La sensazione magica di una corsa serale sotto la neve!

Questa volta non si è fatta attendere. Alludo alla neve che, contrariamente al recente passato, quest’anno è arrivata relativamente presto. Ed i fiocchi sono caduti abbondanti anche, incappucciando, ovattando tutto, dalle vette alle pianure, i prati, le case, le strade…

Vi ricordate la nevicata di venerdì 4 dicembre? Ecco, è proprio ad essa che mi sto riferendo, quando quasi all’alba cominciarono a scendere i primi fiocchi, continuando poi per tutta la giornata e depositandosi al suolo al ritmo costante di un paio di centimetri all’ora.

Una cosa bella quando nevica è, per molti, starsene al calduccio in casa magari sotto le coperte e davanti al camino. Però, avete già provato a correre sulla neve fresca appena caduta? È una delle esperienze più particolari che ci ricordano le corse che si facevano da bambini. Fuori sembra freddo, ma non è così. Correndo ci si scalda subito, quindi non si deve aver paura di vestirsi troppo.

Quando nevica le strade sono meno trafficate e perciò, anche se si corre sulle vie cittadine o il lungolago, l’aria è meno inquinata. Certo, bisogna prestare la dovuta attenzione a non scivolare, ma un vantaggio per chi corre è che con l’agilità si possono cercare le piste migliori, evitando le zone più pericolose e i muraglioni.

Al podista, infatti, sono in dono sia le arti verticali del canguro che quelle orizzontali della lepre che permettono di dribblare gli ostacoli. Ciò che non è sempre il caso per le… automobili, che spesso si arenano anche su lievi ascese se non equipaggiate adeguatamente.

Così, la sera di quel venerdì sono uscito a correre, quando la neve planava ancora nel cono di luce bianca dei lampioni e i fiocchi gonfi sembravano scintille fluorescenti. Ho imboccato la strada che porta verso il laghetto di Muzzano. Ad est il bagliore della città donava un alone di mistero all’ambiente, mentre la neve asciutta scricchiolava sotto i piedi. Ogni tanto dalle strade laterali i fari delle auto di passaggio proiettavano lunghi tunnel di luce gialla.

Raggiunto il laghetto mi sono infilato nel sentiero che porta alla “Casa del Pescatore” con l’intenzione di risalire verso il nucleo di Muzzano. La neve fresca era già segnata dalle impronte di animali: traiettorie che si incrociavano scomparendo nell’ombra o dentro la siepe, la sensazione strana che, pur nel silenzio assoluto, non si è mai soli.

Prima di affrontare i gradini che salgono al vecchio lavatoio, mi sono voltato per un attimo a ripercorrere con lo sguardo la pista delle mie orme che seguivano il piccolo sentiero, mentre i fiocchi di neve scendevano sempre fitti e lenti.

Ambiente magico. Perché la neve è un romanzo irresistibile, ogni pista la trama di una storia da ripercorrere all’infinito alla ricerca di sé e di un possibile, inafferrabile senso della vita…

Non ci credete? Allora provate anche voi quanto è bello correre quando nevica!

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Attimi intensi di vita, oggi il mio articolo su “ExtraSette”

“Attimi intensi di vita”, ovvero cosa lo sport può regalarci attraverso una sua pratica regolare e non troppo eccessiva… oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere”)

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La sera di corsa al Monte Boglia, oggi su “ExtraSette”

UNA SERA DI CORSA AL MONTE BOGLIA
Le ammiro da lontano al mattino quando mi sveglio e ogni
volta che rientro a casa la sera. Le montagne che fanno da
corona alla plaga del luganese sono davvero qualcosa di
suggestivo.
Ruotiamo lo sguardo da sinistra verso destra: ecco
dapprima le dolci rotondità del Caval Drossa e del Monte
Bar, poi le creste spigolose dei Denti della Vecchia  e infine
quel grande prato sul Monte Boglia […]”.

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) vi parlo di una mia corsa serale al Monte Boglia, per acchiappare per la coda la magia del tramonto da uno dei punti panoramici più suggestivi del luganese. Buona lettura e buona giornata!

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Per i boschi di Breganzona, oggi su “ExtraSette”

PER I BOSCHI DI BREGANZONA, OGGI SU “EXTRASETTE”

Ogni podista ha un posto privilegiato in cui andare a correre per rigenerarsi. Per me, da tanti anni, è indubbiamente il bosco e la collina breganzonese. Ve ne parlo oggi su ExtraSette (supplemento del venerdì del “Corriere”). Buona lettura e buon we!

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