IL FUTURO SORRIDERÀ AGLI SPORT “OUTDOOR”

Non è certo un bel momento per il mondo dello sport in generale, dove ogni attività è “congelata” a causa dell’urgenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. Non sono quindi periodi facili neppure per gli appassionati degli sport all’aperto abituati alla loro uscita, spesso giornaliera, in bicicletta o a corsa.

Non vorrei però parlare di sacrifici, il termine mi sembra davvero troppo forte e fuori luogo. Rinunciare ad allenarsi oppure a correre è forse oggi uno degli ultimi problemi e certe lamentele da parte di alcuni solo perché privati della loro corsa quotidiana non trovano francamente nessuna giustificazione e anzi sembrano piuttosto ridicole.

Anche se in Svizzera, a differenza di altri paesi, l’attività motoria esterna non è ancora stata vietata – malgrado vi sia stato da parte delle autorità l’invito ad essere molto prudenti per evitare incidenti che potrebbero pesare sul sistema sanitario già sotto pressione -, si registra tuttavia un rallentamento da parte di molti atleti amatori.

Tanti appassionati, dando prova di grande responsabilità hanno addirittura rinunciato ad uscire, prevedendo allenamenti casalinghi sui rulli o sessioni di ginnastica indoor. Una buona soluzione per non andare in “astinenza” di esercizio fisico e mantenere un minimo di condizione, ritenuto che un po’ di movimento dovrebbe essere fatto da tutti, non fosse che per mantenere un buon equilibrio psicofisico.

Tuttavia, guardando avanti, non si può che essere positivi, almeno da parte degli appassionati di sport all’aperto che escono di regola singolarmente. Perché il futuro ci dice che saranno queste le attività che molto probabilmente non saranno a rischio, almeno finché non sarà trovato il vaccino per sconfiggere la malattia.  

Viceversa tutte quelle attività che prevedono assembramenti di persone allo stato attuale sono decisamente molto più in pericolo, proprio per i rischi di diffusione del contagio qualora dovesse ripresentarsi in avvenire un focolaio della malattia e fintanto che non sarà possibile farvi fronte attraverso delle cure efficaci.

Quindi come appassionati di sport di resistenza teniamo duro che il futuro non tarderà a sorriderci di nuovo. E magari pensiamo ora, che abbiamo peraltro molto più tempo a disposizione, a qualche bel progetto, come potrebbe essere – perché no? – anche un viaggio in bicicletta…

Copyright photo: N. Pfund

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