IL SOGNO: LA “VIARHÔNA” IN BICICLETTA

Da tempo riflettevo sul fatto che vi sono dei viaggi che sentiamo di dover fare. Non i soliti viaggi banali in terre lontane stile “pacchetti vacanza”. Ma quei viaggi di cui sentiamo un richiamo particolare e che a dispetto della fatica e degli inconvenienti, della scomodità e delle bizze del tempo, della paura di non farcela, sogniamo spesso, sicuri che prima o poi arriveremo alla meta.

Non è un fatto razionale. Per taluni si tratta di un’autentica spinta interiore. Una terra lontana ci chiama, un’avventura annunciata e appena percepita, con la promessa di qualcosa che neanche sappiamo. È qualcosa che dobbiamo a noi stessi, che è dentro di noi e per la quale siamo disposti a tutto.

Il sogno del viaggio

Così, una mattina, una mattina calda di inizio estate, ho preparato le mie cose e sono partito da casa in bicicletta e con lo zaino in spalla senza voltarmi indietro, per dare seguito a quella spinta interiore, a quel sogno di un viaggio che covavo dentro di me.

Sono sceso alla stazione di Lugano dove ho acquistato un biglietto di sola andata, insieme a un cappuccino e una brioche.

La mia meta stava a nord, un nord così perfettamente astronomico che sarebbe bastata la bussola a raggiungerlo. Un nord al centro, più precisamente il cuore delle alpi, alla sorgente del grande fiume Rodano.

Il mio sogno? Percorrere per intero la “ViaRhôna”, la famosa ciclabile che seguendo fedelmente il fiume ti porta dalla sorgente, sul passo della Furka, fino al mare, dalle parti di Arles in Camargue, nel sud della Francia.

Dal cuore della Svizzera, dunque, al Mediterraneo con nel mezzo circa 850 km a combustione lenta, tanta storia e natura, tante annunciate emozioni…

Tra natura e storia a fil di fiume

Diciamolo subito: la ciclabile del Rodano non è un percorso difficile, perché seguendo il corso di un fiume dalla sua sorgente fino al mare è per sua natura destinato a scendere leggermente.

Inoltre, una buona tratta in territorio francese, grosso modo da Valence fino al mare, beneficia del vento a favore, il famoso Mistral, che soffia da nord-ovest facilitando non poco il compito del ciclista, anche di quello che ama muoversi con le borse.

Certo, la distanza complessiva è notevole, ma in genere il percorso viene suddiviso in tappe dalla lunghezza variabile a dipendenza delle capacità di ciascuno. A questo proposito esistono numerose guide con vari consigli anche sul pernottamento.

Vale la pena comunque non avere fretta e gustarsi appieno questa ciclabile che è per la gran parte in sicurezza, ovvero su un tracciato indipendente e asfaltato, lontano dalla strade principali e quasi sempre a lato del fiume.   

È inoltre un percorso ricco di paesaggi straordinari e storie affascinanti. Dai panorami alpini fino al Mediterraneo, il Rodano, dapprima fiume giovane e poi sempre più maturo e imponente, è testimone di una storia millenaria che si è svolta e si è sviluppata sulle sue rive.

I politici e gli amministratori delle regioni attraversate ne sono del resto consapevoli, così come conoscono le potenzialità della “ViaRhôna” nell’ottica di una promozione turistica. “Un ciclista spende mediamente più di un automobilista”, ha detto ad esempio Nicolas Daragon, vice presidente del consiglio regionale dell’Alvernia-Rodano-Alpi, nonché sindaco di Valence. “Se l’automobilista, al suo passaggio, lascia circa 45 euro, il ciclista ne lascia 70 e quindi per noi rappresenta un tipo di turismo più interessante dal punto di vista economico”.

La strada che racconta storie

Noi continuiamo però a pedalare sulla nostra bicicletta, con la strada che si srotola sotto le ruote che corrono veloci e comincia a raccontarci storie di città, luoghi e persone…

E così scopri, lungo il percorso, un passato di grande bellezza e un presente tutto da conoscere: gli chalets dell’alto Vallese, il Lavaux patrimonio Unesco, il Lemano dalle forme perfette e l’acqua azzurra, l’elegante Ginevra, i piccoli villaggi come Seyssel nell’Alta Savoia, la splendida Lione, dove la Saona entra nel Rodano, e poi Avignone città dei Papi, e ancora la variopinta Arles, fin giù in Camargue di una Francia bruciata dal sole di queste giornate di inizio estate…

Perché sì, la bicicletta resta uno strumento di conoscenza alternativo e mezzo ideale per spostarsi, per rincorrere quel determinato viaggio, lungamente atteso che sentiamo di “dover fare”, malgrado le incertezze e le scomodità, le bizze del tempo e la paura di non farcela. Un viaggio che spesso e quasi per magia, diventa esso stesso sogno. Uno splendido sogno.

Fonte: ExtraSette, 27 settembre 2019

Maggiori info: www.viarhona.com

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Quest’anno viaggerò in sella a una Merida gravel!

Il tempo è forse ancora lontano ma noi cominciamo a sognare di uscite belle, di giri fantastici… non è vero? E io quest’anno voglio girare le strade d’Europa, ma non più quelle principali come fino ad oggi.

Ho invece in mente di percorrere le strade più piccole che posso trovare… non importa se sterrati o sentieri, per questo viaggerò su una Merida Silex 7000, ottenuta grazie a una collaborazione con Belimport SA, e ci metterò pure una pila sul manubrio (nel caso dovessi essere sorpreso dalle tenebre e il buio): l’ideale per questi itinerari più avventurosi… stayed tuned!

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IL FUTURO SORRIDERÀ AGLI SPORT “OUTDOOR”

Non è certo un bel momento per il mondo dello sport in generale, dove ogni attività è “congelata” a causa dell’urgenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. Non sono quindi periodi facili neppure per gli appassionati degli sport all’aperto abituati alla loro uscita, spesso giornaliera, in bicicletta o a corsa.

Non vorrei però parlare di sacrifici, il termine mi sembra davvero troppo forte e fuori luogo. Rinunciare ad allenarsi oppure a correre è forse oggi uno degli ultimi problemi e certe lamentele da parte di alcuni solo perché privati della loro corsa quotidiana non trovano francamente nessuna giustificazione e anzi sembrano piuttosto ridicole.

Anche se in Svizzera, a differenza di altri paesi, l’attività motoria esterna non è ancora stata vietata – malgrado vi sia stato da parte delle autorità l’invito ad essere molto prudenti per evitare incidenti che potrebbero pesare sul sistema sanitario già sotto pressione -, si registra tuttavia un rallentamento da parte di molti atleti amatori.

Tanti appassionati, dando prova di grande responsabilità hanno addirittura rinunciato ad uscire, prevedendo allenamenti casalinghi sui rulli o sessioni di ginnastica indoor. Una buona soluzione per non andare in “astinenza” di esercizio fisico e mantenere un minimo di condizione, ritenuto che un po’ di movimento dovrebbe essere fatto da tutti, non fosse che per mantenere un buon equilibrio psicofisico.

Tuttavia, guardando avanti, non si può che essere positivi, almeno da parte degli appassionati di sport all’aperto che escono di regola singolarmente. Perché il futuro ci dice che saranno queste le attività che molto probabilmente non saranno a rischio, almeno finché non sarà trovato il vaccino per sconfiggere la malattia.  

Viceversa tutte quelle attività che prevedono assembramenti di persone allo stato attuale sono decisamente molto più in pericolo, proprio per i rischi di diffusione del contagio qualora dovesse ripresentarsi in avvenire un focolaio della malattia e fintanto che non sarà possibile farvi fronte attraverso delle cure efficaci.

Quindi come appassionati di sport di resistenza teniamo duro che il futuro non tarderà a sorriderci di nuovo. E magari pensiamo ora, che abbiamo peraltro molto più tempo a disposizione, a qualche bel progetto, come potrebbe essere – perché no? – anche un viaggio in bicicletta…

Copyright photo: N. Pfund

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Cicloturismo viaggio giusto, oggi su “ExtraSette”

CICLOTURISMO AL PASSO CON I TEMPI

Come sempre in questi ultimi mesi dell’anno sono solito fare uno “stacco” dalla bicicletta per dedicarmi ad altre attività e passioni. È l’occasione per sistemare qualche ingranaggio del mezzo preferito, oliare le guarniture, aggiustare i freni, cambiare magari la ca Anzi, sono giunto alla conclusione che per conoscere veramente un posto o una città devo percorrerla in bicicletta. Solo così mi approprio degli spazi, dei profumi, dei suoni, delle luci, solo così e in certi momenti particolari mi è possibile cogliere l’anima di un posto. tena.

Ma è anche il momento per ripensare alla stagione, per fare qualche bilancio. Una stagione che per me è stata caratterizzata da molti viaggi: se getto un occhio al computer di bordo sono ben ottomila i chilometri percorsi.

Come sempre l’impressione è quella di avere vissuto intensamente queste esperienze di viaggio. Le immagini e le sensazioni catturate dal sellino della bicicletta rimangono impresse come se fossero inchiostro su carta assorbente.

Anzi, sono giunto alla conclusione che per conoscere veramente un posto o una città devo percorrerla in bicicletta. Solo così mi approprio degli spazi, dei profumi, dei suoni, delle luci, solo così e in certi momenti particolari mi è possibile cogliere l’anima di un posto.

Vivendoli dal sellino della bicicletta questi luoghi sono diventati parte di me stesso. Così è stato per le strade lungo il fiume Rodano e le splendide città, Ginevra, Lione, Avignone, Arles. Così e ugualmente è successo per i laghi della Svizzera e per i luoghi, le montagne e le valli del Ticino.

Ecco, il Ticino: se lo conosco bene è proprio grazie soprattutto alla bicicletta. E devo dire che come territorio è davvero qualcosa di straordinario. Pensate, in poco più di cento chilometri si passa dalle vette sublimi delle Alpi alle dolci rive dei laghi. In quale altro posto succede?

Non solo: ogni luogo, ogni valle conserva delle storie interessanti, a volte sorprendenti. Il nostro cantone possiede una ricchezza di particolari perché nel suo paesaggio si possono riconoscere molte trasformazioni tra passato e recente.

In qualche caso l’integrazione tra vecchio e nuovo ha prodotto risultati assai deludenti, in altri l’antico e il moderno appaiono invece felicemente e singolarmente commisti, così che l’occhio dell’osservatore ne risulta felicemente appagato, quando non addirittura incuriosito.

Quel che è certo è che il Ticino, oltre alla straordinaria varietà paesaggistica, è un libro infinito di storie interessanti. Che si presta perfettamente per essere scoperto in bicicletta.

È vero, da noi c’è il problema del traffico che non favorisce l’uso delle due ruote, le corsie ciclabili stanno sorgendo piano piano ma siamo ancora lontani da una rete davvero sicura.

Peccato perché il turismo sportivo sarebbe una bella carta da giocare. Viaggiando spesso fuori cantone mi rendo conto che il numero di turisti che affronta le proprie vacanze il bicicletta è in continuo aumento.

Lungo la ciclabile del Rodano, ad esempio, gli amministratori l’hanno capito da tempo che il cicloturista rappresenta una fonte di guadagno superiore a quella dell’automobilista proprio perché incline a fermarsi più spesso e quindi a consumare maggiormente.

Il Ticino ha una solida tradizione nel ciclismo di competizione avendo organizzato ben quattro mondiali. Sarebbe ora bello se l’uso della bicicletta fosse sviluppato in nuove direzioni, forse più al passo con i tempi e con le nuove esigenze dell’industria del turismo.

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La “ViaRhôna” in bicicletta, oggi su “ExtraSette”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) trovate il racconto di questa avventura a due ruote che durante l’estate mi ha portato dal ghiacciaio sulla Furka fino alla Plage de Napoléon: quasi 900 km seguendo il fiume Rodano dalla sua sorgente al Mediterraneo. Buona lettura e buon we!

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L’allenamento nel solleone, oggi su “ExtraSette”

Allenarsi quando fa caldo è possibile a certe condizioni e a patto che si sia consapevoli che le prestazioni risultano meno efficaci. Di questo parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) dove indico alcuni suggerimenti per difendersi dal… solleone. Buona lettura!

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Il giro del lago di Lucerna, oggi su “ExtraSette”

Pedalare nella regione dei Quattro Cantoni immersi nella natura, tra curiosità e storici aneddoti…

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Il giro del lago di Neuchâtel, oggi su “ExtraSette”

Sono 107 chilometri quasi tutti pianeggianti, con da un lato i vigneti, dall’altro lo specchio d’acqua e in lontananza la maestosità delle Alpi bernesi…

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La Sighignola e il suo balcone, oggi su “ExtraSette”

Siate già stati sul Monte Sighignola in bicicletta? È una salita bella “tosta” se fatta dalla Val Mara con un tratto molto duro, quello tra le due dogane, che tocca punte del 18%. Ma il panorama che viene regalato dalla cima (il famoso “balcone” a 1302 m) ripaga da ogni sforzo. Ve ne parlo in dettaglio sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”). Buona lettura! 

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Monti di Ronco, vista sul lago, oggi su “ExtraSette”

Su “ExraSette” di oggi, che trovate allegato al “Corriere”, vi racconto la bella salita ai Monti di Ronco, con vista… imprendibile sul Lago Maggiore. Buona lettura!

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