Notte meravigliosa
quella di San Lorenzo
stelle lucenti ovunque
e tu, con l’occhio attento
e divertito a cercare la
sottile e improvvisa luce cadente
che si dissolve irripetibile
in quel desiderio segreto
ormai espresso.
Notte meravigliosa
quella di San Lorenzo
stelle lucenti ovunque
e tu, con l’occhio attento
e divertito a cercare la
sottile e improvvisa luce cadente
che si dissolve irripetibile
in quel desiderio segreto
ormai espresso.
È assurdo immaginare che qualcuno salga fino alla cima del Basodino (3273 m), affrontando fatica e dislivello, solo per distruggere simboli che rappresentano fatica, memoria e comunità. Un gesto privo di senso, che trasforma un’impresa personale e un luogo condiviso in un atto di vandalismo inutile. Invece di celebrare la vetta, la si svuota di significato.
Ci sono viaggi che si vivono con la macchina fotografica in mano, e altri che si portano dentro con il fiato corto, le gambe stanche e il cuore pieno. La mia vacanza in Engadina appartiene a questa seconda categoria: giorni in cui ho cercato sentieri, laghi e silenzi, e in cui ho trovato molto più di ciò che immaginavo.
C’è una bellezza che affascina e una che fa riflettere. La passeggiata di oggi in Engadina, da Pontresina alla Capanna Tschierva, è un incontro con entrambe. Un percorso immerso nella natura alpina, ma anche un viaggio silenzioso tra le tracce visibili di un cambiamento che avanza, inesorabile: il ritiro dei ghiacciai.
C’è qualcosa nell’aria dell’Engadina che invita a rallentare. Non si tratta solo dell’altitudine, né della luce che qui è più netta, quasi scolpita. È un ritmo diverso, più silenzioso, più profondo. Ed è proprio con questo spirito che salgo in sella alla mia e-bike, partendo da Silvaplana in direzione dei laghi.