Adriano Engelhardt: “A Nyon un podio inatteso”

Non si è ancora spenta la eco sui recenti Campionati svizzeri di Nyon, dove i triatleti ticinesi si sono messi in bella evidenza conquistando ben due ori con Bruno Invernizzi e Sasha Caterina, due argenti con Rachele Botti e Adriano Engelhardt e un bronzo con Alice Fritzsche.

In occasione di questo appuntamento gli occhi erano puntati forse soprattutto su Adriano Engelhardt, la grande novità di quest’anno per il movimento della triplice in Ticino, che dopo il debutto di Zurigo nella “Short distance” il 29 luglio scorso, dove ha chiuso al quarto posto assoluto, si cimentava per la prima volta in una gara su distanza olimpica (1,5 km a nuoto, 40 km in bici, 10 km a corsa).

Chiunque “mastichi” un po’ di triathlon non farà fatica a capire come il passaggio di Engelhardt al mondo della triplice rappresenta qualcosa di estremamente importante poiché si tratta di un atleta con grandi capacità e quindi ottime prospettive per il futuro nella disciplina. Ne fanno stato le qualità già espresse dal 24enne locarnese (peraltro “figlio d’arte”: i genitori entrambi grandi sportivi, con la mamma Paola che è stata tra le prime donne ad avere portato a termine un Ironman in Ticino) nell’atletica, dove per alcuni anni ha dominato la scena nelle prove di mezzofondo, dei cross e dei 3000 siepi.

Come visto, a Nyon Adriano (nelle foto d’apertura insieme a Lukas Oehen in occasione di un cross e, in basso a destra, con Mattia Monighetti di Kerforma Switzerland) ha chiuso al secondo posto nella propria categoria e quarto assoluto, malgrado abbia iniziato a nuotare e a pedalare “seriamente” solo da due-tre mesi, e sebbene non sia ancora al “top” delle sue possibilità nella corsa a piedi. Questo non gli ha comunque tolto la soddisfazione di ottenere il miglior “crono” assoluto nella tratta conclusiva di 10 chilometri, portata a termine in un eloquente 33’37’’!

Risultati e tempi che parlano da sé. E che aprono sicuramente nuove e belle prospettive per il triathlon ticinese dei prossimi anni. L’arrivo di Engelhardt nel gruppo che comprende anche Sasha Caterina, Gioele Cereghetti e Alex Trabucchi del TriUnion del coach Christophe Pellandini, unitamente alle citate Alice Fritzsche e Rachele Botti non fa che rafforzarne ulteriormente la base. Con la concreta prospettiva di vedere tra non molto qualcuno di questi atleti protagonista ai massimi livelli.

Con Adriano, che ora si sta preparando con puntiglio per l’appuntamento “casalingo” del Triathlon di Locarno (3 settembre), ci siamo intrattenuti brevemente chiedendogli anzitutto come si trova in questa nuova “veste” di triatleta.

“Il triathlon è una sport che mi ha sempre appassionato, ma che negli ultimi 8 anni ho lasciato da parte per dare priorità all’atletica leggera. Riprendendo con gli allenamenti di nuoto e di bici nelle ultime settimane ho avuto la possibilità di scoprire nuove sensazioni e programmi di allenamento. Posso dire di aver trovato nuovi stimoli. Infatti trovo estremamente affascinante la possibilità di unire tre sport così ricchi di storia in un’unica disciplina”.

Come ti trovi nelle varie discipline?

“A livello di feeling personale posso dire che pratico più volentieri il nuoto e la corsa. La bicicletta è ancora un mondo da scoprire: devo ancora trovare i miei punti di riferimento e comprendere appieno le metodiche di allenamento. Ma una cosa che mi sembra di aver capito è che non ci si può limitare ad allenarsi nelle tre diverse discipline come fossero momenti isolati. Bisogna tener conto di un continuo, che parte dalle prime bracciate e che arriva alle ultime falcate, passando dai pedali e da due zone cambio”.

Parlaci della tua gara a Nyon

“A Nyon affrontavo il mio primo triathlon olimpico ed ero piuttosto nervoso, questo perché passare dal mezzofondo (dove le gare  durano al massimo una quindicina di minuti) ad una gara di più di 2h era una bella sfida. Il mio fine era quello di dosare al meglio le energie ed accumulare quanta più esperienza possibile per i prossimi appuntamenti. Quando sono sceso dalla bici in sesta posizione e ho visto che recuperavo rapidamente sui battistrada mi sono gasato, quindi, nonostante qualche problema di stomaco, sono riuscito ad agguantare un secondo posto del tutto inatteso”.

In futuro ci sarà ancora spazio per l’atletica?

“L’atletica è il mio sport preferito e seguo con interesse tutte le discipline. Negli ultimi anni ho fatto fatica a progredire a causa di qualche infortunio di troppo e forse anche per un grado di saturazione mentale. Quest’anno mi sarebbe piaciuto partecipare ad alcune rassegne internazionali come le Universiadi e i Giochi della Francofonia. Ho investito molto nella mia preparazione, ma purtroppo ad inizio giugno ho dovuto dire stop per un’infiammazione al tendine d’Achille.

Per il futuro sono sicuro che correrò ancora cross e gare su strada, ma non escludo nemmeno qualche gara in pista su distanze da 5000m/10000m. Sono curioso di vedere come risponderanno le mie gambe ad un cambio di preparazione così netto. In ogni caso il mio obiettivo principale è quello di potermi divertire praticando uno sport che mi piace e che mi dà soddisfazione”.

Fonte: Triathlon che passione!

Leggi anche: Si chiama “triathlon” la nuova sfida di Adriano Engelhardt

Foto: copyright ©  N. Pfund

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