Il Giro dei Laghetti Orsino, Orsirora e Valletta al San Gottardo

Il Giro dei Laghetti Orsino, Orsirora e Valletta è una splendida escursione ad anello di circa 10 km con 500 metri di dislivello, che si sviluppa nell’affascinante ambiente alpino del Passo del San Gottardo. Il percorso conduce tra laghetti dalle acque blu e smeraldo, prati d’alta quota, rocce granitiche ed eriofori, offrendo panorami di grande bellezza. Un itinerario di circa 4 ore (ma anche meno), non particolarmente difficile ma adatto a chi possiede un minimo di allenamento.

Nicola Pfund, giornalista e blogger

Ci sono giornate in cui la pianura sembra una gigantesca serra. Il termometro supera abbondantemente i trenta gradi e l’aria pare immobile. In momenti come questi la soluzione è una sola: guadagnare quota. E se la data è quella di una luminosa giornata di inizio estate, il San Gottardo diventa una meta ideale per trascorrere qualche ora al fresco tra paesaggi d’alta montagna e specchi d’acqua cristallini.

Si raggiunge il passo in auto oppure con l’autopostale e si viene subito accolti da un’atmosfera vivace. Attorno all’Ospizio si concentra un continuo viavai di motociclisti, ciclisti, escursionisti e famiglie. C’è chi passeggia lungo il lago, chi si concede una sosta alla buvette e chi assapora una bratwurst appena tolta dalla griglia. Il San Gottardo non è soltanto un valico alpino: è da secoli uno dei principali punti di collegamento tra nord e sud delle Alpi.

A ricordarne l’importanza storica sono la statua del generale Suvorov e il vicino Museo nazionale del San Gottardo. Più recenti sono invece le cinque pale eoliche, entrate ormai a far parte del panorama del passo. Se inizialmente avevano suscitato qualche perplessità, oggi appaiono come presenze discrete che si integrano sorprendentemente bene nell’ampiezza del paesaggio alpino.

L’escursione prende avvio nei pressi del museo. Dopo aver costeggiato il lago del passo in direzione della diga del Lucendro, si imbocca un itinerario circolare di circa 10 chilometri, con poco più di 500 metri di dislivello e una durata di circa quattro ore escluse le soste (anche meno per chi cammina di buon passo). Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, ma richiede un minimo di allenamento e l’equipaggiamento adatto all’alta quota.

La prima parte segue una stradina che conduce verso il bivio di Mottolone (2148 m). Da qui il sentiero si stacca e sale gradualmente. Man mano che si guadagna quota, il rumore e il movimento del passo si allontanano lasciando spazio al silenzio e agli ampi orizzonti dell’alta montagna.

Il grande protagonista dell’escursione è però l’acqua. L’itinerario attraversa infatti una straordinaria successione di laghetti alpini immersi in un ambiente di prati, rocce granitiche e pascoli d’altura.

Il primo incontro è con il laghetto Orsino (2286 m), dalle acque blu profonde e dalle rive erbose e ghiaiose. Poco più in alto si raggiungono i due laghetti di Orsirora, uno verde smeraldo e l’altro blu intenso. Le loro superfici riflettono continuamente il cielo e le nuvole, creando scenari sempre diversi.

Proseguendo si arriva ai suggestivi laghetti della Valletta, situati oltre i 2400 metri di quota. Alcuni sono incastonati tra rocce e muschi, altri si aprono in piccoli pianori erbosi. Nei mesi di luglio e agosto il paesaggio è ulteriormente impreziosito dagli eriofori, i caratteristici ciuffi bianchi che ondeggiano al vento e colorano le zone umide.

Lungo il percorso non è raro osservare marmotte che sorvegliano il territorio dai loro punti d’osservazione. Sul tratto finale si nota persino un piccolo cuore formato da sassolini, probabilmente lasciato da qualche coppia di escursionisti: un dettaglio curioso che aggiunge un tocco di poesia alla camminata.

Durante la discesa verso il passo, la prima presenza a riaffacciarsi all’orizzonte è spesso una delle pale eoliche. È il segnale che l’anello sta per chiudersi, anche se resta ancora un tratto da percorrere fino al lago artificiale del Lucendro, meno spettacolare dei laghetti naturali ma comunque inserito in un contesto di grande fascino.

Al termine dell’escursione si ritorna al San Gottardo con la sensazione di aver scoperto uno degli itinerari più suggestivi dell’arco alpino centrale: un percorso che unisce storia, paesaggi d’alta quota e una sorprendente concentrazione di laghetti alpini, perfetto per una giornata estiva lontano dal caldo della pianura.

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