INTERVISTA A CAROLA FIORI BALESTRA, FORTE TRIATLETA BELLINZONESE CHE CONTINUA AD OTTENERE IMPORTANTI RISULTATI NEGLI IRONMAN 70.3

Quello di Carola Fiori Balestra non è certo un nome nuovo nel panorama della triplice disciplina. La bellinzonese, classe 1970, si è infatti già messa in luce diverse volte, ottenendo dei prestigiosi podi internazionali, soprattutto negli Ironman 70.3, la sua specialità. I più recenti sono il primo posto di categoria di Marbella e il secondo di Barcellona. In tasca, grazie al risultato ottenuto in Andalusia, ha già la qualifica per i mondiali 70.3 che avranno luogo il 1. settembre in Sudafrica.

Sempre sulla breccia dunque…

“Si, c’è sempre la voglia di allenarsi e di gareggiare, malgrado a volte si faccia davvero fatica. Ma questo è il nostro sport! Sono però motivata dal fatto che ottengo dei buoni risultati e quindi sono sempre spronata a gareggiare e a migliorarmi. Malgrado la fatica, dunque, il risultato c’è. Devo anche dire che sono molto contenta del mio allenatore Fabio Vedana, uno dei migliori in Italia, che mi segue da vicino da due anni e mezzo preparandomi nel dettaglio ogni allenamento. Grazie ai suoi consigli sono riuscita a migliorarmi ma nel contempo anche ad evitare infortuni.”

Parlaci delle due gare di quest’anno

“A Marbella non sono arrivata in perfette condizioni a causa di un problema alla gamba dovuto all’assetto sulla nuova bicicletta. Inoltre non ho gradito molto il percorso in bicicletta e ho sofferto parecchio anche per il freddo. Era la prima volta che gareggiavo qui, ma credo che non ci tornerò più. Sono comunque contenta della mia prova che mi ha permesso di conquistare la slot per i mondiali. Il primo posto cade a pennello, anche perché me lo ero riproposto: sarei andata al mondiale solo vincendo nella mia categoria. E così è stato. A Barcellona, anche se ho chiuso al secondo rango, mi sono invece trovata meglio, soprattutto in bicicletta dove il percorso, che comprendeva 1250 metri di dislivello, l’ho trovato ideale.”

Quali sono i tuoi carichi in settimana?

“Dipende dai periodi, ovvero se sono nella fase di carico, di recupero o pregara. Per ognuno di questi periodi il mio allenatore mi prepara un piano preciso di allenamento. Questa settimana, ad esempio, mi sono allenata complessivamente per circa 15-16 ore, ma in certi periodi vado anche oltre. Per dare un’idea in settimana ho nuotato due volte per 6-7 km complessivi, sono uscita tre volte in bici con lavori differenti per un totale di circa 8 ore e ho corso 4 volte per circa tre ore e mezza.”

Cosa ti piace del triathlon?

“Amo soprattutto la bici. Ma non farei mai una gara di sola bici. Mi piace partire con il nuoto e poi affrontare le altre due discipline. Non essendo una forte nuotatrice, in genere la gara per me inizia proprio dopo il nuoto. Mi impegno al massimo sia in bici che a corsa, dove riesco sempre a recuperare parecchie posizioni. Al triathlon mi sono avvicinata 6-7 anni fa quando i miei figli gemelli hanno iniziato la scuola elementare. In famiglia, da giovane, ho sempre fatto molto sport, bicicletta, corsa, camminate in montagna con mio fratello che era guida alpina. Poi una volta mi è stato proposto di fare il Mini Tri a Locarno: ci sono andata ed è stata subito… folgorazione. Sono quindi passata agli olimpici, allungando le distanze, e infine ai 70.3 che, appunto, ritengo un po’ la mia distanza ideale, quella che sento più nelle mie corde.”

L’Ironman non ti fa gola?

“Devo essere sincera: nella mia testa non è ancora entrato. Temo un po’ le distanze e la sofferenza. Già nei 70.3 l’impegno è tanto: non mi potrei immaginare per il momento impegnata a raddoppiare le distanze, anche se è vero che il ritmo sarebbe più blando. Ma è così: per il momento non ci penso ancora.”

Le prossime gare in stagione?

“Il 26 giugno sarò al via del Triathlon Olimpico di Idro che sarà “no draft” (senza scia) e poi il 15 luglio farò sicuramente il TriStar a Rorschach sulla lunga distanza che comprende 1 chilometro a nuoto, 100 chilometri in bici e 10 chilometri a corsa. Non ci sarò invece a Locarno per la concomitanza con il Mondiale in Sudafrica, ma nelle settimane successive gareggerò sicuramente ancora da qualche parte, dove di preciso devo ancora decidere.”

Per il Mondiale hai un obiettivo particolare?

“Vado con l’intenzione di fare bene. Per fare un bel risultato di categoria e se possibile salire sul podio.”

Carola ha ancora un sogno da realizzare?

“Ci penso di volta in volta. Ora mi concentro su questa stagione. Il prossimo anno mi piacerebbe essere al via dei Mondiali 70.3 di Nizza dove ci saranno probabilmente altri ticinesi. Anche lì vorrei fare un buon risultato e il sogno è sempre quello di ottenere una medaglia.”

IL SOSTEGNO DEL MARITO-FOTOGRAFO

Carola è sicuramente un’atleta molto determinata. Un ottimo esempio di sportiva che riesce a primeggiare in uno sport molto esigente come il triathlon. Un livello di rendimento che è anche facilitato dalla presenza e dalla vicinanza del marito, Dani Fiori. Un supporto determinante a livello familiare, che garantisce equilibrio, ma non solo. Dani Fiori è infatti un conosciutissimo fotografo sportivo, di assoluto livello: sue sono tra l’altro, e non poteva essere altrimenti, le immagini che ritraggono Carola in questo post.