La Maratona Engadinese 2026, in programma il prossimo 8 marzo, conferma ancora una volta il suo status di evento iconico dello sci di fondo mondiale. 42 chilometri spettacolari da Maloja a S-chanf, attraverso laghi ghiacciati e paesaggi alpini mozzafiato, dove fatica, emozione e tradizione si intrecciano in un’esperienza che va ben oltre la competizione.
L’alba a Maloja: dove tutto ha inizio
La magia della Maratona Engadinese nasce presto, alle prime luci del giorno a Maloja. Qui, a oltre 1’800 metri di altitudine, migliaia di fondisti si allineano in silenzio, sci ai piedi e sguardo teso verso l’orizzonte. L’aria è pungente, il cielo spesso rosato, e l’attesa è carica di emozione.
La Maratona Engadinese parte così: un serpentone umano che si muove compatto, consapevole di affrontare una delle gare più affascinanti – e impegnative – dell’inverno alpino.
Dal lago di Silvaplana al cuore dell’Engadina
Dopo la partenza, il percorso si apre rapidamente sul lago di Silvaplana, uno dei momenti più iconici della gara. Qui lo sguardo corre lontano, mentre il ritmo si stabilizza e le gambe cercano la giusta cadenza.
Aneddoto #1
Come ogni anno, non è mancato il partecipante “fuori dal tempo”: sci di legno, abbigliamento vintage e sorriso stampato in volto. Non corre per il risultato, ma per ricordare che la Maratona Engadinese è anche celebrazione della storia dello sci.
Pontresina e la prova della resistenza
Superata la parte più scorrevole, il tracciato diventa più selettivo. Tra Pontresina e La Punt, il continuo saliscendi mette alla prova la tenuta fisica e mentale. È qui che molti capiscono se arriveranno al traguardo con il sorriso… o stringendo i denti.
Aneddoto #2
In un punto fisso del percorso, da oltre vent’anni, un gruppo di volontari distribuisce tè caldo e incoraggiamenti in più lingue. C’è chi rallenta apposta per fermarsi un secondo in più: un piccolo rito che vale più di qualsiasi integratore.
Il pubblico: il vero carburante
Campanacci, cartelli fatti a mano, applausi spontanei: il pubblico dell’Engadina è parte integrante della gara. Nei momenti di crisi, un incitamento urlato al momento giusto può cambiare completamente una Maratona.
Qui non esistono solo campioni e amatori: tutti sono protagonisti, uniti dallo stesso obiettivo.
S-chanf: il traguardo che resta nel cuore
Gli ultimi chilometri sembrano non finire mai. Poi, all’improvviso, S-chanf appare davanti agli occhi. Il traguardo non è solo una linea sulla neve: è la fine di un viaggio, personale e collettivo.
Tagliarlo significa aver conquistato qualcosa che va oltre il tempo finale: una storia da raccontare.
Perché la Maratona Engadinese è unica
- Partenza leggendaria a Maloja
- Paesaggi alpini irripetibili
- Tradizione storica dello sci di fondo
- Evento inclusivo e autentico
- Atmosfera che coinvolge atleti e spettatori
Conclusione
La Maratona Engadinese 2026 ha dimostrato ancora una volta perché è molto più di una gara: è un’esperienza che unisce sport, natura e identità alpina. Chi c’era lo sa. Chi non c’era, probabilmente sta già pensando alla prossima edizione.
Info: Engadin Skimarathon





