IL FUTURO SORRIDERÀ AGLI SPORT “OUTDOOR”

Non è certo un bel momento per il mondo dello sport in generale, dove ogni attività è “congelata” a causa dell’urgenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. Non sono quindi periodi facili neppure per gli appassionati degli sport all’aperto abituati alla loro uscita, spesso giornaliera, in bicicletta o a corsa.

Non vorrei però parlare di sacrifici, il termine mi sembra davvero troppo forte e fuori luogo. Rinunciare ad allenarsi oppure a correre è forse oggi uno degli ultimi problemi e certe lamentele da parte di alcuni solo perché privati della loro corsa quotidiana non trovano francamente nessuna giustificazione e anzi sembrano piuttosto ridicole.

Anche se in Svizzera, a differenza di altri paesi, l’attività motoria esterna non è ancora stata vietata – malgrado vi sia stato da parte delle autorità l’invito ad essere molto prudenti per evitare incidenti che potrebbero pesare sul sistema sanitario già sotto pressione -, si registra tuttavia un rallentamento da parte di molti atleti amatori.

Tanti appassionati, dando prova di grande responsabilità hanno addirittura rinunciato ad uscire, prevedendo allenamenti casalinghi sui rulli o sessioni di ginnastica indoor. Una buona soluzione per non andare in “astinenza” di esercizio fisico e mantenere un minimo di condizione, ritenuto che un po’ di movimento dovrebbe essere fatto da tutti, non fosse che per mantenere un buon equilibrio psicofisico.

Tuttavia, guardando avanti, non si può che essere positivi, almeno da parte degli appassionati di sport all’aperto che escono di regola singolarmente. Perché il futuro ci dice che saranno queste le attività che molto probabilmente non saranno a rischio, almeno finché non sarà trovato il vaccino per sconfiggere la malattia.  

Viceversa tutte quelle attività che prevedono assembramenti di persone allo stato attuale sono decisamente molto più in pericolo, proprio per i rischi di diffusione del contagio qualora dovesse ripresentarsi in avvenire un focolaio della malattia e fintanto che non sarà possibile farvi fronte attraverso delle cure efficaci.

Quindi come appassionati di sport di resistenza teniamo duro che il futuro non tarderà a sorriderci di nuovo. E magari pensiamo ora, che abbiamo peraltro molto più tempo a disposizione, a qualche bel progetto, come potrebbe essere – perché no? – anche un viaggio in bicicletta…

Copyright photo: N. Pfund

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Tadesse Abraham e Delia Sclabas firmano la 43. Silvesterlauf

Partiva con i favori del pronostico e non ha deluso le aspettative. Tadesse Abraham ha dominato la concorrenza nella gara riservata agli élite della Silvesterlauf di Zurigo, megaevento podistico andato in scena questo fine settimana e che ha attirato sulle rive della Limmat quasi 20 mila partecipanti.

Abraham, 37 anni e tante vittorie in carriera (è recordman svizzero sulla maratona è anche Campione europeo in carica nella “mezza”),  ha controllato la corsa sin dalle prime battute mantenendo il controllo della gara, anche perché la formula, molto spettacolare, era ad eliminazione sul circuito di 330 metri disegnato attorno alla Fraumünster e la Stadthaus.

Poi da circa metà gara si è involato lasciando la compagnia degli avversari, tra cui l’elvetico Eric Rüttimann  e il keniota Bernard Matheka che giungeranno nell’ordine sulla linea del traguardo alle spalle del fuoriclasse eritreo naturalizzato svizzero. “Oggi le sensazioni erano buone”, ha affermato il vincitore subito dopo “e quindi ho voluto offrire uno spettacolo al pubblico presente”.

Tra le donne cavalcata solitaria della ventenne Delia Sclabas che come per Abraham ha subito preso la testa della prova senza che nessuno riuscisse a tenere il suo passo. “Ho mantenuto un ritmo molto alto per tutta la gara senza accusare cedimenti”, dirà la bernese sorridente al termine della gara.

Alle sue spalle hanno chiuso nell’ordine la keniota Gladys Jemaiyo e l’elvetica Selina Büchel specialista delle corte distanze. Quarto posto per la triatleta Nicola Spirig non abituata ai ritmi sostenuti: “Per me è stata una bella sfida che mi ha permesso di tenere sempre un passo molto veloce come non sono solita fare in questo periodo durante i miei allenamenti”, ha detto la campionessa olimpica ai Giochi di Londra 2012.

Elite Uomini – 5,28 km

1. Tadesse Abraham (SUI) 14:59.2

2. Eric Rüttimann (SUI) 15:03.4

3. Bernard Matheka (KEN) 15:07.9

Elite Donne – 3,96 km

1. Delia Sclabas (SUI) 12:13.7

1. Gladys Jemaiyo (KEN) 12:28.6

3. Selina Büchel (SUI) 12:42.4

Vedi anche: Silvesterlauf2019/risultati

Fonte: Triathlon che passione!

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La Silvesterlauf, una festa per 21 mila partecipanti

Una festa, molto semplicemente. La Silvesterlauf mi viene da definirla così. Una festa, prima di ogni altra cosa. Soprattutto non una competizione tout court. Perché sì, la voglia di gareggiare c’è certamente in molti, ma non è l’aspetto prevalente.

Ciò che ha attirato nelle vie della vecchia città di Zurigo questa domenica 15 dicembre oltre 20 mila appassionati della corsa a piedi è soprattutto la voglia di divertirsi, di stare insieme, di vivere la città di Zurigo in una forma diversa.

Da cosa lo si capisce? Anzitutto dalle espressioni della gente, sempre sorridente. I volti contratti e concentrati tipici di chi gareggia con un occhio al cronometro sono stati la netta minoranza sul circuito disegnato nelle vicinanze e attorno alla Fraumünster.

E tra i ventimila stavolta c’ero anch’io. Per me è stata una prima. Mi ero già iscritto un paio di altre volte, ma per una ragione o per l’altra vi ho sempre rinunciato (a malincuore). Questa volta non potevo però venire meno al mio “impegno” di sudare a Zurigo.

L’obiettivo era di rimanere sotto i 40 minuti, ed è stato raggiunto. Sono partito piano, nella pancia del gruppo. Ho tenuto il mio passo per due giri e mezzo dei tre in programma per aumentare il ritmo negli ultimi 500 metri… fino al sospirato traguardo.

Già, perché la gara non è stata facile. Con una certa sorpresa devo dire. Sapevo che c’erano dei saliscendi, ma non mi aspettavo degli strappi così secchi. Il che non significa che sia negativo. Semplicemente bisogna arrivare ben preparati e con i muscoli forti, proprio per non cedere su queste salite.

Alla fine mi sembra comunque di avere portato a termine il mio compito. Senza esagerare troppo, mantenendo quindi i battiti ancora abbastanza lontani dalla soglia e quindi di miei limiti. Come detto volevo restare sotto i 40′ e ho terminato in 35’33”.

So che è un tempo che posso migliorare. Ci penserò l’anno prossimo quando oltretutto farò il… salto di categoria. Ma intanto lasciatemi concludere con questa bella impressione: la Silvesterlauf è davvero un corsa splendida, che regala grosse emozioni, disegnata dentro le vie della vecchia città, tra la Limmat e la Bahnhofstrasse.

Splendida come percorso, ma soprattutto come ambiente e atmosfera di gara. Come dicevo all’inizio, una festa dove l’energia positiva sembra davvero scorrere a grandi quantità facendo concorrenza alle placide acque della Limmat che dal loro alveo, in questa giornata quasi tiepida di dicembre, hanno osservato silenziose e con pacata discrezione la grande kermesse.

Risultati: datasport.com/silvesterlauf2019

Leggi anche: La Silvesterlauf e quella voglia di vivere; 43. Silvesterlauf con tanti campioni al via; Come “sudare” a Zurigo nel periodo di Natale

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La Silvesterlauf e quella voglia di vivere che ti prende

LA SILVESTERLAUF E QUELLA VOGLIA DI VIVERE

Aria fredda, profumo di vin brulé. Quando scendo dal treno nell’affollata stazione di Zurigo mi ritrovo in pieno clima natalizio. Le bancarelle sono ovunque e un gigantesco albero di Natale (mi dicono che misura ben 15 metri) è preso d’assalto dagli amanti dei selfie. Sono qui per la Silvesterlauf, una delle corse cittadine invernali più frequentate della Svizzera.

Quest’anno gli iscritti sono ben 21.138. Il clima variopinto e allegro della Silvesterlauf contagia il centro storico di Zurigo fin dal mattino. La partenza è dalle parti del lago, ma già nell’elegante Bahnhofstrasse si respira un ambiente particolare. È domenica, le campane suonano a festa, le chiese sono stracolme di gente per sentire i cori natalizi.

Anche i tea room sono presi d’assalto, forse per sfuggire alla morsa del freddo (durante la notte ha addirittura nevicato), dove trovo intere famiglie in tenuta sportiva che bevono cioccolata e mangiano le torte della casa. Ridono, scherzano, sono felici. Accanto a loro eleganti signore già di una certa età osservano la scena sorridendo.

La prima partenza è alle 11.10 sulla Limmatquai nei pressi del Bellevue. Partono le famiglie per un giro di 1.5 km. E poi a cadenze regolari seguono tutte le altre categorie – sono ben trentadue! – fino all’ultima che prenderà il via a tarda sera quando è ormai notte e i lampioni delle strade sono già accesi.

Poco dopo mezzogiorno c’è il momento “clou”, quello riservato agli élites. Corrono attorno alla Fraumünster su un circuito di circa 380 metri, ad eliminazione: negli ultimi due giri rimangono solo i 5 atleti migliori che si giocano la vittoria. Il pubblico ha così l’occasione di ammirare da vicino i grandi interpreti dell’atletica.

La città sulla Limmat vive oggi una festa dello sport. E allora vien da chiedersi cosa spinge così tanta gente a partecipare a questi eventi sportivi, perché ve ne sono un po’ ovunque in tante altre città della Svizzera.

Per capirlo bisogna osservare queste manifestazioni dall’esterno, con sguardo distaccato. Come ho fatto io. E allora dico che non è solo la voglia di fare movimento che porta così tanta gente a vivere queste esperienze. E non è neppure la necessità di rincorrere una prestazione sportiva. È soprattutto il piacere di stare insieme, di vivere la propria città in una forma diversa. Con allegria e spensieratezza.

È l’amore per la vita, l’energia positiva che emana uno sforzo sincero e autentico come è la corsa a piedi. Un’energia che entra nel sangue e contagia tutti i presenti, atleti, pubblico, turisti di passaggio. Ecco. E aggiungo questo: che oggi avere la fortuna di vivere questi momenti non è una cosa scontata. Vedere così tanta gente nello stesso momento felice, neppure. Oggi, però, è capitato.

A questo penso sul treno che mi riporta a casa. Sfreccia veloce nella notte, sfiorando a volte le case illuminate. Guardo dal finestrino, in lontananza vedo una luce pulsare. È un faro sul lago. Una luna color fosforo brilla oltre le montagne innevate in un cielo incredibilmente stellato.

Testo & Photo: copyright N. Pfund

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La magia del Natale in un weekend “sportivo” a Zurigo

ZURIGO TRA MERCATINI E SILVESTERLAUF

Allora ve ne avevo già accennato. Tra poco più di una settimana sarò a Zurigo per vivere un weekend speciale. Invitato da Zurigo Turismo, dovrò “testare” la città nelle sue offerte natalizie, ma anche in veste di sportivo…

E di questo, renderne conto attraverso i miei ‘social’ (e blog). Sarò quindi coinvolto in molte attività: cene e pranzi in ristoranti a misura di sportivo, alberghi a misura di sportivo, massaggi vari e altre attività sempre… a misura di sportivo.

Dovrò mangiare in Ristoranti in cui la qualità del cibo è prioritaria su tutto il resto, dormire in alberghi che offrono spazi appositamente studiati per una clientela sportiva…

Poi, naturalmente, mi toccherà anche sudare un po’: partecipando alla celebre Silvesterlauf di domenica, ad esempio, oppure facendo la sauna alla Badi Enge con tuffo nel lago.

Nel primo caso dovrei più o meno essere pronto, nel secondo spero di… sopravvivere alle gelide acque del lago di Zurigo.

Insomma, che dire? Sono curioso di vivere questa esperienza che si prospetta molto particolare. Il turismo sportivo è un segmento importante a Zurigo, così come lo è divenuto, sempre di più in questi ultimi anni, in ogni grande città.

Ma la città sulla Limmat, qui, mi sembra davvero un passo avanti rispetto agli altri. Chi ci vuole andare per partecipare ad un evento sportivo, ha la possibilità di beneficiare di un contesto favorevolissimo. E questo non solo a Natale ma sull’arco di tutto l’anno.

Sarà allora l’occasione per stupirsi, ma certamente anche quella per imparare qualcosa di nuovo…

I MERCATINI DI NATALE

Durante il periodo dell’Avvento l’intera città è pervasa da una calda luce, ovunque aleggiano i profumi della cannella e del vin brûlé, la brezza diffonde le melodie dei concerti natalizi lungo il fiume Limmat.

Nei tradizionali Mercatini di Natale e nei negozi zurighesi, abitanti del posto e visitatori traggono ispirazione per i propri regali e si deliziano con prelibatezze culinarie. Gli spettacoli circensi e la Magia del Capodanno, con i leggendari fuochi d’artificio dell’Associazione albergatori zurighesi, sono tra gli eventi più attesi del periodo.

Le luminarie della Bahnhofstrasse, lo shopping serale e le aperture domenicali completano la già ricchissima offerta zurighese per le feste natalizie.
A Zurigo ci sono diversi Mercatini di Natale. C’è quello nella Stazione Centrale, lo Zürcher Christkindlimarkt, che con 150 chalet e il gigantesco albero di Natale alto 15 metri e decorato con più di 7’000 gioielli Swarovski è uno dei mercatini al coperto più grandi d’Europa.

Il più antico di Zurigo si trova nel centro storico nel quartiere di Niederdorf, tra Hirschenplatz e Rosenhof: qui artigiani da tutto il mondo mettono in vendita i loro manufatti. E i negozianti offrono cioccolatini ai passanti appendendoli a piccoli alberelli di Natale posti accanto agli ingressi.

A pochi passi dalla Bahnhofstrasse, la via dello shopping zurighese griffato, c’è il mercatino sulla Werdmühleplatz con solo 10 casette ma con l’originale e suggestivo Singing Christmas Tree: ogni giorno dalle 17h30 alle 18h30 i bambini di Zurigo si esibiscono con un repertorio di canti natalizi.

Nella cornice del Teatro dell’Opera e a due passi dal Lago di Zurigo, sulla Sechseläutenplatz ha luogo uno dei mercatini di Natale più grandi di Zurigo, il “Wienachtsdorf” che tradotto significa il villaggio natalizio. Lì, divertimento assicurato sia per grandi che piccini grazie alla pista di pattinaggio.

Fonte: Svizzera Turismo

Leggi anche: Come “sudare” a Zurigo nel periodo di Natale

Photo: copyright Zurigo Turismo

Vedi anche: Zurigo Turismo, info@zuerich.com, zuerich.com
facebook.com/visitzurich; instagram.com/visitzurich; #visitzurich

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Come “sudare” a Zurigo nel periodo di Natale

NATALE A ZURIGO

Allora, la (bella) novità è questa. Nel weekend dal 13 al 15 dicembre sarò in missione speciale a Zurigo. Per cosa? Per parlarvi della magia di questa splendida città durante i famosi mercatini di Natale (belli davvero, su questo non c’è dubbio!). Certo parlarne in una forma e in un coinvolgimento un po’… particolare di cui vi dirò tra poco.

Zurigo, ormai lo sappiamo, è una delle città più belle e coinvolgenti, non solo della Svizzera, ma di tutta Europa. Ogni volta che ci vado, non so perché, mi riempio di buona energia e di ottimismo; quell’energia che forse un po’ è venuta a mancare dalle nostre parti, ed è un vero peccato. Quindi andarci con un occhio attento può essere utile, per capire quali sono gli ingredienti giusti e magari per… rubare qualche segreto da applicare anche da noi.

E uno di questi “segreti”, lasciatemelo dire subito, oltre alla capacità di vivere, è l’altissima sensibilità sportiva degli zurighesi:  nella città sono davvero numerosi gli eventi nel corso dell’anno, soprattutto riguardanti gli sport di resistenza. E uno di questi si celebrerà proprio nel weekend in cui sarò nella città sulla Limmat, ovvero la celebre “Silvesterlauf” con migliaia di partecipanti.

L’INVITO DI ZURIGO TURISMO

Ma veniamo al… dunque. L’invito mi è arrivato da Zurigo Turismo: cercavano uno sportivo disposto a parlarne sui suoi blog. Ovvio, come sportivo di resistenza la mia missione sarà particolare e… su misura: infatti il “motto” di tutto questo sarà… “come sudare a Zurigo nel periodo Natalizio”. Quindi mi toccherà giocoforza fare tutta una serie di attività, girare tutti i mercatini e – pensate – frequentare i migliori ritrovi della Città, come il Bar Clouds sulla Prime Tower (il nuovo e spettacolare grattacielo della città dove si accede però solo in giacca e cravatta), oltre che allo  Sprüngli sulla Bahnhofstrasse, dove dovrei invece assaggiare le famose torte di cioccolato. Che sacrificio, che tortura!

SFIDE SPORTIVE, MA NON SOLO…

Vi dirò se ne vale la pena, ma penso già di conoscere la risposta. Scherzi a parte durante questo weekend dovrò effettivamente “sudare” e sudare forte con tre attività particolari. La prima sarà al Freitag, famosissimo marchio di moda, dove dovrò costruire una delle celebri borse partendo dal nulla o quasi: e visto che nei lavori di ritaglio e di cucitura sono particolarmente imbranato, prevedo qui di sudare davvero moltissimo, ma in questa circostanza sarò aiutato (per mia fortuna!) da mia figlia.

Poi mi toccherà ovviamente partecipare domenica alla famosissima “Silvesterlauf” (8 km e 550 metri di saliscendi) e sarò uno dei ventimila del biscione variopinto che correranno nelle vie storiche della città, ma per questo sono contento, ci mancherebbe! Infine mi toccherà ancora “sudare”, e qui sudare davvero forte, nella sauna alla Badi Enge dove è previsto anche il tuffo nel lago, mi dicono che adesso è appena sopra lo zero, spero quindi di sopravvivere allo shock termico, vista anche l’età…

MA AL TERMINE MI ASPETTA UNA BELLA… FONDUE

Insomma, belle sfide, bel sacrificio! Vabbè, comunque al termine mi aspetta una fondue di quelle toste in uno dei tanti locali della vecchia città, con il vino bianco delle colline zurighesi, suderò anche qui, ma certamente con il sorriso. Sarò accompagnato da alcune persone e certamente da ticinesi che saranno al via della Silvesterlauf.

Ecco, per farla breve, di tutto questo, per cui certamente ci sarà molto da ridere e divertirsi, vi darò testimonianza attraverso facebook e gli altri ‘social’ fra un mesetto circa. Tenetevi pronti e seguitemi! Stay Tuned!

Vedi anche: Zurigo Turismo; Silvesterlauf

Photo: copyright Zurigo Turismo

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L’allenamento nel solleone, oggi su “ExtraSette”

Allenarsi quando fa caldo è possibile a certe condizioni e a patto che si sia consapevoli che le prestazioni risultano meno efficaci. Di questo parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) dove indico alcuni suggerimenti per difendersi dal… solleone. Buona lettura!

Leggi ancheRicominciare con prudenzaTrovare tempo per se stessiLa corsa, che passione!Turismo lento e sci di fondoDare sempre il meglio di séSe il corpo lo segnala è meglio rallentareL’allenamento e i suoi principiL’attività fisica aiuta lo studioCorrere da soli o in compagnia?Il mio rapporto con lo sportQuei chiletti di troppo… che ci rallentano nella corsaI benefici del Nordic walkingIn forma a ogni etàLe attività fisiche più salutariVia dall’auto, intervista a Yuri MonacoTicino, terra di ciclismoDal Ceresio al San GratoLa resilienza risorsa interioreStraLugano, energia positivaIl movimento è medicinaPurificarsi sul Monte BarLe insidie dell’overtrainingNell’antico cuore del TicinoAlto il numero degli sportiviAllenamenti strutturati, un miglior rendimentoLe proprietà benefiche del nuotoDa Grono a Santa Maria in Val CalancaTremola libera per i cicloturistiPerché praticare uno sport di resistenza?La Verzasca in biciclettaTutta la vita in movimentoPer dimagrire una lunga corsaOnsernone, una valle tante storieIl giardino incantato del KlausenPer migliorare corsa e velocitàLa ciclabile del lago di CostanzaIl peso influenza la prestazioneDonne e sport: binomio vincenteLa vita è bella dal sellino di un’e-bike!; La Maratona della Grande MelaLa Penudria in biciclettaElogio dello sforzo, se non eccessivoLa preparazione piramidaleIn forma col test ConconiLa palestra per tuttiSalire sul Brè al tramontoUna bicicletta per NataleLo sport oggi è dappertuttoLa Silvesterlauf e quella voglia di vivereUn anno di sport per cambiare vitaIl proposito di inizio annoFondamentale la preparazioneIl pesante monito di Jim FixxPedalando verso SagnoAttività fisica, notti placideCorrere quando nevicaPer i boschi di Breganzona; La semplice gioia di fare sport; La sera di corsa al Monte Boglia; I consigli per iniziare a fare sport; Bisogna bere prima della seteIn bici al casolare di Serpiano; Corsa mattutina per dimagrire; Pedalare a filo dell’acqua; Concretizzare il cambiamento; Voti migliori grazie allo sport; Camminare per la città; Una scalinata con vista sul blu; Da Zurigo a Rapperswil; A Verdabbio in bicicletta; StraLugano, bella la città; L’insegnamento del dr. Arcelli; Monti di Ronco, vista sul lago; L’importanza dello stretching; La Sighignola e il suo balcone; Anche il tempo richiede qualità; Il giro del lago di Neuchâtel; Acqua tonica; Il giro del lago di Lucerna; Senza piacere si fallisce; Mont Ventoux, dio del maleL’importanza del recupero; Sulla sommità dei passi alpini

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L’importanza del recupero, oggi su “ExtraSette”

Aspetto fondamentale in ogni programma di allenamento è la fase di recupero. Spesso ce ne dimentichiamo, ma un corretto recupero dello sforzo è importante tanto quanto l’allenamento medesimo.

Se questa fase viene ignorata o sottovalutata, non solo non si godranno dei benefici del lavoro che viene svolto ma si rischierà seriamente di ritrovarsi in overtraining.

Di uguale importanza è il recupero prima di una gara: nei giorni precedenti e a volte nelle settimane prima di una competizione è indispensabile ridurre la quantità e l’intensità dell’allenamento per consentire al corpo di ripristinare completamente le energie.

Di tutto questo parlo oggi nella mia rubrica “Il benessere dello sport” su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”).

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Anche il tempo richiede qualità, oggi su “ExtraSette”

Oggi su “ExtraSette” affronto il tema dello sport da un’ottica particolare. Mi chiedo, cioè, come deve essere concepito affinché risulti veramente un veicolo di libertà e benessere. Me lo chiedo perché evidentemente penso che a volte non lo sia, ovvero non sia inteso con queste finalità: soprattutto quando si spinge troppo in certi ambiti, eccessiva competizione, esasperazione, che ne alterano il significato. Mi riferisco all’ambiente amatoriale, ovviamente. Insomma, un discorso forse un po’ “complicato” che però diventa chiarissimo se leggete il mio contributo su “ExtraSette”.

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L’insegnamento del dottor Arcelli, oggi su “ExtraSette”

“Ci sono persone che nel corso della loro vita e della loro attività lasciano un segno. Concreto, vero, effettivo. Utile per tutti. Grazie alle loro parole, alle loro intuizioni. Grazie ai loro scritti”. Una di queste, per noi che amiamo lo sport, è senz’altro il dottor Enrico Arcelli che quarant’anni fa ha scritto un libro che è subito divenuto un bestseller: “Correre è bello”. Un libro ricco di tanti consigli, ma che soprattutto annunciava un nuovo concetto di sport: non più e non solo in un’ottica competitiva, ma di benessere e salute. Un grande precursore per tutti noi. Ne parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”).

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