Da Camperio alla Capanna Gorda con le ciaspole ai piedi

La felicità con due racchette ai piedi: potremmo forse definirla così la passione che sta contagiando sempre più persone per questo tipo di escursionismo invernale. Un’attività che è apprezzata per tanti motivi, in primo luogo perché permette di immergersi nell’incanto della natura con grande facilità come succedere in poche altre occasioni.

Diremmo di più: andare per “ciaspole” (oggi il termine più usato) è forse l’ultima frontiera degli sport invernali, perché è davvero alla portata di tutti e regala un senso di grande libertà. Possiamo scegliere i nostri itinerari e affrontarli in qualsiasi momento, non solo di giorno, ma anche nelle ore serali.

In questo modo abbiamo l’opportunità di “scivolare” sulle piste deserte nella magia della notte, nel chiarore della luna piena in un paesaggio incantato. Esperienze ad alto tasso di adrenalina e romanticismo offerte da un numero sempre maggiore di località anche in Ticino.

Nell’immaginario di Jack London

Chi sono gli appassionati delle ciaspole? Semplicemente è gente che ama camminare nella natura e che lo fa normalmente d’estate. Ma che continua anche d’inverno con la possibilità di godere di ambienti altrettanto eccezionali. Molti prediligono questa attività anche per rimanere lontani dal clamore e dalla confusione delle piste da sci, nel silenzio della natura.

Il termine “ciaspole”, secondo l’autorevole Treccani ha un’etimologia incerta: per qualcuno è un vocabolo del dialetto della Val di Non (Trentino), entrato a far parte del linguaggio comune grazie al successo della gara “La Ciaspolada”, nata nel 1973 e la cui ultima edizione si è tenuta lo scorso 7 gennaio.

Anche se le ciaspole hanno una storia ben più antica. Le prime racchette da neve compaiono circa 6.000 a.C. A farne uso sono i popoli delle zone fredde dell’Asia, Canada e America settentrionale, cacciatori, contadini, boscaioli, viaggiatori, esploratori e militari.

Le racchette da neve si usano per muoversi in ambiente invernale aumentando la superficie di galleggiamento e aiutando a non sprofondare nella neve. Per questo l’uomo se ne è spesso servito, per condurre le proprie attività e per rispondere alle esigenze primarie di sostentamento.

Un attrezzo che è anche entrato nell’immaginario collettivo grazie ad esempio a Jack London, il romanziere statunitense autore di “Zanna Bianca”, che amava narrare le imprese dei cercatori del Klondike, nei cui racconti, ripresi dai classici cinematografici del Novecento, gli uomini si spostano sulla neve con le racchette ai piedi.

Itinerari invernali in Ticino

Come detto anche in Ticino la strada sembra svilupparsi in questa direzione, perché gli itinerari con racchette descritti nelle guide turistiche e sui relativi portali sono sempre più numerosi segnando una chiara tendenza anche da noi.

Perché in fondo, per la pratica di questa disciplina, basta poco: una discreta condizione fisica, due racchette ai piedi (scegliendo tra una vasta gamma di modelli), un adeguato abbigliamento invernale (con scarpe ben protette) e due bastoni per agevolare l’equilibrio mentre si avanza.

Insomma, le racchette sono il mezzo più semplice per muoversi sulla neve e compiere escursioni a contatto con la natura e quindi l’escursionismo invernale ha finalmente trovato anche da noi una sua collocazione nell’ambito delle attività outdoor proposte dalle località turistiche.

Gli itinerari sono normalmente segnalati con dei cartelli rosa e vengono montati appositamente per questa stagione. Ci sono i sentieri escursionistici normali e quelli dedicati alle ciaspole indicati con un piccolo simbolo che ne riproduce le caratteristiche.

È consigliato rimanere sui percorsi segnalati, non solo perché sono più sicuri (perché controllati), ma anche per non disturbare gli animali selvatici. Le zone in cui essi si trovano sono generalmente segnalate con dei cartelli verdi.

È importante d’inverno non invadere questi territori poiché in questi periodi gli animali selvatici hanno scarse riserve, così che quando sono stressati ad esempio dalla presenza dell’uomo e devono addirittura fuggire, consumano molte energie inutilmente mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

Un’escursione alla capanna Gorda

La proposta di oggi ci porta alla scoperta di un interessante itinerario che si svolge nell’alta Valle di Blenio con partenza dalla località di Camperio (si può partire anche da altri punti) e arrivo alla splendida capanna Gorda che si trova su un ampio pianoro a 1800 m di altitudine.

Un percorso che misura 6,2 km e richiede circa 2h45’ di sforzo per superare i 580 metri di dislivello. Con la possibilità, per i più allenati, di proseguire fino alla Punta di Larescia o “Nido d’Aquila” (2194 m): ulteriori 2,2 km con 611 m di dislivello che comportano un impegno di circa 1h30’.

L’esperienza con le racchette alla capanna Gorda è affascinante in ogni momento, ma forse lo diventa ancora maggiormente se viene svolta nelle ultime ore della giornata: allora è possibile assistere a degli straordinari tramonti, con un’intensità di luce che riflette le cime innevate tra cui il massiccio dell’Adula.

RegioneValle di Blenio, Canton Ticino (CH)
PartenzaCamperio, 1220 m
ArrivoCapanna Gorda, 1800 m
Dislivello580 m
Durata2h45’
Grado difficoltàT 1/T2

Photo© Nicola Pfund

Una risposta

  1. Le ciaspole sono un fantastico modo per esplorare la natura invernale e godersi i paesaggi in modo molto sicuro. Con le ciaspole ai piedi, è possibile avventurarsi anche fuori dai sentieri prestabiliti e scoprire nuovi angoli di bellezza incontaminata. È un attività che unisce esercizio fisico, avventura e tranquillità, e questo rende ogni passeggiata indimenticabile e ricca di ricordi, questo crea un eccellente legame con la natura. Secondo me la stagione invernale è una delle stagioni più affascinanti di tutto l’anno, anche grazie all’immancabile manto bianco che ricopre interi paesi facendo svanire pensieri negativi e problemi, e durante questa stagione praticare sport è un momento magico. Personalmente a me piace molto praticare gli sport invernali come lo sci, l’hockey su ghiaccio, e alcune volte mi piace anche andare a passeggio sulla neve, appunto, con le ciaspole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Importanza del docente: docente che insegna e coinvolge gli studenti in classe

Il docente che fa amare la scuola: quando insegnare significa educare

Ci sono insegnanti che spiegano una materia e insegnanti che riescono a farla amare. La differenza non sta soltanto nella preparazione, ma nella capacità di entrare in relazione con i ragazzi, di suscitare curiosità e di diventare, nel tempo, una figura di riferimento. Perché il vero docente non trasmette soltanto conoscenze: aiuta a leggere la realtà, a sviluppare un pensiero autonomo e, soprattutto, a crescere.

leggi tutto »
StraLugano 2026 a Lugano, corsa sul lungolago per il 20° anniversario

StraLugano 2026, manca un mese: verso un nuovo record per i 20 anni della corsa

Manca un mese alla StraLugano 2026, che il 26 e 27 settembre festeggerà il 20° anniversario con un weekend dedicato alla corsa. Le iscrizioni sono in crescita e, dopo gli oltre 7’600 partecipanti della scorsa edizione, la manifestazione punta a un nuovo record. Tra 10 km CityRun, Half Marathon, Monte Brè Run, gare per famiglie e KidsRun, il programma è ricchissimo. Riflettori puntati soprattutto sulla mezza maratona, valida per i Campionati svizzeri, che darà ulteriore prestigio alla StraLugano 2026.

leggi tutto »
Perdere la motivazione per correre: runner che corre su una strada durante un'uscita di allenamento

Quando passa la voglia di correre: come ritrovare la motivazione e ripartire

Può capitare anche a chi corre da anni: la voglia di correre diminuisce. Il caldo, gli impegni, la stanchezza o semplicemente il bisogno di staccare possono allontanarci dalle scarpe da running. Ma una pausa non significa abbandonare la corsa. Si può rallentare, fermarsi per un po’ e poi ripartire, senza sensi di colpa e senza pretendere di essere subito quelli di prima. Perché la motivazione non è sempre uguale e, qualche volta, per ritrovare il piacere di correre basta semplicemente ricominciare con calma.

leggi tutto »
Sport Svizzera 2026, persona che corre e attività fisica all'aria aperta

Sport in Svizzera 2026: la Svizzera italiana rallenta, ma il modo di fare sport sta cambiando

Sport Svizzera 2026 fotografa un Paese che continua a fare molto sport, ma nel quale le abitudini stanno cambiando. L’indagine dell’Ufficio federale dello sport (UFSPO) evidenzia soprattutto un dato significativo per il Ticino: la Svizzera italiana è oggi la regione linguistica con la maggiore percentuale di persone che non praticano mai sport. Dopo i progressi registrati tra il 2014 e il 2020, la rimonta sembra essersi fermata.

leggi tutto »