Grégoire resiste al ritorno di Pogacar e conquista una tappa spettacolare del Tour de Suisse

Al Tour de Suisse oggi tappa combattuta fino agli ultimi metri con una fuga di 14 corridori che è riuscita a resistere al ritorno del gruppo guidato dalla UAE Team Emirates e dalla maglia gialla Tadej Pogacar. Nel finale, dopo una lunga rincorsa, Pogacar ha provato una clamorosa rimonta insieme a Mathias Vacek, ma i battistrada sono riusciti a difendere un vantaggio minimo fino al traguardo di Locarno. A conquistare la vittoria è stato il francese Romain Grégoire, il più veloce tra i sei superstiti della fuga. Per Pogacar, nonostante il mancato successo di tappa, resta la soddisfazione di conservare saldamente la maglia gialla, avvicinandosi sempre di più alla vittoria finale del Tour de Suisse.

Il Ticino si conferma ancora una volta una cornice d’eccezione per il grande ciclismo internazionale. Dopo aver ospitato poche settimane fa la decisiva Bellinzona–Carì del Giro d’Italia, il cantone è tornato sotto i riflettori grazie a una delle frazioni più emozionanti del Tour de Suisse, andata in scena sulle strade del Locarnese.

Se la classifica generale sembra ormai orientata dopo il dominio mostrato da Tadej Pogacar, la tappa di 157,7 chilometri non ha certo lesinato spettacolo. Il percorso, reso selettivo dalle ascese del Monte Ceneri, di Tenero-Contra e di Orselina, ha regalato una corsa intensa e ricca di colpi di scena fino agli ultimissimi metri.

La svolta della giornata è arrivata con una fuga di 14 corridori, nata a oltre cento chilometri dal traguardo. Forte del vantaggio accumulato in classifica, la UAE Team Emirates ha lasciato spazio all’azione, monitorando però costantemente la situazione. Tra gli uomini all’attacco, il più vicino alla maglia gialla era il britannico Finlay Pickering, comunque distante oltre quattro minuti.

Con il passare dei chilometri, il tentativo ha preso sempre più consistenza, arrivando a sfiorare i tre minuti di vantaggio. Dietro, però, la squadra di Pogacar ha gestito la corsa con grande lucidità, riducendo gradualmente il distacco e preparando il terreno per il gran finale.

Le prime scintille sono arrivate sulle impegnative rampe di Fanghi, dove la fuga si è sgretolata sotto il peso degli attacchi e dei continui cambi di ritmo. Davanti sono rimasti soltanto i più forti, mentre alle loro spalle il gruppo dei migliori guadagnava terreno. Dopo il Gran Premio della Montagna di Via Consiglio Mezzano, il vantaggio dei battistrada si era ormai ridotto a una trentina di secondi.

A quel punto è entrato in scena il solito Pogacar. La maglia gialla ha lanciato un’impressionante azione d’inseguimento insieme a Mathias Vacek, accendendo una caccia mozzafiato verso Locarno. Negli ultimi chilometri si è assistito a un autentico duello a distanza: davanti i sei fuggitivi cercavano di difendere ogni metro di vantaggio, dietro gli inseguitori recuperavano secondo dopo secondo.

Alla fine, la resistenza degli attaccanti ha avuto la meglio. Sul traguardo di Locarno, il francese Romain Grégoire ha trovato lo spunto decisivo, imponendosi in una volata serratissima e conquistando una vittoria di grande prestigio.

Per Pogacar resta il rammarico di una rimonta sfumata per pochi istanti, ma anche la certezza di avere ormai il Tour de Suisse saldamente nelle proprie mani. La maglia gialla resta infatti sulle sue spalle e, tappa dopo tappa, il trionfo finale appare sempre più vicino.

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