“Cat calling”, quel brutto vizio di fischiare alle ragazze

Si chiama “cat calling” ed è un termine utilizzato per definire i fischi e gli apprezzamenti di cattivo gusto rivolti alle donne per strada, anche quando praticano sport, corrono o vanno in bicicletta.

Il termine è stato portato alla ribalta di recente da Aurora Ramazzotti, figlia di Michelle Hunziker e papà Eros, che in un video (v. sotto) affronta la problematica dichiarandosi “schifata e delusa” dalla presenza di uomini che, nel 2021, ancora si permettono di dedicare commenti sessisti e volgari alle donne per strada.

Purtroppo questa abitudine è diffusa anche da noi e non ci fa certo onore. Non saprei in che misura però lo è senz’altro. Anche e soprattutto riguardo lo sport praticato negli spazi aperti, sulle strade e i marciapiedi. Ovvero da parte di donne o ragazze che corrono o pedalano e vorrebbero farlo in tutta tranquillità.

Di ciò ne ho avuto purtroppo conferma anche di recente da parte di persone vicine a me che sottolineano come queste situazioni le mettano a disagio, non le facciano sentire sicure, compromettendo – e questo è ciò che personalmente a me dà più fastidio – il loro entusiasmo e volontà di fare movimento all’aria aperta.

È davvero un peccato se si pensa che siamo nel 2021, che sport come la corsa a piedi o la bicicletta sono ormai dei diritti acquisiti, praticati da tutti, signore comprese. Attività simbolo di gioia, benessere e libertà, oltretutto. Per questo condivido e comprendo lo sfogo di Aurora Ramazzotti durante la sua corsa a piedi.

Non so se la legge prevede qualcosa al riguardo, personalmente confido sul buonsenso e sul fatto che queste persone, o meglio questa particolare tipologia di maschio, prima di fare il proprio commento o di lanciare il proprio burbero fischio, contino almeno fino a dieci…

2 risposte

  1. Secondo me,certe cose al giorno d’oggi non dovrebbero più succedere,perché una donna o una ragazza dovrebbe essere libera di correre o fare altri sport fisici senza essere giudicata o presa di mira da altre persone, soprattutto da altri uomini.

  2. Il cat calling si sa, è purtroppo noto a chiunque.
    Le occasioni in cui puoi assistere a un evento del genere non sono rare.
    Di fatto condivido parzialmente il suo pensiero, professore, perché non si tratta solo di diritti acquisiti per praticare lo sport. Non si tratta di diritti e basta.
    Il vero problema è che abbiamo il disonore di essere nella stessa civiltà di queste “scimmie”.
    Purtroppo questi episodi, capitano ovunque, e non solo quando una donna mostra le proprie forme.
    Nemmeno io so se esistono sanzioni a chi pratica il cat calling, ma se dovessero esistere mi auguro che siano sanzioni pesanti, così che imparino la lezione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Dean Karnazes: il metodo estremo per allenarsi, mangiare meglio e superare i propri limiti

Dean Karnazes, considerato uno degli uomini più resistenti al mondo, ha costruito le sue incredibili performance grazie a un mix di allenamento progressivo, forza muscolare e disciplina mentale. La sua alimentazione si basa su cibi semplici e naturali, con un equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi buoni, eliminando zuccheri raffinati e alimenti processati. Il suo messaggio è chiaro: con costanza, movimento e una corretta alimentazione, chiunque può migliorare il proprio benessere fisico e mentale.

leggi tutto »

Dal Giro d’Italia alle grandi salite del Ticino: il libro che ogni ciclista dovrebbe avere

Il Ticino si conferma una delle destinazioni più affascinanti per gli appassionati di ciclismo, grazie a salite spettacolari, panorami unici e strade che presto saranno protagoniste del Giro d’Italia con una tappa interamente ticinese. Il libro In bicicletta su e giù per il Ticino di Nicola Pfund è considerato il riferimento ideale per scoprire le 26 salite più belle del Ticino, tra itinerari, curiosità e consigli per vivere il territorio in bicicletta.

leggi tutto »

Correre non mi ha cambiato il fisico. Mi ha cambiato la testa.

Per anni ho pensato che correre significasse solo migliorare tempi, velocità e prestazioni, finendo però per inseguire continuamente numeri e aspettative. Poi ho capito che la corsa era molto di più: uno spazio mentale senza rumore, notifiche e pressioni, dove ritrovare presenza e lucidità. Oggi corro non per essere perfetto, ma perché la corsa mi aiuta a sentirmi di nuovo allineato con me stesso.

leggi tutto »

Correre quando non hai voglia: guida semiseria per esseri umani normali

Anche quando manca la voglia, il tempo o la forma fisica di un tempo, la motivazione spesso arriva dopo essere usciti, non prima. Per ritrovare il piacere di correre non serve essere perfetti o fare record: basta iniziare con piccoli passi, senza pressione e senza confrontarsi con il passato. Alla fine, correre non significa dimostrare qualcosa agli altri, ma ritagliarsi uno spazio per stare meglio, respirare e sentirsi di nuovo vivi.

leggi tutto »