Con le racchette alla Capanna Piansecco

Un altro itinerario, un’altra Valle, un’altra capanna. Proseguiamo nell’esplorare il bel Ticino nella sua affascinante veste invernale, percorrendo gli itinerari dedicati alle racchette. Questa volta saliamo in Valle Bedretto per scoprire una bella capanna appena ristrutturata e un piccolo lago dai caratteri fiabeschi.

La capanna Piansecco CAS

Il rifugio in questione è la capanna Piansecco (1988 m), splendida costruzione con rivestimento in legno che si integra a meraviglia nel contesto di un bosco di larici. L’edificio è stato completamente ristrutturato nel 2020 (l’anno di costruzione è invece il 1995) ed è perciò dotato di tutti i confort per accogliere al meglio l’escursionista.

Nel dettaglio, la capanna comprende 46 posti letto (2×2 posti/6×4 posti/3×6 posti), 2 refettori con 50 posti (40/10), cucina e servizi moderni: è custodita anche durante il periodo invernale e la riservazione è sempre gradita.

La capanna è molto apprezzata anche perché è punto di partenza ideale per effettuare svariate attività alpinistiche ed escursionistiche: la regione di Piansecco è in effetti una delle più interessanti per svolgere attività in montagna.

In inverno, tra l’altro, vi sono svariate cime da salire con gli sci, tra queste domina il Pizzo Rotondo, che grazie alla sua forma ed alla sua quota è la vetta principale della Valle Bedretto.

Sentiero delle quattro sorgenti

Un altro aspetto interessante è che la capanna si trova lungo il sentiero delle quattro sorgenti che dal 2012 collega i cantoni di Uri, Grigioni, Ticino e Vallese alla scoperta delle sorgenti del Reno, della Reuss, del Ticino e del Rodano.

Nel 1998 è stato inaugurato il sentiero che dal Passo del San Gottardo porta al Passo della Novena passando sempre dalla capanna di Piansecco. A questo proposito si ricorda che nel periodo estivo l’accesso può avvenire anche con partenza dall’Alpe di Cruina, ovvero dai tornanti della Novena.

La capanna è anche punto di partenza per il lago di Geren, dove fino a un paio di anni fa si potevano ammirare i famosi Iceberg, ora scomparsi…

Il laghetto delle Pigne

Il laghetto delle Pigne in inverno è completamente coperto dalla neve, così che se ne può solo immaginare l’estensione. Si inserisce tuttavia in un ambiente selvaggio molto suggestivo soprattutto quando è illuminato dal sole splendente.

Il suo nome deriva dal fatto a breve distanza si estraeva la pietra ollare per ottenere le lastre delle stufe, le pigne appunto. Sebbene siano passati più di 100 anni dall’ultima estrazione, sul luogo si possono ancora vedere dei blocchi e delle scritte sulle rocce.

Per sopportare i lunghi inverni, nelle case delle regioni alpine, c’era la “stüva”, una stanza riscaldata dove la famiglia ci passava la maggior parte del tempo. La fonte di calore era la “pigna” formata da lastre di pietra ollare ben tagliate e squadrate, una stufa che assorbe lentamente il calore del fuoco, lo mantiene a lungo e lo diffonde nell’ambiente vicino.

Un censimento del 1987 ci indica che in Val Bedretto c’erano ben 102 pigne. La più antica in Ticino si trova in una “stüva” a Ossasco e porta la data del 1581.

La partenza da All’Acqua

L’itinerario per la capanna e il laghetto prende avvio da All’Acqua (ma si può partire anche un poco più sotto, da Cioss Prato) sulla strada che porta alla Novena; un gruppetto di case con tetti in scandole (lamelle tagliate da tronchi di larice) abitato un tempo per l’alpeggiatura.

La salita, che si svolge in un bosco fitto di maestosi pini e larici, è abbastanza facile perché non troppo lunga e senza grandi pendenze, sempre ben marcata con i tradizionali cartelli color rosa: ci si alza lungo i tornanti del percorso innevato con splendide vedute sulle montagne della vallata. In circa un’ora si arriva alla capanna Piansecco dopo avere superato un dislivello di 370 m.

Dalla capanna si prosegue in leggera discesa fino a superare il ponticello sul Riale di All’Acqua sommerso dalla neve, prima di entrare, superata una vecchia baracca militare, in un paesaggio dai caratteri fiabeschi.

In un’altra oretta e mezza di cammino si giunge al Laghetto delle Pigne (2279 m) con altri 300 m di dislivello e con la presenza, sulla destra e per gran parte del percorso, dell’imponente massiccio del Poncione di Cassina Baggio.

Itinerario facile ma… prudenza

L’itinerario tra la capanna e il laghetto è piuttosto facile e generalmente tracciato, tuttavia non è segnalato con i tradizionali cartelli. Ragione per cui occorre prestare molta attenzione alle condizioni meteo (e pericoli valanghe), in particolare nel caso in cui iniziasse a nevicare, magari con l’arrivo della nebbia, e la difficoltà a ritrovare le tracce per il rientro.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, anche se l’escursione non è troppo impegnativa, occorre sempre considerare l’altitudine di arrivo, ben oltre i duemila metri. È necessario quindi avere un abbigliamento adatto alle condizioni invernali, oltre a tutti gli altri accorgimenti che garantiscono la sicurezza di chi decide intraprendere delle escursioni invernali in alta montagna.

RegioneValle Bedretto, Canton Ticino (CH)
PartenzaAll’Acqua, 1614 m
ArrivoCapanna Piansecco, 1982 m
Dislivello368 m
Durata1 ora
Grado difficoltàT 1

Photo: © Nicola Pfund

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

La magia dell’ultimo giorno di scuola

La fine della scuola e l’inizio delle vacanze rappresentano da sempre un momento speciale, fatto di libertà, scoperte e nuovi orizzonti. Al di là dei cambiamenti del tempo, l’estate rimane un’occasione preziosa per riposare, crescere, coltivare relazioni e creare ricordi destinati a durare. A tutti l’augurio di vivere settimane di serenità, gioia e autentica leggerezza.

leggi tutto »

Grégoire resiste al ritorno di Pogacar e conquista una tappa spettacolare del Tour de Suisse

Al Tour de Suisse tappa combattuta fino agli ultimi metri con una fuga di 14 corridori che è riuscita a resistere al ritorno del gruppo guidato dalla UAE Team Emirates e dalla maglia gialla Tadej Pogacar. Nel finale, dopo una lunga rincorsa, Pogacar ha provato una clamorosa rimonta insieme a Mathias Vacek, ma i battistrada sono riusciti a difendere un vantaggio minimo fino al traguardo di Locarno.

leggi tutto »

Scenic Trail 2026: 1.500 atleti sui sentieri del Sottoceneri

Lo Scenic Trail 2026 ha richiamato ben 1.500 atleti sui suggestivi sentieri del Sottoceneri, in una giornata caratterizzata da panorami spettacolari e da un grande caldo che ha messo a dura prova i partecipanti. Tra i vincitori spiccano Jonas Oliva e Sabrina Huber nella K18, l’atleta di casa Marco Delorenzi nella K31 e Raphael Sprenger nella K54. Nelle gare più impegnative si sono imposti Tristan Kipfer nella K83 e il rumeno Flavius Platon nella durissima K120. Un’edizione di grande successo che ha saputo unire sport, resistenza e valorizzazione del territorio.

leggi tutto »

Sopravvivere ai Mondiali: guida pratica per chi non sa distinguere un fuorigioco da una marca di yogurt

Ogni quattro anni arriva la febbre dei Mondiali: spuntano ovunque esperti di calcio, i media parlano solo di pallone e ogni partita viene raccontata come un evento storico, quasi fosse poesia. Peccato che, dietro il mito, ci sia spesso uno sport dominato da soldi, business e novanta minuti che non sempre valgono l’attesa. La buona notizia? Non tutti devono essere tifosi per forza.

leggi tutto »