Nicola Pfund

Sci di fondo: sport ecologico e molto salutare

La prima volta che ho calzato un paio di sci di fondo è stato al ginnasio durante un corso polisportivo a Splügen. A quei tempi – siamo a metà anni ‘70 – gli sci erano ancora piuttosto rudimentali, due asticelle di legno che garantivano un equilibrio precario. Facile quindi immaginare che i primi tentativi furono assai goffi e traballanti.

Quest’anno sono tornato su questo tracciato che prende avvio dal villaggio di Splügen, nei Grigioni, ed è stata ancora una volta una bella emozione scivolare lungo i pendii che costeggiano il fiume, malgrado la rigida temperatura… attorno ai -8°C!

Ma poi, una volta prese le misure, le sensazioni sono subito cambiate: ed è stato un vero piacere percorrere le piste della Rheinwald attraversando pinete e vecchi ponti in legno in un paesaggio fiabesco e spettacolare allo stesso tempo, ma soprattutto nel silenzio della natura e del proprio respiro.

Lo sci come mezzo di locomozione nasce nei paesi nordici: per agevolare la caccia e la pesca, quindi per rendere più veloci gli spostamenti sulla neve, questi popoli adottarono nel passato delle lunghe assi ricurve per scivolare meglio sul manto bianco e inseguire cervi e bisonti. Dalla metà dell’Ottocento lo sci di fondo assunse anche connotati sportivi e da allora l’attrezzatura ha avuto un costante miglioramento.

Perché il problema, alla fine, è sempre stato quello di rendere lo scivolamento il meno faticoso e più veloce possibile. Obiettivo che si è attuato con il miglioramento della qualità dei materiali che permette oggi a campioni come il nostro Dario Cologna e agli altri atleti della Coppa del Mondo di sfrecciare nella tecnica dello skating (passo pattinato) a più di quaranta orari.

Lo sci di fondo, sport ecologico e molto salutare, ha vissuto un notevole sviluppo in questi anni vedendo crescere esponenzialmente il numero dei praticanti. È apprezzato forse soprattutto perché sposa la filosofia del turismo lento, dell’andare senza fretta godendosi la magia e la bellezza del paesaggio.

Certo, ci vuole anche un minimo di preparazione. Un po’ di corsa per la base aerobica, qualche seduta in palestra per il rafforzamento muscolare e il più è fatto. Poi, per chi si avvicina, è naturalmente necessario acquisire un po’ di tecnica. E allora è bene fissare un appuntamento con un istruttore per avere le giuste “dritte” e partire con le basi corrette.

Resta il fatto che se praticato ad un certo livello lo sci di fondo rappresenta un’alternativa ideale nel periodo invernale per chi si cimenta in altri sport di resistenza, come la corsa o il ciclismo. La sua pratica permette di mantenere un alto livello di rendimento, allenando tutti i distretti muscolari, con in più la possibilità di non infortunarsi perché questa disciplina, a differenza ad esempio della corsa, a livello di impatto con il suolo è molto meno traumatica.

In Ticino ci sono diverse possibilità per praticare questo sport, anche se il centro per antonomasia è quello di Campra divenuto, grazie alla ristrutturazione, ancora più bello e funzionale. Un investimento molto importante e che assicurerà anche in futuro, a tutti gli appassionati, la possibilità di beneficiare di questa “nuvoletta di benessere” che regala ogni volta lo sci di fondo.

L’evento: la Maratona Engadinese

È il più grande evento di sci nordico in Svizzera, il secondo al mondo. Ogni anno attira in Engadina tra i 12 e i 13 mila sportivi provenienti da 60 nazioni. Misura 42 chilometri e si sviluppa tra Maloja a S-chanf. L’edizione di quest’anno della Maratona Engadinese è stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al covid. L’appuntamento per gli appassionati è dunque rinviato – almeno così si spera! – al prossimo anno.  

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Le attività fisiche più salutari, oggi su “ExtraSette”

LE ATTIVITÀ FISICHE PIÙ SALUTARI

Le ricerche scientifiche, su questo punto, parlano chiaro: fare attività fisica fa senz’altro bene in generale, anche se non tutti gli sport, in realtà, sono salutari o lo sono nella stessa misura.

Quali sono allora gli sport che fanno meglio alla salute? Ne parlo oggi nella mia rubrica “Il benessere dello sport” che, come di consueto, trovate su “ExtraSette”, settimanale del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Buona lettura e buon weekend, ma soprattutto buona attività fisica a tutti!!

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“Turismo lento e sci di fondo”, oggi su “ExtraSette”

La prima volta che ho calzato un paio di sci di fondo è stato al ginnasio durante un corso polisportivo a Splügen. A quei tempi – siamo a metà anni ’70 – gli sci erano ancora piuttosto rudimentali, due asticelle di legno che garantivano un equilibrio precario. Facile quindi immaginare che i primi tentativi furono assai goffi e traballanti.

Ma poi, una volta prese le misure, le sensazioni sono subito cambiate: ed è stato un vero piacere percorrere le piste della Rheinwald attraversando pinete e vecchi ponti in legno in un paesaggio fiabesco e spettacolare allo stesso tempo, ma soprattutto nel silenzio della natura e del proprio respiro.”

Questi l’incipit del mio contributo del 26 gennaio su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Come si vede l’articolo è dedicato allo sci di fondo, uno sport fantastico perché concilia in modo ottimale la salute fisica e il rispetto dell’ambiente.

Oltre a ciò, a vantaggio di questa disciplina, vi è anche quello di non essere uno sport traumatico per l’apparato locomotore come è il caso, molto spesso, della corsa a piedi, se praticata in maniera non corretta.

Da notare solo la piccola-grande svista da parte della redazione del settimanale nel titolo dove al posto di “fondo” è stato messo erroneamente “dondo”. Errori che possono capitare, ma che chiaramente non fanno molto piacere…

Buona lettura quindi e buone uscite!

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Che cos’è l’allenamento e quali sono i suoi principi?

     … sebbene esistano dei principi fondamentali per l’allenamento, validi in fondo per tutti, dall’atleta di punta all’amatore, ognuno deve comunque adattare gli allenamenti alla propria specifica situazione e alla propria individualità… – N. Pfund

 

Oggi sempre più persone praticano uno sport di resistenza: corsa a piedi, bicicletta, nuoto, walking, sci di fondo, ecc. Lo si fa per stare bene, per il piacere di raggiungere degli obiettivi, per condividere con altre persone delle esperienze di vita qualitativamente significative.

Come ho già sottolineato in altre occasioni, si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale, di un cambiamento epocale che sta avendo in questi anni forse il suo punto di maggiore espansione se si considerano i numeri dei praticanti.

Il cambiamento sta soprattutto nell’approccio della gente allo sport: non più da semplice spettatore come avveniva prevalentemente in passato, ma da sportivo attivo, responsabilmente coinvolto.

Non più – aggiungerei ancora – in un’ottica solo competitiva e prestativa, ma rivolta principalmente alla ricerca del benessere, del piacere di fare sport e movimento, soprattutto in un contesto naturale.

Tutto questo è veramente significativo e ha un’importanza non da poco. Questo perché in molte persone è avvenuto un cambiamento dove al non fare nulla per sé e al subire delle situazioni, si è voluto concretamente “prendere in mano” la propria vita e il proprio destino, in questo caso cercando delle soddisfazioni attraverso lo sport.

Fin qui tutto bene e non c’è che da rallegrarsene.

Quello che constato spesso è che molta gente che ha iniziato a praticare una disciplina lo fa in maniera molto spontanea, senza sapere cosa esattamente sta facendo.

Mi riferisco all’allenamento. Chi è veramente consapevole di cosa succede al proprio organismo quando si corre e di come ci si deve comportare per migliorare le proprie prestazioni e per non incorrere negli infortuni?

Che cos’è dunque l’allenamento e che effetti produce sul nostro fisico? Ma soprattutto quali sono i principi fondamentali dell’allenamento di cui è sempre necessario tenere presente?

Eccoli spiegati qui di seguito in una forma semplice e comprensibile.

 

CHE COS’È L’ALLENAMENTO?

Per allenamento si intende l’insieme degli esercizi cui viene sottoposto l’organismo con un’intensità crescente, allo scopo di ottenere un adattamento progressivo che gli renda possibile sopportare carichi di lavoro sempre maggiori con un sempre minore dispendio d’energia e quindi con un sempre minore affaticamento, fino al limite delle capacità individuali.

L’allenamento rappresenta quindi, dal punto di vista fisiologico, uno stress, poiché comporta delle modificazioni, provocate da stimoli esterni, nell’attività dei più importanti sistemi dell’organismo umano. Il nostro corpo ha perciò la capacità di reagire e adattarsi a situazioni esterne: se organizziamo questi stimoli in modo mirato produrremo pertanto nel nostro organismo delle modifiche che ne miglioreranno le funzioni nell’ottica desiderata.

Questo significa che ogni sport richiede un allenamento specifico e particolari esercizi. Così è anche per la corsa. Lo scopo di ogni processo allenante dovrebbe essere quello di permettere a ciascuno di raggiungere il massimo risultato, compatibile con le proprie potenzialità naturali e con l’impegno e la disponibilità individuale.

Da ciò consegue che non tutti potranno ottenere, indipendentemente dall’efficacia e dalla correttezza degli allenamenti, gli stessi risultati, che saranno determinati dalle differenti potenzialità di ciascuno. Ovvero da come madre natura ci ha fatti.

 

PRINCIPI DELL’ALLENAMENTO

Sono sei i principi dell’allenamento. Sono facili ed evidenti. È importante conoscerli se si vuole migliorare ma soprattutto se si vuole evitare gli infortuni.

. Principio della progressività dei carichi: l’allenamento deve rispettare una progressività sia nella quantità che nella qualità. Si deve quindi sempre iniziare con esercizi facili e poco impegnativi per aumentare con il tempo, molto blandamente, l’intensità degli stimoli e dello sforzo.

. Principio della continuità del carico: l’allenamento va praticato con continuità e costanza, quindi senza interruzioni prolungate, per non perdere gli adattamenti raggiunti.

. Principio della varietà: per evitare fatica eccessiva e monotonia, occorre trovare il modo per rendere l’attività variata e divertente. Nella corsa, ad esempio, prevedendo diversi tipi di allenamento su percorsi variati, da soli o in compagnia.

. Principio della supercompensazione: è l’alternanza fra periodi di lavoro e momenti di riposo in modo da consentire una rigenerazione delle energie e un buon recupero muscolare.

. Principio della programmazione: come in ogni attività, i migliori risultati si ottengono se si procede con un programma ben preciso e non casualmente.

. Principio della personalizzazione del proprio allenamento: essere flessibili e adattare ogni piano di allenamento alle proprie caratteristiche e possibilità. Ognuno è diverso dall’altro, quindi ci sarà un piano di allenamento a misura di ciascuno.

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Fonte: A-Z fitness; Triathleta per passione; La filosofia del Jogger

Foto: Getty Images

Sotto: Grafico raffigurante il principio della supercompensazione. L’allenamento rappresenta, dal punto di vista fisiologico, uno stress, che comporta delle modificazioni nell’attività dei più importanti sistemi dell’organismo umano. Il nostro corpo reagisce alla somministrazione di stimoli allenanti, nella fase  recupero e di riposo, mettendo in atto una serie di processi. Attraverso questi processi le riserve di energia si rigenerano permettendo, però, come si può notare nell’immagine, non solo di raggiungere il livello iniziale di energia, ma bensì di superarlo. Ecco spiegato, in estrema sintesi, il principio della supercompensazione. Da cui consegue che l’aumento della forma fisica “passa” necessariamente attraverso l’alternanza tra sforzo fisico e recupero (tratto da: Triathleta per passione, p. 103).

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