioranza dei casi questo è dovuto principalmente a una mancanza di metodo nello studio. Una mancanza che può portare all’insuccesso fino alla disaffezione per la scuola e il sapere. Rendersi conto dell’importanza di avere un buon metodo di studio è quindi fondamentale e questa competenza può essere appresa facendo capo anche all’esempio dello sport così come ad altre attività legate al mondo dei ragazzi.

Cosa si intende per metodo?

Il “metodo” (parola greca che significa “via” o “direzione verso una meta”) è proprio il modo, la via, il procedimento seguito nel perseguire uno scopo, nello svolgere una qualsiasi attività, secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine che si intende raggiungere. Lavorare con metodo è fondamentale in tutti i progetti, sia di breve che di lunga durata, dove si parte da un’idea, la si sviluppa, per tendere infine a un obiettivo finale. Chi organizza il proprio studio con metodo riuscirà ad essere più efficace risparmiando tempo. Già, ma chi insegna il giusto metodo di studio ai ragazzi?

La scuola delle nozioni

Si dice che a scuola si va per imparare; ma imparare che cosa? Qualcuno risponde la storia e la matematica, qualcun altro un metodo di studio, che possa poi aiutare a sviluppare la propria capacità di apprendere anche nel mondo del lavoro. Di fatto, nell’attuale organizzazione della scuola, gli studenti spesso apprendono nozioni relative alle varie materie piuttosto che metodi generali di studio. Ogni studente si organizza da solo e si crea delle abitudini di studio da autodidatta. Gli studenti bravi a scuola non sono necessariamente i più intelligenti e studiosi, sono però spesso i più efficienti, quelli che si sono saputi costruire un buon metodo di studio.

L’esempio dello sport

Lo sport può essere di grande aiuto per comprendere l’importanza di avere un buon metodo. È infatti attraverso la pratica sportiva che si capisce come la programmazione, l’allenamento, ma anche l’alimentazione, il riposo e il giusto recupero svolgono delle funzioni determinanti in vista di qualsiasi obiettivo che si voglia raggiungere e ottenere. Nello studio e a scuola, così come nella vita e nel lavoro, le cose procedono allo stesso modo, per cui il metodo e l’organizzazione ricoprono un ruolo fondamentale se si vogliono ottenere dei risultati.

Essere bravi a scuola per avere successo nella vita

Un tipico luogo comune dice che “essere bravi a scuola non significa avere successo nella vita”. Credo che, con qualche eccezione, questa affermazione non sia vera. Diverse ricerche hanno mostrato una forte correlazione fra il successo scolastico e il successo nella vita. Avere successo (quello “giusto” s’intende) richiede qualità molto diverse, che vanno dallo spirito di iniziativa alla tenacia, dalla capacità di trattare con gli altri a doti più astrattamente speculative. Ma la capacità di sapere gestire i propri progetti con metodo, unita a una forte motivazione per ciò che si fa, rimangono forse le qualità più importanti per ottenere il successo desiderato.

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