Ryf e Wild trionfano all’IM70.3 Rapperswil!

Dominio rossocrociato all’Ironman 70.3 di Rapperswil andato in scena questo weekend. Daniela Ryf e Ruedi Wild si sono infatti aggiudicati la prova nelle rispettive categorie chiudendo a braccia alzate dopo aver percorso 1,9 km a nuoto, 90 km in bici e 21,1 km a corsa. Per la Ryf, che è giunta a questo appuntamento in condizioni fisiche non perfette a causa di un infortunio subito alla schiena durante l’Ironman Sudafrica dello scorso mese di aprile, si tratta del quarto successo consecutivo, mentre per lo zurighese Ruedi Wild è il secondo, dopo quello ottenuto nel 2015.

In una giornata ideale dal punto di vista della meteo, si è assistito a dei confronti molto belli e combattuti. Tra gli uomini, i primi ad uscire dall’acqua (18°C) sono, nell’ordine, Manuel Küng, Sven Riederer, Ruedi Wild e il sudafricano James Cunnama, atleta dal ricco palmarès in cui spicca il primo posto al Challenge Roth del 2011 con un tempo inferiore alle 8 ore. Dietro i quattro, leggermente distaccati, gli altri elvetici Patrick Rhyner, Jan Van Berkel e Ronnie I-Ron Schildknecht.

Nella tratta in bici Manuel Küng, Sven Riederer e Ruedi Wild mantengono il loro vantaggio, Jan Van Berkel recupera terreno, mentre James Cunnama cerca di difendersi mantenendo costante il distacco con i primi. Leggermente più staccato Ronnie Schildknecht che perde un po’ di terreno anche a causa di un guasto meccanico alla sua bicicletta. Al cambio con la corsa partono quasi appaiati Küng, Van Berkel (migliore “split” nella bici in 2h07’54”)), Riederer e Wild, ma è quest’ultimo che dimostra subito di avere una marcia in più…

Sven Riederer, già medaglia di bronzo ad Atene 2004, cerca di stringere i denti, ma i crampi lo rallentano e lo costringono anche a camminare per un breve tratto. Intanto, alle sue spalle si assiste al recupero di Cunnama (miglior tempo nella corsa in 1h13’49”) che supera prima Manuel Küng e successivamente anche lo stesso Riederer, portandosi così in seconda posizione. Wild, dal canto suo, è ormai lanciato verso la vittoria e concluderà in 3h49’38’’ (23’48’’/2h07’56’’/1h14’36’’) con 1’28’’ di vantaggio su Cunnama e 2’17’’ su Riederer.

In campo femminile la prestazione della Ryf si è sviluppata in crescendo. Uscita terza dall’acqua, in un terzetto comprendente la britannica Catherine Jameson e la connazionale Anna Michelle Derron, si è difesa bene in bicicletta, cercando però di non forzare per i problemi alla schiena di cui si è detto. Inizia così la tratta a corsa in terza posizione con un ritardo di oltre 2’13’’ sulla giovane Nina Derron, la prima a cambiare davanti all’altra elvetica Regula Rohrbach.

Il recupero della Ryf è però subito evidente al numeroso pubblico presente lungo il percorso della cittadina sangallese (oltre 30 mila spettatori). Al 14mo chilometro la due volte vincitrice dell’Ironman delle Hawaii supera la Derron prendendo con decisione la testa della corsa fino a trionfare sul traguardo con il tempo finale di 4h23’46’’ (25’53’’/2h29’16’’/1h25’06’’), davanti a Emma Bilham (+3’32’’) e Nina Derron (+4’17’’).

Tra i ticinesi al via segnaliamo le ottime prestazioni di Nicolas Beyeler (nella foto in basso impegnato nella tratta a corsa) e Carola Fiori-Balestra. Beyeler, alla sua prima gara dopo un lungo periodo di pausa dovuto ad un infortunio, ha chiuso al 16mo posto assoluto ottenendo il miglior risultato di categoria (M40). Il suo tempo finale è di 4h17’13” con parziali di 28’46” nel nuoto, 2h14’42” nella bici e 1h29’24 a corsa. Dal canto suo la bellinzonese Carola Fiori-Balestra è riuscita a conquistare un nuovo podio di categoria (dopo il primo posto ottenuto nel 70.3 Mallorca). Con il tempo finale di 5h04’00” ha infatti chiuso al terzo posto nella classe d’età W45-49 (parziali: 33’29’/2h43’55’/1h42’12’).

Qui i risultati degli altri TICINESI.

CLASSIFICHE

Foto: Daniela Ryf (Getty Images)

Fonte: Triathlon, che passione!

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Cronaca di una giornata vissuta

Parto domenica mattina di buon’ora, perché sabato ho due, tre cosette da fare qui in Ticino. Quindi, sveglia alle 4.30 e poi in auto verso la A13 su un’autostrada deserta quando comincia ad albeggiare: vedrò i castelli di Bellinzona, poi quello di Mesocco, uno scorcio sul villaggio di San Bernardino, prima di entrare in galleria. E poi tutta la bella e verdeggiante Rheinwald, le gole della Via Mala fino a Thusis, Coira, Bad Ragaz e finalmente il Walensee, dove prevedo una pausa-caffè. Vivrò, dai finestrini della mia auto, una porzione della Svizzera orientale nel momento del risveglio… e assicuro che già questo è fantastico!

Una cittadina brulicante di triathleti

A Rapperswil non manca ormai più molto, ci si arriva dopo una mezz’oretta ancora di auto, mi aspetto già una città brulicante di ciclisti e atleti anche se è mattina presto, perché domenica è la giornata dell’Ironman 70.3. Il che significa, per chi vi partecipa (e anche quest’anno saranno oltre duemila gli atleti al via) anzitutto 1900 metri a nuoto nelle fresche e limpide acque del lago di Zurigo, poi 90 chilometri nelle colline circostanti con circa 600 metri di dislivello complessivi e infine una mezza maratona (21,097 km) attraverso la cittadina sangallese, con una bella rampetta di scale da compiere due volte…

Un selfie con Daniela Ryf?

Insomma, una giornata che per ogni partecipante sarà vissuta intensamente. Ma certamente anche dal sottoscritto, che si muoverà tra la zona cambio e quella del traguardo, il media center e l’uscita del nuoto, in compagnia di altri rappresentanti dei media, soprattutto svizzeri tedeschi, ormai praticamente amici di lunga data (anche se ci incontriamo due volte all’anno), alla ricerca di qualche bello scatto che immortali i protagonisti e i ticinesi, sperando di aggiungere anche qualche bella intervista. Il tutto, ovviamente, sarà riportato sui miei siti e una breve sintesi andrà al giornale. Altro? Si, stavolta vorrei togliermi lo sfizio di farmi fare una foto con Daniela Ryf, la grande star di questa giornata…

Il rientro? Da non sottovalutare…

Non è finita. Bisogna sempre considerare il rientro a casa. Uno magari pensa che quando la gara è terminata, le interviste sono state fatte e l’ultimo file è stato archiviato, tutto è finito. No. Manca ancora il rientro, ovvero il viaggio a ritroso verso il Ticino. Toccando il Walensee, Bad Ragaz, la Via Mala, la galleria del San Bernardino, la Mesolcina, Bellinzona, il Ceneri e infine Lugano. Che può sempre essere piacevole, ma che può anche nascondere qualche insidia…

Quella domenica di due anni fa

Come mi è capitato due anni fa, quando a Sufers si verificò un gravissimo incidente che fece purtroppo tre morti. Le strade furono chiuse per diverse ore e si formò una colonna infinita. Rientrando dopo le gole della Via Mala fummo deviati su una stradina che ci portò verso una zona sperduta nel bosco, in prossimità di un albergo con ristorante. Lì incontrai una simpatica comitiva di tedeschi che erano in viaggio sul pullman verso il Ticino. Facemmo subito amicizia scambiando due parole anche per far passare il tempo, visto che eravamo bloccati. Mi chiesero delle informazioni sul posto, davvero molto simpatici…

Una bella serata in compagnia

Così finì che cenammo insieme e tra una chiacchiera e l’altra si cominciò a cantare tutti, delle specie di jodel, i cui acuti di una più che avvenente signora di Monaco di Baviera che mi sedeva accanto mi risuonano ancora oggi nel padiglione auricolare e in tutto l’emisfero destro… Andammo avanti per un paio di buone ore finché non giunse uno che tutto raggiante ci annunciò che finalmente si poteva partire… Quella volta rincasai a mezzanotte, ma fu comunque una giornata vissuta intensamente. Insomma, che dire, un piccolo Ironman davvero!

Foto: L’arrivo del tedesco Nils Frommhold, vincitore della passata edizione (Getty Images)

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IM 70.3 Rapperswil con tanti ticinesi

È in programma questo weekend l’atteso Ironman 70.3 di Rapperswil che registra anche quest’anno il tutto esaurito. Saranno infatti oltre duemila gli atleti che si tufferanno di buon mattino nelle limpide acque del lago di Zurigo per coprire i canonici 1900 metri a nuoto e successivamente i 90 km in bici e i 21 km a corsa. Una gara che si annuncia sotto i migliori auspici anche dal punto di vista della meteo.

Al via ci saranno tutti i migliori interpreti elvetici sulle lunghe distanze, sia in campo maschile che in quello femminile. A cominciare dalla “star” Daniela Ryf, l’atleta attualmente più forte al mondo sulle distanze Ironman e vincitrice delle ultime due edizioni dell’Ironman Hawaii (nella foto ritratta durante questa competizione lo scorso ottobre). In stagione la Ryf, che attualmente è di stanza a Sankt Moritz per la preparazione in altura, si è già affermata quest’anno in due prove, nel 70.3 di Dubai e all’Ironman Sudafrica, giungendo terza lo scorso 22 aprile al Challenge 70.3 Mogan Gran Canaria.

Oltre alla Ryf ci saranno le altre due elvetiche Céline Schaerer e Emma Bilham, quest’anno prima al 70.3 di Cannes di fine aprile e, due settimane dopo, anche al 70.3 Pays d’Aix, la britannica Catherine Jameson, l’austriaca Bianca Steurer e l’irlandese Aline Donegan. In campo maschile il favorito è lo zurighese Ruedi Wild che sarà confrontato con gli altri svizzeri al via, tra cui Ronnie Schildknecht, Jan Van Berkel, Manuel Küng e Sven Riederer che dopo una brillante carriera negli olimpici e negli sprint (con, tra l’altro, un bronzo alle Olimpiadi di Atene nel 2004) passa da quest’anno alle lunghe distanze.

Tanti i ticinesi al via nelle varie classi d’età. Spiccano in particolare i nomi di Giacomo Trabattoni e Carola Fiori-Balestra vincitori di categoria all’Ironman 70.3 Mallorca di metà maggio. Da loro ci si può quindi attendere un nuovo acuto anche in considerazione del fatto che gareggiano in casa. Presente anche Nicolas Beyeler, già vincitore in passato nella rispettiva classe d’età con ottimi piazzamenti anche a livello assoluto, che rientra alle competizioni dopo un lungo periodo di stop dettato da problemi fisici.

STARTING LIST

Foto: Daniela Ryf impegnata nella tratta a corsa all’Ironman Hawaii (Getty Images); sotto, una Gallery dell’IM 70.3 di Rapperswil del 2016 (Getty Images)

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Fonte: Triathlon che passione!

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I giovani e il valore del tempo

“La vita e il tempo sono i migliori insegnanti. La vita ci insegna a fare buon uso del tempo e il tempo ci insegna il valore della vita.”

Mi sarebbe piaciuto se a scuola ci fosse stata una materia in più, e che mi venisse insegnata con il massimo impegno: ma nei curricula scolastici di ieri e di oggi e di ogni paese, non se ne trova traccia. Mi riferisco al TEMPO, alla idea e alla dimensione e alla natura del tempo umano, del “tempo di vivere”, e non già del suo concetto astratto fisico-matematico.

Avrei voluto che qualcuno me lo avesse detto, subito e presto, da bambino e da adolescente, che il tempo vola. Che maestri e professori e familiari e amici più anziani, me lo avessero fatto capire quando ancora serviva a qualcosa, o avrebbe potuto servire, che i nostri giorni si consumano in fretta, sempre più in fretta.

Ma come pudicamente e ipocritamente la nostra società tace della morte, la cancella dal nostro orizzonte esistenziale, non fa nulla per sottolineare quanto sia prezioso, irrecuperabile e drammaticamente determinante ogni istante della nostra vita.

Ci lascia crescere nell’illusione dell’eternità, e inventa addirittura come immutabile la categoria dei giovani: che giovani restano in realtà per pochissimo tempo. E poi sono già uomini, adulti sul punto di invecchiare, anziani in attesa del nulla…

È alla luce di questa rimozione della brevità della vita, che al contrario si dovrebbe impostare – per rovesciarne i deprimenti effetti – ogni disciplina pedagogica. L’arte è lunga e la vita è breve, diceva un vecchio e inascoltato adagio. Ma è proprio così. E quando si parla di ricostruire valori che si sono fatti evanescenti, bisognerebbe proprio cominciare dal recupero del valore del tempo, che nessuno può mettere in discussione.

Tutti noi abbiamo poco tempo: per compiere un lavoro, per conseguire un risultato, portare a termine un  progetto, godere di un amore o guarire le ferite di un dolore.

I giovani in particolare, a cui dedico questi miei pensieri di fine anno scolastico (e soprattutto a quelli delle ultime classi che lascio dopo alcuni anni di bella e arricchente esperienza in comune): hanno poco tempo per capire quali sono i loro interessi, quale la strada che veramente “sentono” di dover seguire e, in definitiva, anche per “essere giovani”, poiché la loro età vola via e si dissolve in un soffio…

A TUTTI i miei allievi degli ultimi anni un augurio sincero di un futuro radioso e ricco di soddisfazioni!

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Lo sport è amore per la vita

“Poi ti svegli
e senti certe notizie
…ancora…
e ti chiedi perché
e non trovi risposte
vedi solo tanto odio.”

Ieri Londra, il 22 maggio Manchester, il 7 aprile Stoccolma… Da inizio 2017 sono già 5 gli attentati che hanno scosso il mondo. Lo scorso anno sono stati ben 15.

Nei miei ricordi soprattutto la strage di Nizza del 14 luglio dello scorso anno su quella “Promenade des Anglais” che a me, come a tanti altri, ha lasciato in passato in occasione di svariati soggiorni di vacanza, indimenticabili e splendidi ricordi… Ma anche la Maratona di Londra che ho fatto nel 1997 e che passa proprio nei pressi del bellissimo London Bridge dove ieri è stata compiuta la strage.

Sembra che non ci sia fine al male… ma occorre reagire. Io tornerò a Nizza sulla “Promenade” il 23 luglio per l’Ironman. Per affermare la bellezza dell’esistenza attraverso un evento sportivo; perché la vita, in tutte le sue forme, non sia mai offesa… perché anche lo sport è amore per la vita, volontà di essere e desiderio di esistere…

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Foto: Getty Images

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L’Ironman per tornare a vivere

Non lo dimenticherò mai. È la sera del 14 luglio. Mi trovo a casa in bella compagnia, quando verso le 22.30 una notizia comincia a rimbalzare sui canali televisivi e i social media. Una notizia drammatica, incredibile. A Nizza, durante la celebrazione della festa nazionale francese, un uomo alla guida di un camion si scaglia ad alta velocità sulla folla radunata sulla celebre “Promenade des Anglais” facendo 86 morti e circa duecento feriti.

È passato quasi un anno da quella sera. E le ferite sono ancora aperte. Ho un legame profondo con Nizza e la sua “Promenade”. In questa bellissima località della Costa Azzurra, dove già a metà Ottocento venivano gli inglesi delle classi agiate per trascorrervi l’inverno, ci sono stato più volte in vacanza. Qui ho vissuto dei momenti molto belli, ricordi di giornate intense e di splendide serate, in quei suoi vicoli pittoreschi e nelle piazze animate dove filtra il vento caldo del Mediterraneo. Ma anche tanti ricordi di sport, con fantastici giri in bicicletta nell’entroterra, nuotate nel mare color azzurro, e soprattutto lunghe sessioni di jogging e corsa proprio sulla “Promenade”, il mattino presto oppure la sera, prima di cena.

La “Promenades des Anglais” ha una storia lunga ed è nel cuore di molti. Sicuramente di ogni appassionato della triplice disciplina. In questo posto il triathlon è arrivato molto presto, pioniere in Europa già agli inizi degli anni Ottanta, perché la zona si prestava in modo ottimale all’organizzazione di queste gare. Un clima ideale, tra mare e montagne con una grande ricchezza di percorsi, soprattutto in bicicletta.

Il triathlon, a Nizza, non poteva non attecchire, e così è stato da subito, divenendo negli anni un “motore” turistico per tutta la regione, ma anche offrendo grandi spettacoli sportivi, proprio nei chilometri a corsa sulla “Promenade”, come i famosi duelli tra Mark Allen e Yves Cordier degli anni Novanta.

Domenica 23 luglio si terrà l’edizione 2017 dell’Ironman che attirerà oltre 2000 atleti di 67 diverse nazioni. E la “Promenade des Anglais” tornerà a vivere, a pulsare di buone e grandi energie. Sarà nuovamente il “fulcro” di questo evento dove sono attesi, secondo le stime degli organizzatori, oltre 80 mila spettatori. E questo sin dal mattino alle 6.30, con le prime partenze a nuoto dei “PRO”, fino a notte inoltrata quando l’ultimo atleta taglierà il traguardo realizzando il suo sogno personale.

Tornerà ad essere luogo di “positività”, semplicemente perché sport come il triathlon esaltano la bellezza e la gioia di vivere.

Per questo ho deciso di esserci anch’io, quest’anno. Di tornare sulla “Promenade” e di vivere dall’interno, come giornalista sportivo per i giornali e i miei siti, l’edizione 2017 dell’Ironman France. Per cercare di rimarginare una ferita, per vivere forse un momento di commozione. Soprattutto nella speranza che questo luogo di infinita bellezza e che tanto a me, come a milioni di altre persone, ha dato e regalato, torni ad essere al più presto quello che è sempre stato. Riacquistando così la sua anima più vera e genuina.

STARTING LIST

Fonte: Triathlon che passione!

Foto: Getty Images

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Correre al mattino per perdere peso

Correre o svolgere qualsiasi attività aerobica di prima mattina, dopo il digiuno notturno, stimola l’ossidazione lipidica, ovvero permette di bruciare maggiori quantità di adipe superfluo. La mattina la glicemia e le scorte di glicogeno nel sangue sono inferiori rispetto al resto della giornata, di conseguenza l’organismo usufruisce delle scorte di grasso per ottenere l’energia utile per sostenere lo sforzo fisico.

Correre appena svegli, quindi, accelera il metabolismo, fa bruciare meglio le calorie che si assumeranno nell’arco della giornata e migliora l’umore. Spesso però non è così facile saltare giù dal letto dopo aver dormito sette ore. Bisogna avere molta forza di volontà e determinazione per iniziare, ma poi diventerà una sana abitudine a cui difficilmente si riuscirà a rinunciare. Ecco, quindi, qualche consiglio per trovare la giusta forza di volontà. Provate a lasciare le tapparelle aperte così al mattino verrete naturalmente svegliati dalle prime luci dell’alba. Poi, fate una colazione leggera o, se preferite, correte anche a digiuno.

Potete allenarvi anche a stomaco vuoto come fanno molti maratoneti perché l’organismo ha sempre a disposizione una buona scorta di glicogeno, sia nei muscoli sia nel fegato. Queste riserve sono più che sufficienti a supportare un esercizio fisico che può durare dai 60 ai 90 minuti. Il vantaggio di correre a stomaco vuoto non è solo nel maggiore consumo di grassi, ma anche nelle calorie che si bruciano nelle ore successive per effetto dell’incremento metabolico che si innesca con la corsa. Questo meccanismo scatta anche se si corre di sera, ma attenzione perché correre a fine giornata può compromettere il sonno.

Bevete, però, prima di allenarvi. Un bicchiere di acqua e limone con un po’ di miele aiuta a riattivare il metabolismo. Poi, per velocizzare il tutto, preparate tuta e scarpe da tennis la sera prima di andare a letto e, una volta pronti, sgranchite un po’ le gambe prima di uscire facendo qualche esercizio di allungamento. Evitate ripetute e lavori troppo faticosi. Se correte di potenza al mattino sforzate molto il corpo in un momento della giornata in cui è più freddo e i polmoni sono più sensibili e meno reattivi. Correte ad un ritmo che vi permetta anche di parlare e che non vi lasci a corto di fiato.

Per non rischiare di cedere alla pigrizia, correte in compagnia. Aver preso un impegno con qualcuno aiuta a trovare la giusta determinazione e a rispettare gli orari. In alternativa, scegliete una playlist musicale da portare con voi che vi dia la giusta carica. Partite con dei brani lenti adatti al risveglio muscolare e man mano intensificate il ritmo della musica e quindi della corsa. Provate per una settimana a giorni alterni e se non riuscite da subito a correre, camminate a passo svelto. Noterete già dopo le prime uscite quanto beneficio otterrà il vostro corpo dal movimento mattutino.

Fonte: Triathlon, che passione!

Vedi anche: A-Z fitness

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Sarà mai debellato il doping?

In un contributo apparso su Ticino 7 di un paio d’anni fa mi era stato chiesto un parere sul tema doping e se questo potesse essere in qualche modo debellato. La mia risposta fu abbastanza chiara: finché lo sport riflette i valori di una parte della società, quelli che oggi vanno però per la maggiore, il doping, come ogni altra forma di corruzione o violenza, non ha nessuna chance di scomparire. Solo ripensando lo sport e attribuendogli valori-altri rispetto a quelli su cui si fonda oggi c’è forse qualche possibilità di uscire da questo vicolo cieco. Ma la soluzione, oggi, appare più che mai lontana…

Allora, sarà mai debellato il doping?

Fino al momento in cui lo sport-business – e qui penso a quegli eventi e sport più fortemente mediatizzati e che muovono le masse –  rifletterà esattamente quello che succede nella società, perché di fatto è questo ciò che avviene, e finché nello sport circoleranno così tanti soldi, doping, corruzione e violenza esisteranno sempre.

Può fare qualche esempio?

L’uso di sostanze proibite deve essere considerato senza ipocrisia. Quanti sono disposti a “barare” nella nostra società pur di avere un qualche vantaggio, anche minimo? Basta guardarci attorno. E il doping, cos’è? Nient’altro che un aiuto esterno, sotto forma di sostanza chimica, per migliorare le proprie prestazioni fisiche. E allora: non è forse una prassi comune, nella nostra società, chiedere un “aiutino” per ottenere un posto di lavoro, un mandato o qualche altro favore, attraverso anche i canali della politica, infischiandosene dei meriti e delle effettive capacità di ognuno?

D’altra parte è risaputo che molte persone, apparentemente normalissime, fanno uso massiccio di sostanze “dopanti” di vario tipo per essere più brillanti e efficienti sul lavoro, negli studi (in occasione degli esami) e magari… in quell’ambito più discreto. Certo negli sport di punta il doping può essere all’origine di guadagni davvero notevoli, addirittura milionari. Nulla rispetto ai vantaggi di chi cerca solo una piccola raccomandazione. Ma il principio che sta alla base è il medesimo.

Però lo sport è un ambito diverso, quello dei valori positivi…

È il grande equivoco che impedisce di risolvere il problema alla radice.  Pensare allo sport come a qualcosa di diverso, un ambito altro dove prolificano valori positivi è una falsa idea. Questo non avviene per un motivo molto semplice: lo sport è semplicemente voluto e pensato come  l’esatta reduplicazione del mondo del lavoro e della società, dove ritroviamo le stesse regole, gli stessi principi, la stessa morale. In esso si riflettono quindi esattamente i valori, positivi e negativi, che ritroviamo nel mondo reale.

Quali vie d’uscita?

La sola via è quella di ripensare lo sport, svincolandolo dai valori attuali, quelli che ne minano la credibilità: rendimento, successo, denaro, competizione esasperata. Culto eccessivo del campione. Portarlo a quote più placate. Per rivalutare altro: benessere, efficacia, divertimento, gioco. Un cambiamento non verrà però dall’alto: potrà partire solo dalla coscienza di ognuno, dalla propria indignazione di fronte alle nefandezze dello sport.

Fonte: Triathlon, che passione!

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La felicità di ogni giorno

La felicità di ogni giorno? Viene anche dai cosiddetti “pensieri positivi”. Un pensiero positivo è come uno shock vitaminico per la nostra personalità. Soprattutto al mattino, dove si dovrebbe evitare di “intossicarsi” leggendo notizie negative. Tossine emozionali che poi ci portiamo fino a sera influenzando (negativamente) la nostra giornata.

La mattina dovremmo sempre iniziare con qualcosa di positivo. Può essere contemplando un bel paesaggio, facendo un po’ di sport, una camminata, una corsa, una nuotata. Oppure leggendo, appunto, un pensiero positivo… come questo in cui si invita a pensare a un progetto da aggiungere alla nostra vita.

Aggiungiamo un progetto alla nostra vita!

Si racconta che, alcuni giorni dopo aver conquistato la vetta dell’Everest, qualcuno domandò allo scalatore Edmund Hillary: “Perché ha intrapreso la scalata al monte Everest?”. Si dice che egli, sorridendo e sicuro di sé, abbia risposto: “Perché la montagna era lì, e mi invitava a farlo!.

Oggi aggiungiamo un progetto alla nostra vita.

Disegniamo il nostro Everest, qualcosa che ci attragga, che ci riempia di piacere, la cui sola vista ci rallegri! Una sfida, una competizione per le nostre capacità.

Non importa l’altezza, l’importante è che sia una spinta, che ci incoraggi a intraprendere l’azione. Tutto questo può tradursi in cose diverse: portare a termine gli studi, imparare uno sport o una lingua straniera, suonare uno strumento, scrivere un libro, educare un figlio, cambiare appartamento o auto, organizzare un viaggio.

Oggi seguiamo questo pensiero positivo:

OGGI AGGIUNGIAMO UN PROGETTO ALLA NOSTRA VITA!

 

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Avere un piano di allenamento

Per chi vuole gareggiare in uno sport aerobico, ma anche solo essere in forma in un certo periodo (ad esempio in estate), avere un piano di allenamento almeno di massima, studiato insieme ad un preparatore esperto, è essenziale.

In genere si distinguono tre fasi fondamentali nella preparazione. Si inizia con un periodo detto di costruzione che può durare anche due-tre mesi (ad esempio, da novembre a gennaio) durante il quale si getteranno le basi per la resistenza generale. Gli allenamenti saranno piuttosto lunghi, anche di un’ora e più a dipendenza delle capacità di ciascuno, e dovranno essere fatti sempre a bassa frequenza, quindi a ritmo lento.

Segue un periodo di potenziamento incentrato sull’incremento della forza: nella corsa, ad esempio, può essere effettuato percorrendo una volta a settimana dei tratti in salita, sia ripetute che tratti più lunghi. Questa fase potrebbe essere fatta durante i mesi di febbraio e marzo. Il periodo successivo, per i mesi di aprile-maggio, è quello di preparazione specifica in cui bisogna inserire delle ripetute alla velocità di soglia, ad esempio percorrendo per 4-5 volte 1 km.

Qui sotto si può vedere un esempio di tabella di preparazione, pianificata sull’arco di 32 settimane, per cercare di ottenere un tempo sui 10 chilometri di 45 minuti.

Le fasi sono indicate a grandi linee e vanno adattate a ciascuna persona e agli obiettivi che ci si prefigge. Naturalmente un occhio di riguardo deve essere posto al peso corporeo, con una diminuzione progressiva della massa grassa, e agli esercizi di stretching, fondamentali soprattutto nella fase di preparazione specifica per evitare infortuni.

OBIETTIVO: 10.000 metri in 45 minuti

ALLENAMANTO DI BASE (COSTRUZIONE)

N. settimane Lunedì Martedì

(stile)

Mercoledì Giovedì

(stile)

Venerdì Sabato Domenica

(lunghi)

1-14 0-3 km 8 0-3 8-10 0-3 0 Iniziare con 8-9 km per arrivare a 19 km

 

ALLENAMENTO IN SALITA (POTENZIAMENTO)

N. settimane Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
15 0-3 5 (salite) 0-6 8-10 0-3 0 19
16 0-3 6 (salite) 0-3 8-10 0-3 0 10
17 0-3 7-8 (salite) 0-6 8-10 0-3 0 19
18 0-3 8-10 (salite) 0-6 8-10 0-3 0 10
19 0-3 5-6 (salite) 0-6 6-10 0-3 0 21
20 0-3 4 (salite) 0-3 6-10 0-3 0 10
21 0-3 5-6 (salite) 0-6 6-10 0-3 0 22
22 0-3 5-6 (salite) 0-6 10-11 0-3 0 10-11

 

ALLENAMENTO SULLA VELOCITÀ (PREPARAZIONE SPECIFICA)

N. settimane Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
23 0-3 5x1km/4’30’’ 0-6 6-10 0-3 0 24
24 0-3 6x1km/4’30’’ 0-3 6-10 0 5.000 m 10-13
25 0-3 8x1km/4’30’’ 0-6 8-11 0-3 0 24
26 0-3 10x1km/4’30’’ 0-6 10-11 0 10.000 gara 10-13
27 0-3 12x1km/4’30’’ 0-6 8 0-3 0 24
28 0-3 8x1km/4’20’’ 0-3 6-10 0-3 0 10-13
29 0-3 10x1km/4’20’’ 0-6 8-10 0 5.000 gara 24
30 0-3 6x1km/4’15’’ 0-6 6-10 0 10 10-13
31 0-3 8x1km/4’15’’ 0-3 6-10 0 5.000 gara 19-22
32 0-3 5x400m/1’40’’ 0-3 6-10 0 0-3 Gara finale!

 

Fonte: A-Z fitness

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