La StraLugano, un evento di successo

Manca ormai solo un mese all’appuntamento con la StraLugano, in agenda nel weekend del 20 e 21 maggio. Un evento sportivo divenuto tra i più importanti e coinvolgenti per la Città, riuscendo a dare vita e a trasmettere energia positiva a tutta una regione. Una gara che ha i suoi punti forti in un’organizzazione di alto livello, nello scenario in cui si svolge (lo splendido golfo di Lugano) e nel tracciato, velocissimo e completamente cittadino.

La Stralugano, dunque, chiama e gli appassionati della corsa a piedi rispondono. Anche quest’anno, in occasione della dodicesima edizione, sono attesi più di cinquemila atleti alla partenza. Numeri che da noi raramente si vedono in manifestazioni del genere. Certo, altri sport attirano più gente. Ma partecipare in prima persona, mettendosi in gioco, è un’altra cosa. Soprattutto ha un valore diverso.

Gli inizi

La StraLugano è una manifestazione che è entrata velocemente nelle scelte di tanti runner, sia svizzeri che stranieri, e che continua a vedere una crescita numerica delle partecipazioni, quando invece altre gare faticano a mantenere e a fare crescere i numeri.

Naturalmente anche per questo evento gli inizi non sono stati facili. La città era pronta per ospitare una manifestazione del genere, ma occorreva mettere in piedi tutta la macchina organizzativa, era necessario farsi conoscere, soprattutto l’evento doveva entrare nel cuore dei luganesi. Un obiettivo che in pochi anni è stato raggiunto pienamente, grazie in particolar modo al lavoro straordinario del Comitato di organizzazione presieduto, fin dall’inizio, da Vanni Merzari.

Una curiosità…

E proprio da Vanni Merzari scopriamo che l’evento, in origine, non doveva essere una corsa podistica, bensì un Ironman! “Mi piace ricordare che la StraLugano è nata intorno a un tavolo di un bar, evocando com’era iniziato l’Ironman delle Hawaii; ci siamo detti se non potevamo organizzare qualcosa del genere anche a Lugano”, ci ha confidato una volta Merzari. “Era l’autunno del 2005 e le circostanze del momento ci hanno fatto ridimensionare in fretta i nostri sogni. Ma oramai eravamo lanciati e, pur se limitando la nostra idea, abbiamo proposto l’organizzazione di una gara podistica. L’idea è piaciuta subito ai responsabili del Dicastero Sport della città e così il 17 settembre 2006 si è corsa la prima StraLugano”.

La crescita

La StraLugano ha registrato una crescita costante nella partecipazione, passando dalle poche centinaia della prima edizione del 2006 (vinta da Slimani Kaddur) agli oltre 5 mila del 2016. Con gli anni l’offerta si è allargata e diversificata, coinvolgendo ogni fascia di appassionati, dal top runner al podista amatoriale, fino alle spettacolari prove riservate alle hanbike e alla beneficenza.

Cambiamenti ci sono stati anche nei percorsi, di cui il più importante è stato il passaggio dalla 30 chilometri, attorno al San Salvatore, alla mezza maratona cittadina, cambiamento, come detto, avvenuto a partire dallo scorso anno e che è certamente stato apprezzato dai concorrenti.

Top runner e amatori

La Stralugano è da sempre una manifestazione fortemente orientata verso il podismo amatoriale, al running rivolto alla massa, a tutti quelli che praticano questo sport per stare bene e questa sarà sempre la sua matrice e filosofia principale.

Tuttavia ha sempre strizzato l’occhio ai campioni, che nel corso degli anni hanno avuto modo di apprezzare una gara ed un percorso ideali per misurarsi al meglio delle loro capacità. Basta scorrere le classifiche degli anni precedenti per rendersene conto: Stephen Kiplimo, Rachid Kirsi, Oukrid Lhoussaine, Abraham Eshak, Hakin Radivan, Tadesse Abraham e, in campo femminile, Nancy Koech, Sang Chelangat, Ivana Iozzia, Eliana Patelli, giusto per citare alcuni nomi. Molti di questi atleti hanno ottenuto importanti successi prima e dopo la loro partecipazione alla Stralugano.

Anche l’edizione del 2017 darà sicuramente la possibilità al numeroso pubblico di ammirare dei forti runner che daranno vita ad un nuovo ed entusiasmate spettacolo lungo le vie della Città.

Un appuntamento fisso

Alla StraLugano sono particolarmente affezionato. Dall’inizio, quindi fin dalla prima edizione del 2006, ho “raccontato” questo evento e la gara sulle pagine sportive del “Corriere del Ticino”. Per alcuni anni in compagnia di un grande giornalista sportivo e amico, Mariano Botta (caporedattore prima del “Giornale del Popolo” e in seguito de “LaRegione”), la “penna gentile del giornalismo sportivo ticinese” che purtroppo ci ha lasciati prematuramente.

In questi anni ho dunque “respirato” l’ambiente, ho vissuto dall’interno il pulsare e le emozioni di questa manifestazione. E devo dire che ogni volta è stata un’esperienza molto bella e appagante. Da amante dello sport, e soprattutto delle discipline di resistenza, ho naturalmente creduto fin dall’inizio in questa gara e in un certo qual modo mi sono sentito in dovere di dare il mio contributo. L’ho fatto tramite queste cronache sul giornale, ma anche nelle vesti di… “speaker in bicicletta”.

Speaker in bicicletta

Da alcune edizioni, infatti,… partecipo anch’io alla StraLugano. Non come concorrente, ma come volontario. Seguo l’evoluzione della gara, e soprattutto dei primi, in sella alla mia mountain bike con una radio al collo e con il compito di fare gli aggiornamenti in diretta agli altoparlanti in zona traguardo. È un’idea nata alcuni anni fa proprio insieme a Vanni Merzari e che ha avuto successo. Così, puntualmente in occasione della StraLugano, al mattino presto quando l’aria è ancora fresca, inforco la bici e scendo verso il Centro lungo le strade deserte di una città ancora addormentata… Ecco come avevo raccontato questa esperienza in un’edizione di alcuni anni fa:

Percorrere le vie di Lugano senza traffico è qualcosa di speciale, ne rileva in qualche modo un’anima diversa dal solito e predispone a un nuovo sguardo. Quando giungo al Palazzo dei Congressi è un brulichio di gente in calzoncini e scarpette chi cerca riparo sotto una copertura, chi si muove senza una meta precisa con la mantellina. I corridori riempiono le strade e i marciapiedi lungo Viale Carlo Cattaneo fino alla foce, dentro il Parco Ciani e in Riva Caccia. Ci si muove da soli, in coppia o a piccoli gruppi: alcuni sorridono, altri parlottando, altri ancora fanno stretching. Qualcuno, malgrado l’umidità, fa yoga nel parco fissando un punto impreciso in direzione del lago, oltre le nubi gonfie d’acqua, cercando forse la giusta concentrazione. È un clima di festa, anche se il pensiero è ormai rivolto a quei trenta chilometri di percorso – altamente suggestivo, sì, ma non facile! – attorno al San Salvatore. Come sarà? Tre, due, uno… partenza! Il biscione colorato si mette in moto, la corsa è partita e con essa la storia “del tutto personale” di migliaia di persone che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco. Correre la StraLugano è qualcosa di particolare. È la possibilità di entrare in quel silenzio in cui ascolti e assecondi il ritmo del tuo cuore e dei pensieri, la fatica che ti sorprende improvvisa e ti si fa compagna a ricordarti chi sei e i tuoi limiti, a ripeterti che l’importante non è ribellarsi, ma imparare. Mi sono chiesto se Lugano ha connaturato il correre al proprio respiro. Forse non ancora, ma il crescente successo della StraLugano, che quest’anno ha toccato i 4000 concorrenti, ci indica che piano piano anche da noi ci si sta aprendo alla consapevolezza della corsa lunga; alla sfida pulita di un traguardo da raggiungere con umiltà.

Fonte: Triathlon, che passione!

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