Cronaca di una giornata vissuta

Parto domenica mattina di buon’ora, perché sabato ho due, tre cosette da fare qui in Ticino. Quindi, sveglia alle 4.30 e poi in auto verso la A13 su un’autostrada deserta quando comincia ad albeggiare: vedrò i castelli di Bellinzona, poi quello di Mesocco, uno scorcio sul villaggio di San Bernardino, prima di entrare in galleria. E poi tutta la bella e verdeggiante Rheinwald, le gole della Via Mala fino a Thusis, Coira, Bad Ragaz e finalmente il Walensee, dove prevedo una pausa-caffè. Vivrò, dai finestrini della mia auto, una porzione della Svizzera orientale nel momento del risveglio… e assicuro che già questo è fantastico!

Una cittadina brulicante di triathleti

A Rapperswil non manca ormai più molto, ci si arriva dopo una mezz’oretta ancora di auto, mi aspetto già una città brulicante di ciclisti e atleti anche se è mattina presto, perché domenica è la giornata dell’Ironman 70.3. Il che significa, per chi vi partecipa (e anche quest’anno saranno oltre duemila gli atleti al via) anzitutto 1900 metri a nuoto nelle fresche e limpide acque del lago di Zurigo, poi 90 chilometri nelle colline circostanti con circa 600 metri di dislivello complessivi e infine una mezza maratona (21,097 km) attraverso la cittadina sangallese, con una bella rampetta di scale da compiere due volte…

Un selfie con Daniela Ryf?

Insomma, una giornata che per ogni partecipante sarà vissuta intensamente. Ma certamente anche dal sottoscritto, che si muoverà tra la zona cambio e quella del traguardo, il media center e l’uscita del nuoto, in compagnia di altri rappresentanti dei media, soprattutto svizzeri tedeschi, ormai praticamente amici di lunga data (anche se ci incontriamo due volte all’anno), alla ricerca di qualche bello scatto che immortali i protagonisti e i ticinesi, sperando di aggiungere anche qualche bella intervista. Il tutto, ovviamente, sarà riportato sui miei siti e una breve sintesi andrà al giornale. Altro? Si, stavolta vorrei togliermi lo sfizio di farmi fare una foto con Daniela Ryf, la grande star di questa giornata…

Il rientro? Da non sottovalutare…

Non è finita. Bisogna sempre considerare il rientro a casa. Uno magari pensa che quando la gara è terminata, le interviste sono state fatte e l’ultimo file è stato archiviato, tutto è finito. No. Manca ancora il rientro, ovvero il viaggio a ritroso verso il Ticino. Toccando il Walensee, Bad Ragaz, la Via Mala, la galleria del San Bernardino, la Mesolcina, Bellinzona, il Ceneri e infine Lugano. Che può sempre essere piacevole, ma che può anche nascondere qualche insidia…

Quella domenica di due anni fa

Come mi è capitato due anni fa, quando a Sufers si verificò un gravissimo incidente che fece purtroppo tre morti. Le strade furono chiuse per diverse ore e si formò una colonna infinita. Rientrando dopo le gole della Via Mala fummo deviati su una stradina che ci portò verso una zona sperduta nel bosco, in prossimità di un albergo con ristorante. Lì incontrai una simpatica comitiva di tedeschi che erano in viaggio sul pullman verso il Ticino. Facemmo subito amicizia scambiando due parole anche per far passare il tempo, visto che eravamo bloccati. Mi chiesero delle informazioni sul posto, davvero molto simpatici…

Una bella serata in compagnia

Così finì che cenammo insieme e tra una chiacchiera e l’altra si cominciò a cantare tutti, delle specie di jodel, i cui acuti di una più che avvenente signora di Monaco di Baviera che mi sedeva accanto mi risuonano ancora oggi nel padiglione auricolare e in tutto l’emisfero destro… Andammo avanti per un paio di buone ore finché non giunse uno che tutto raggiante ci annunciò che finalmente si poteva partire… Quella volta rincasai a mezzanotte, ma fu comunque una giornata vissuta intensamente. Insomma, che dire, un piccolo Ironman davvero!

Foto: L’arrivo del tedesco Nils Frommhold, vincitore della passata edizione (Getty Images)

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