“Turismo lento e sci di fondo”, oggi su “ExtraSette”

La prima volta che ho calzato un paio di sci di fondo è stato al ginnasio durante un corso polisportivo a Splügen. A quei tempi – siamo a metà anni ’70 – gli sci erano ancora piuttosto rudimentali, due asticelle di legno che garantivano un equilibrio precario. Facile quindi immaginare che i primi tentativi furono assai goffi e traballanti.

Ma poi, una volta prese le misure, le sensazioni sono subito cambiate: ed è stato un vero piacere percorrere le piste della Rheinwald attraversando pinete e vecchi ponti in legno in un paesaggio fiabesco e spettacolare allo stesso tempo, ma soprattutto nel silenzio della natura e del proprio respiro.”

Questi l’incipit del mio contributo del 26 gennaio su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Come si vede l’articolo è dedicato allo sci di fondo, uno sport fantastico perché concilia in modo ottimale la salute fisica e il rispetto dell’ambiente.

Oltre a ciò, a vantaggio di questa disciplina, vi è anche quello di non essere uno sport traumatico per l’apparato locomotore come è il caso, molto spesso, della corsa a piedi, se praticata in maniera non corretta.

Da notare solo la piccola-grande svista da parte della redazione del settimanale nel titolo dove al posto di “fondo” è stato messo erroneamente “dondo”. Errori che possono capitare, ma che chiaramente non fanno molto piacere…

Buona lettura quindi e buone uscite!

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