“Turismo lento e sci di fondo”, oggi su “ExtraSette”

La prima volta che ho calzato un paio di sci di fondo è stato al ginnasio durante un corso polisportivo a Splügen. A quei tempi – siamo a metà anni ’70 – gli sci erano ancora piuttosto rudimentali, due asticelle di legno che garantivano un equilibrio precario. Facile quindi immaginare che i primi tentativi furono assai goffi e traballanti.

Ma poi, una volta prese le misure, le sensazioni sono subito cambiate: ed è stato un vero piacere percorrere le piste della Rheinwald attraversando pinete e vecchi ponti in legno in un paesaggio fiabesco e spettacolare allo stesso tempo, ma soprattutto nel silenzio della natura e del proprio respiro.”

Questi l’incipit del mio contributo del 26 gennaio su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Come si vede l’articolo è dedicato allo sci di fondo, uno sport fantastico perché concilia in modo ottimale la salute fisica e il rispetto dell’ambiente.

Oltre a ciò, a vantaggio di questa disciplina, vi è anche quello di non essere uno sport traumatico per l’apparato locomotore come è il caso, molto spesso, della corsa a piedi, se praticata in maniera non corretta.

Da notare solo la piccola-grande svista da parte della redazione del settimanale nel titolo dove al posto di “fondo” è stato messo erroneamente “dondo”. Errori che possono capitare, ma che chiaramente non fanno molto piacere…

Buona lettura quindi e buone uscite!

ti può interessare anche

La corsa che consuma: quando la disciplina diventa ossessione

La disciplina nello sport è una risorsa fondamentale, ma può trasformarsi in qualcosa di più rigido e dannoso. Quando diventa ossessione, si perde flessibilità, piacere e capacità di adattarsi. Questo porta a stress, infortuni e a una performance peggiore nel lungo periodo. La vera forza non è spingere sempre di più, ma saper dosare, fermarsi e ripartire. Il confine è sottile, ma riconoscerlo è essenziale per crescere senza perdersi.

leggi tutto »

Attitudine mentale negli sport di resistenza: equilibrio, disciplina e libertà

Gli sport di resistenza sviluppano un’attitudine mentale basata su costanza, disciplina ed equilibrio, più che sulla sola performance. La vera crescita nasce dalla continuità nel tempo e dalla capacità di affrontare difficoltà e imprevisti. Fondamentale è l’ascolto del proprio corpo, che permette di evitare stress e migliorare in modo sostenibile. Il valore principale sta nel processo, che costruisce identità e resilienza, non solo nel risultato finale. L’obiettivo è trovare un equilibrio sano, migliorando senza perdere piacere, consapevolezza e libertà.

leggi tutto »

Correre è ancora lo sport più popolare o sta diventando un lusso per pochi?

Il podismo nasce come attività essenziale, senza barriere economiche, ma negli ultimi anni si è trasformato in un mercato sempre più sofisticato e costoso. Tra tecnologia, marketing e ossessione per la performance, correre sembra richiedere investimenti crescenti. Anche altri sport di resistenza seguono lo stesso trend, diventando meno accessibili. La pressione sociale spinge verso consumi sempre più elevati. Resta però possibile correre in modo semplice, anche se oggi è quasi una scelta controcorrente.

leggi tutto »