Camminare sul lago ghiacciato di Silvaplana in inverno

La partenza da Silvaplana avviene nel silenzio nitido del mattino invernale, quando l’aria è così tersa da sembrare fragile, come vetro sottile. Il lago ghiacciato si distende davanti a te in una vastità luminosa, una pianura candida che riflette il cielo in mille sfumature di bianco e d’argento.

Ogni passo produce un lieve scricchiolio sulla neve compatta, un ritmo regolare che accompagna il respiro e invita alla contemplazione.

Il percorso verso Sils si apre come una lunga meditazione. Le montagne, immobili e solenni, custodiscono la valle con la loro presenza austera; i loro profili scuri contrastano con l’abbagliante chiarore del lago.

La luce invernale — quella luce argentata e sottile, quasi metafisica — accarezza ogni cosa: le creste lontane, le increspature del ghiaccio, i cristalli di brina sospesi nell’aria. È una luminosità che sembra nascere dall’interno del paesaggio, una chiarezza che invita al raccoglimento e alla profondità del pensiero.

Sul lago, gli appassionati di sci di fondo scorrono leggeri, quasi senza peso. Le loro figure tracciano linee eleganti sulla superficie immacolata, movimenti fluidi e silenziosi che paiono una forma di scrittura effimera sulla neve. Sono assorti, ciascuno immerso nel proprio ritmo interiore, come se il gesto dello scivolare fosse un dialogo intimo con lo spazio sconfinato che li circonda. Il fruscio regolare degli sci e il lieve battito dei bastoncini si perdono presto nell’immensità ovattata.

Proseguendo, il tempo sembra dilatarsi. Il bianco del lago non è mai uniforme: varia dal perlaceo al blu pallido, dall’argento vivo alle ombre delicate che si allungano sul ghiaccio. Il sole invernale, basso sull’orizzonte, diffonde una luce morbida che non scalda ma illumina con intensità quasi spirituale. Qui il paesaggio non è solo visto, ma sentito: la purezza dell’aria, il silenzio profondo, la sensazione di trovarsi in uno spazio sospeso tra terra e cielo.

Avvicinandosi a Sils, il panorama si fa più raccolto. I boschi scuri ai margini del lago offrono un contrasto rassicurante, mentre il villaggio appare come un approdo tranquillo, una presenza discreta in mezzo alla vastità alpina. È il momento della sosta, del calore che ritorna lentamente nelle mani, dello sguardo che indugia ancora sull’orizzonte luminoso.

l ritorno verso Silvaplana ha un carattere diverso. La luce è mutata, più inclinata, più dorata nelle sue sfumature fredde. Le tracce lasciate sulla neve raccontano il passaggio delle ore: segni di sci, impronte leggere, testimonianze silenziose di presenze fugaci. Il lago sembra ancora più vasto, e il cammino assume il tono di un lento congedo.

Quando infine il punto di partenza riappare, resta la sensazione di aver attraversato non solo uno spazio, ma uno stato dell’animo: una passeggiata di tredici chilometri che è insieme viaggio fisico e esperienza interiore, immersa in quella luce argentata che rende il paesaggio essenziale, contemplativo e profondamente umano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Giro d’Italia 2026: Vingegaard contro tutti. Ma Pellizzari può far impazzire l’Italia

ll Giro d’Italia 2026 ha un favorito chiaro, Jonas Vingegaard, ma anche un talento capace di incendiare la corsa: Giulio Pellizzari. Da una parte il controllo glaciale del campione danese, dall’altra l’istinto e il coraggio del giovane italiano che sogna di riportare la Maglia Rosa in Italia. Nel mezzo c’è Adam Yates, l’uomo che nessuno considera davvero favorito ma che potrebbe approfittare di ogni errore in un Giro che promette spettacolo fino all’ultima salita.

leggi tutto »

Alessandro Colombi, il CEO amico degli sport di resistenza

Alessandro Colombi lascia il gruppo Corriere del Ticino dopo dodici anni, lasciando un’impronta significativa nel panorama editoriale del Ticino. Grazie alla sua passione personale per corsa, ciclismo e corsa in montagna, ha contribuito a dare spazio anche a queste discipline e a realtà locali come Scenic trail.

leggi tutto »

Correre sempre al massimo? Il grande inganno degli sport di resistenza

Correre sempre al massimo non significa diventare più forti: senza recupero, il rischio è trasformare la passione in stanchezza fisica e mentale. La vera crescita nasce dall’equilibrio tra spingere, rallentare e ascoltare il proprio corpo. Negli sport di resistenza, la sfida più grande non è non mollare mai, ma capire quando andare oltre e quando fermarsi.

leggi tutto »

Comano Run 2026: risultati e classifiche

La ComanoRun 2026 ha riscosso un grande successo grazie a una splendida giornata di sole e alla partecipazione di oltre 800 concorrenti, tra atleti affermati, giovani e appassionati. “Motore” dell’evento è stato Fabrizio “Bicio” Moghini, ex calciatore, giocatore d’hockey e podista di valore, oggi apprezzato organizzatore della corsa del suo paese. Determinanti per la riuscita della manifestazione sono stati anche lo spirito di Comano, paese a misura d’uomo, il sostegno di una Autorità comunale lungimirante e una passione sportiva contagiosa che coinvolge tutta la popolazione.

leggi tutto »