Anche il tempo richiede qualità, oggi su “ExtraSette”

Oggi su “ExtraSette” affronto il tema dello sport da un’ottica particolare. Mi chiedo, cioè, come deve essere concepito affinché risulti veramente un veicolo di libertà e benessere. Me lo chiedo perché evidentemente penso che a volte non lo sia, ovvero non sia inteso con queste finalità: soprattutto quando si spinge troppo in certi ambiti, eccessiva competizione, esasperazione, che ne alterano il significato. Mi riferisco all’ambiente amatoriale, ovviamente. Insomma, un discorso forse un po’ “complicato” che però diventa chiarissimo se leggete il mio contributo su “ExtraSette”.

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Per i boschi di Breganzona, oggi su “ExtraSette”

PER I BOSCHI DI BREGANZONA, OGGI SU “EXTRASETTE”

Ogni podista ha un posto privilegiato in cui andare a correre per rigenerarsi. Per me, da tanti anni, è indubbiamente il bosco e la collina breganzonese. Ve ne parlo oggi su ExtraSette (supplemento del venerdì del “Corriere”). Buona lettura e buon we!

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Correre quando nevica, oggi su “ExtraSette”

CORRERE QUANDO NEVICA 

“Le belle nevicate, fitte, lunghe di parecchi giorni, quest’anno pareva non dovessero più venire. La natura è rimasta per settimane come straniata da uno squallore spoglio, monotono, ostinato e rigido che l’aveva inaridita.

Quella mattina, però, mi sono svegliato sorpreso da una chiarità insolita, in un silenzio strano che aveva attutito ogni cosa. Nella notte è nevicato! Ed i fiocchi sono caduti abbondanti, incappucciando, ovattando tutto, dalle vette alle pianure, i prati, le case, le strade…”

Ricordate la nevicata di venerdì scorso? Beh, sicuramente come si potrebbe dimenticare… Allora oggi su ExtraSette (p. 17) trovate il racconto della mia uscita a corsa sotto la neve attorno al lago di Muzzano e nei boschi della collina breganzonese, la sera in un ambiente davvero magico e particolare… buona lettura!

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Le attività fisiche più salutari, oggi su “ExtraSette”

LE ATTIVITÀ FISICHE PIÙ SALUTARI

Le ricerche scientifiche, su questo punto, parlano chiaro: fare attività fisica fa senz’altro bene in generale, anche se non tutti gli sport, in realtà, sono salutari o lo sono nella stessa misura.

Quali sono allora gli sport che fanno meglio alla salute? Ne parlo oggi nella mia rubrica “Il benessere dello sport” che, come di consueto, trovate su “ExtraSette”, settimanale del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Buona lettura e buon weekend, ma soprattutto buona attività fisica a tutti!!

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“Il mio rapporto con lo sport”, oggi su “ExtraSette”

“Perché la magia sta proprio in questo: che dopo aver corso, pedalato o nuotato ci si sente sicuramente diversi da come si era prima di farlo. Ci si sente meglio rispetto a se stessi e agli altri, più positivi verso il proprio posto in questo mondo. E allora se prima si stava bene, dopo si starà ancora meglio e se invece c’era magari qualche problema, con una mente più libera sarà certo più facile trovarvi una soluzione.”

Oggi su “ExtraSette”, settimanale del venerdì allegato al “Corriere del Ticino” parlo del mio rapporto con lo sport. Di come si è evoluto nel tempo, passando dall’approccio competitivo a quello più legato al benessere, e di quelli che sono – davvero tanti! – gli aspetti positivi di una pratica sportiva non esasperata.

“L’attività fisica – dico a un certo punto, ed è assolutamente vero – mi ha garantito una qualità di vita che difficilmente avrei potuto raggiungere in altro modo.” 

Buona lettura!

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“Meglio correre da soli o con altri?”, oggi su “ExtraSette”

È meglio correre da soli o in compagnia? È questo il tema che affronto oggi nel mio contributo su “ExtraSette”, rivista settimanale del venerdì allegata al “Corriere del Ticino”.

Devo dire che nel corso degli anni ho avuto occasione per sperimentare entrambe queste “opzioni”. E in entrambi i casi si possono intravvedere dei punti favorevoli e interessanti.

Correre da soli, ad esempio, ci consente di vivere un momento tutto nostro. In modo davvero profondo. È l’occasione per apprezzare il “qui e ora”, le particolarità e le bellezze del posto in cui ci troviamo e stiamo correndo, per lasciare che la mente si liberi e rincorra pensieri positivi…

Ma anche correre in compagnia, ha i suoi lati interessanti. Non solo perché, appunto, si beneficia della presenza di altre persone, ma anche perché in gruppo è più facile “infilare” degli allenamenti di qualità che spesso da soli sarebbero troppo duri da affrontare.

E si sa che la “qualità” è fondamentale se si vuole migliorare nella corsa a piedi.

Insomma, la corsa ci offre entrambe le opportunità. Sta a noi decidere quale scegliere a dipendenza delle nostre inclinazioni e interessi (anche del momento).

Per quanto mi riguarda, come ho detto all’inizio e come sottolineo anche nell’articolo, a me piace sia correre da solo che in compagnia. In quest’ultimo caso mi succede soprattutto la domenica mattina, quando esco con un gruppo di amici molto affiatato (gruppo che ha preso il nome di “PANDA”, dalle iniziali dei nomi dei suoi componenti “storici”).

Un gruppo che a volte si “allarga” con la presenza e l’arrivo di un nuovo amico sportivo che decide di aggregarsi magari solo una volta ogni tanto, e grazie al quale l’uscita assume un sapore certamente ancora più bello e coinvolgente.

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Se il corpo lo segnala è meglio rallentare, oggi su “ExtraSette”

“Se il corpo lo segnala è meglio rallentare”, questo il titolo del mio contributo di oggi su “Extra Sette”, settimanale del venerdì allegato al “Corriere del Ticino”.

Di cosa si parla? In due parole è presto detto: dei rischi a cui si va incontro se si è presi dall’euforia di volersi migliorare continuamente.

Se il nostro corpo risponde subito e bene agli stimoli allenanti, migliorando le proprie prestazioni in maniera anche sorprendente, con il tempo, raggiunto un certo livello di rendimento, si assiste ad un assestamento.

In altre parole, per poter progredire anche di poco occorre allenarsi sempre di più e in maniera molto mirata, direi quasi “scientifica”.

Così capita spesso che chi si lascia prendere dall'”euforia” dei miglioramenti alla fine tende ad esagerare, con il rischio di infortunarsi oppure di finire in overtraining.

Il mio consiglio, che cerco di sottolineare in questo articolo, è quello di non esagerare, sapendo che il nostro corpo ha un punto limite di miglioramento, oltre il quale diventa spesso molto rischioso “avventurarsi”.

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“Correre, che passione!”, oggi su “ExtraSette”

CORRERE, CHE PASSIONE!
È plasmato su due belle pagine (p. 18-19) il contributo di oggi su “ExtraSette” supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino” nella rubrica “Il benessere dello sport”. Titolo: “Correre, che passione: 10 consigli per iniziare a correre”.

Rivolto a chi si avvicina alla corsa, questi consigli sono validi comunque sempre e ovunque. Quindi l’articolo (che presenta una grafica davvero accattivante) può essere una buona lettura per rinfrescare certe buone regole che alla fine… fanno forse bene a tutti!

Buona giornata e buona lettura a tutti! 

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Parte la rubrica “Il benessere dello Sport” su “ExtraSette”

Venerdì 5 gennaio ha preso avvio sul settimanale ExtraSette allegato al “Corriere del Ticino”, la nuova rubrica intitolata “Il benessere dello Sport”.

Il primo contributo è legato alla ripresa dell’attività sportiva e all’importanza di porsi degli obiettivi da raggiungere.

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Quanti allenamenti alla settimana per migliorare nella corsa?

È una domanda che ci si pone spesso e a giusta ragione. Quanti allenamenti si dovrebbero fare alla settimana per raggiungere un buon livello di rendimento nella corsa a piedi?

Se è vero che anche una o due volte è comunque meglio di niente, le ricerche hanno indicato che per ottenere un netto miglioramento sono necessari almeno tre giorni di allenamento alla settimana. Uno o due giorni soltanto sono relativamente poco efficaci (v. tabella in basso).

Quando si arriva ai tre giorni la curva del progresso si alza drasticamente, mentre per ogni giorno successivo si ha sì un aumento, ma ad un tasso inferiore.

Allenarsi tutti i giorni può d’altra parte essere rischioso in certe discipline, come ad esempio la corsa a piedi dove il sovraccarico può causare facilmente degli infortuni.

Meglio quindi essere prudenti e inframmezzare giorni di riposo, oppure praticare attività alternative e complementari (ginnastica, nuoto, bicicletta, ecc.) in forma blanda.

A livello di chilometraggi, ad esempio nella preparazione di una gara sui 10 chilometri, occorre distinguere tra un corridore principiante (tempi attorno ai 50’), intermedio (40’) o avanzato (35’ e meno). Nel primo caso bisogna arrivare almeno ai 40 chilometri settimanali, nel secondo ai 60, mentre per il corridore avanzato il chilometraggio può arrivare anche ai 90 chilometri.

LA SINDROME DI FIXX

Sebbene i consigli siano questi e siano sempre improntati alla più schietta prudenza, sappiamo che per molti appassionati della corsa a piedi è quasi impossibile saltare anche solo un giorno d’allenamento!

Quando il coinvolgimento supera però i limiti del buonsenso, degenerando spesso verso l’eccesso, abbiamo a che fare con soggetti che potrebbero essere, almeno in una certa misura, affetti dalla “sindrome di Fixx”.

Questo termine è stato coniato proprio per descrivere un insieme di disturbi che possono colpire l’atleta amatoriale e si rifà alla figura di Jim Fixx (1932-1984) noto per aver scritto il libro The Complete book of Running e per essere stato uno dei profeti del jogging negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Settanta.

Ma anche, purtroppo, per essere deceduto per un attacco di cuore durante uno dei suoi allenamenti a soli 52 anni d’età.

Fixx, in effetti, era il classico corridore compulsivo, colui che dopo aver condotto una buona fetta della sua esistenza da perfetto sedentario e in costante sovrappeso, con in più il vizio del fumo, ha scoperto la corsa a piedi a 35 anni divenendone però succube, ovvero esagerando oltre ogni misura i carichi di allenamento in rapporto alle sue potenzialità.

Anche se il suo esempio ha permesso di diffondere il credo della corsa a piedi e delle attività aerobiche in mezzo mondo, purtroppo il suo è stato un approccio sbagliato, perché eccessivo, con lo sport.

Approccio di cui Jim Fixx ha pagato, e pesantemente, le conseguenze, divenendo però un monito per tutti coloro che vanno “oltre misura”, esagerando il proprio coinvolgimento in qualsiasi attività fisica.

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FonteA-Z fitness

Foto: copyright © N. Pfund

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