Atleta impegnata nel salto in alto durante una competizione di atletica con l'attenzione rivolta esclusivamente alla tecnica del gesto sportivo.

Atletica femminile in TV: è ora di raccontare le prestazioni, non il corpo delle atlete

La televisione è chiamata a raccontare l’atletica femminile mettendo al centro la prestazione sportiva, non il corpo delle atlete. Le nuove linee guida di EBU Sport ed European Athletics invitano infatti a privilegiare immagini che valorizzino tecnica, talento e gesto atletico, evitando inquadrature e replay che possono risultare invasivi o alimentare una visione distorta della competizione. Una regia più attenta non solo migliora la qualità della narrazione sportiva, ma contribuisce anche al benessere delle atlete e a promuovere una rappresentazione dello sport femminile più rispettosa, professionale e libera da stereotipi.

Nicola Pfund, giornalista e blogger

Quando seguiamo una gara di atletica in televisione dovremmo essere guidati verso ciò che rende speciale quello sport: la tecnica, il talento, la preparazione e l’intensità della competizione. Eppure, troppo spesso, soprattutto nelle gare femminili, la regia televisiva finisce per soffermarsi su dettagli che poco hanno a che vedere con la prestazione agonistica.

È proprio da questa riflessione che nasce Raising the Bar, il documento realizzato da EBU Sport (European Broadcasting Union) insieme a European Athletics, con l’obiettivo di promuovere una narrazione televisiva più moderna, rispettosa e coerente con i valori dello sport.

Il messaggio è semplice: non si tratta di limitare la libertà della televisione, ma di migliorare la qualità del racconto sportivo, mettendo finalmente al centro ciò che conta davvero.

Una questione di qualità, non di censura

Le nuove linee guida non chiedono di eliminare determinate immagini per motivi morali o ideologici. Invitano piuttosto registi e operatori televisivi a riflettere sulle proprie scelte, evitando quelle inquadrature che, negli anni, hanno privilegiato il corpo delle atlete anziché il loro gesto tecnico.

Replay rallentati privi di reale interesse sportivo, primi piani insistiti o riprese da angolazioni poco appropriate rischiano infatti di trasformare una competizione atletica in qualcosa di molto diverso dal suo vero significato.

L’atleta deve rimanere protagonista per il suo talento e per la sua performance, non per l’aspetto fisico.

Le telecamere possono influenzare anche la prestazione

Il problema non riguarda soltanto l’immagine dello sport femminile, ma coinvolge direttamente il benessere psicologico delle atlete.

Diverse campionesse internazionali, tra cui la britannica Holly Bradshaw, la serba Ivana Španović e la croata Blanka Vlašić, hanno raccontato come alcune posizioni delle telecamere possano creare disagio proprio durante la gara.

Sapere che determinate immagini potrebbero essere isolate dal contesto, condivise sui social network e commentate per motivi estranei allo sport può diventare un elemento di distrazione. In discipline dove pochi centimetri o pochi millesimi fanno la differenza, qualsiasi fattore capace di compromettere concentrazione e serenità rappresenta un ostacolo che non dovrebbe esistere.

La tecnica merita di essere raccontata

Una buona regia televisiva dovrebbe aiutare il pubblico a comprendere la complessità della prestazione atletica.

Nel salto in alto, ad esempio, gli aspetti davvero interessanti sono la rincorsa, il ritmo della curva, la gestione delle forze e il superamento dell’asticella. Nel salto con l’asta risultano determinanti la velocità della rincorsa, l’inserimento dell’asta nella cassetta, la spinta e la fase di volo.

Riprese laterali, frontali o panoramiche permettono di cogliere tutti questi dettagli tecnici e offrono anche ai telecronisti gli strumenti per spiegare meglio ciò che sta accadendo.

Al contrario, primi piani sul corpo dell’atleta durante l’atterraggio o rallenty che non aggiungono alcuna informazione tecnica non migliorano la comprensione della gara e rischiano di alimentare una lettura puramente voyeuristica dell’evento.

Piccoli cambiamenti che fanno una grande differenza

Le raccomandazioni contenute in Raising the Bar interessano l’intera produzione televisiva.

Ogni decisione, dalla posizione delle telecamere fino alla scelta dei replay, contribuisce infatti a costruire l’immagine dello sport femminile agli occhi del pubblico.

Tra gli accorgimenti suggeriti figurano:

  • evitare riprese dal basso verso l’alto;
  • limitare i rallenty nei momenti di maggiore vulnerabilità fisica;
  • scegliere inquadrature che evidenzino il gesto tecnico e la dinamica della competizione;
  • valorizzare la qualità atletica invece dell’aspetto estetico.

Sono modifiche apparentemente semplici, ma capaci di migliorare in modo significativo la narrazione televisiva.

Una sfida che va oltre lo sport

La questione assume anche un importante valore culturale.

La televisione continua infatti a influenzare il modo in cui milioni di persone percepiscono lo sport e contribuisce a costruire l’immaginario delle nuove generazioni.

Quando vengono evidenziate la forza, la preparazione, la determinazione, la strategia e il talento delle atlete, il pubblico sviluppa una visione più autentica dello sport femminile, libera da stereotipi che per troppo tempo ne hanno limitato il riconoscimento.

Il progetto promosso da EBU Sport ed European Athletics rappresenta quindi un invito ad alzare gli standard qualitativi della produzione televisiva, affinché la telecamera diventi uno strumento capace di raccontare davvero la bellezza dell’atletica.

Conclusione

Lo sport è prima di tutto competenza, sacrificio, allenamento e ricerca della migliore prestazione possibile. La televisione dovrebbe essere il mezzo che permette al pubblico di apprezzare tutto questo, senza distrazioni e senza trasformare le atlete in semplici soggetti da osservare.

Cambiare prospettiva non significa rinunciare allo spettacolo. Significa raccontarlo meglio.

Perché il vero spettacolo, nell’atletica come in ogni disciplina sportiva, è sempre la prestazione.

Bibliografia

  • European Broadcasting Union (EBU Sport), Raising the Bar – Guidelines for the Broadcast Coverage of Women’s Athletics.
  • European Athletics.
  • IOC – Portrayal Guidelines for Gender-Equal, Fair and Inclusive Representation in Sport.
  • UNESCO, Gender Equality in Sport.

Vedi anche: Raising the Bar: Guidelines for respectful media coverage in women’s athletics

Leggi anche: Donne e sport: la rivoluzione (felice) è già in corso

Alcune modifiche suggerite nel documento Raising the bar per le riprese televisive, con l’indicazione di ciò che va bene e ciò che dovrebbe essere evitato.

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