IL MIO IERI, L’OGGI E IL DOMANI: LA CORSA DI SASHA CATERINA CONTINUA

A poche settimane dal Triathlon di Locarno, la gara di casa che per lui ha sempre avuto un significato speciale, Sasha Caterina si racconta senza filtri, ripercorrendo le tappe di una carriera iniziata tra gioco e passione e passata attraverso successi, cadute e rinascite. Dal debutto a 12 anni fino alle convocazioni internazionali, dagli infortuni che lo hanno costretto a fermarsi alla scelta di ritrovare un equilibrio tra lavoro e sport, il giovane triatleta ticinese svela il suo presente e guarda con chiarezza al futuro: ritrovare la motivazione e la gioia di allenarsi, per dare il massimo in gara e nella vita.

QUANDO TUTTO È COMINCIATO

Ho sempre amato lo sport e ho avuto uno spirito competitivo fin da bambino. I miei genitori mi hanno sempre incoraggiato a muovermi, a provare tante discipline e, soprattutto, a dare il massimo, trasformando ogni sfida in un gioco. Con il tempo sono cresciuto, le mie passioni si sono definite e, a 12 anni, ho scelto di dedicarmi esclusivamente al triathlon. Prima di allora avevo sperimentato altre attività, ma il triathlon aveva già un posto speciale nel mio cuore: quasi ogni anno partecipavo alla gara di casa, quella di Locarno.

L’inizio non è stato semplice: i ragazzi che nuotavano da anni erano velocissimi e ricordo di arrivare alla fine della frazione di nuoto esausto, dovendo poi inseguire in bici e nella corsa. Nel Triathlon Team Ticino, guidato da Ettore Grimaldi, c’era un bel gruppo, ma il salto di qualità è arrivato nel 2014, quando abbiamo iniziato ad allenarci con gli atleti del Triathlon Capriasca, fortissimi soprattutto a nuoto, sotto la guida di Christophe Pellandini, ex allenatore della nazionale svizzera.

Lì è nato il Tri Union, l’unione di due squadre che ci ha resi più forti e competitivi. In pochi anni sono passato dal piazzarmi a metà classifica nelle gare svizzere ad entrare stabilmente nella top 5, e da essere uno degli ultimi a uscire dall’acqua a essere tra i primi, considerato uno dei nuotatori più veloci del circuito. Sono arrivate le convocazioni per Coppe Europa, Campionati Europei, Mondiali e tante gare nei circuiti francese e svizzero.

Il triathlon di casa a Locarno è sempre rimasto uno degli appuntamenti più belli e significativi per me: ogni anno cresceva non solo l’evento, ma anche la fame di successo del nostro gruppo.

Naturalmente, nello sport non ci sono solo momenti positivi. Nel 2023 sono caduto in bici tre volte, sempre per cause esterne, rompendomi il polso e rimanendo fermo per quello che mi sembrava un’eternità. Nel 2024, un’altra caduta mi è costata la frattura della clavicola e un intervento chirurgico. Oltre a questi infortuni, ho vissuto un periodo difficile anche sul piano alimentare: faticavo a trovare un equilibrio nutrizionale che mi permettesse di sentirmi in forma senza compromettere le energie in allenamento.

Scelte difficili hanno segnato anche il mio percorso sportivo: nel 2024 ho deciso di non allenarmi più con la mia squadra e di cambiare allenatore. Non è stato facile, perché quella squadra e il mio coach erano come una seconda famiglia, e a loro devo moltissimo.

Alla fine del 2024 sono tornato motivato, mentalmente solido, e l’ultima gara della stagione è andata bene, permettendomi di entrare in nazionale per il 2025.

IL PRESENTE TRA SFIDE E RINASCITA

Dopo un inizio di stagione complicato, con alti e bassi, ho scelto di tornare a lavorare a tempo pieno come muratore presso la ditta De Bortoli. Oltre a un ambiente di lavoro solido, ho trovato un grande sostegno per la mia attività sportiva: abbiamo un accordo che mi consente di assentarmi per gare e campi di allenamento, permettendomi di conciliare al meglio lavoro e sport. Questo equilibrio mi sta aiutando a ritrovare stabilità e concentrazione sugli obiettivi per il finale di stagione 2025.

Negli ultimi mesi ho riflettuto molto sul mio percorso. Dopo cinque anni da professionista, in cui la mia vita ruotava esclusivamente attorno allo sport, ho sentito il bisogno di staccare un po’. Quella che era nata come una passione rischiava di trasformarsi in un dovere, togliendomi energia e motivazione. Questa pausa mentale mi sta permettendo di riscoprire il piacere dell’allenamento e di mettere a fuoco le mie priorità.

LO SGUARDO OLTRE IL TRAGUARDO

Guardando avanti, il mio obiettivo è chiaro: ritrovare la passione e la motivazione che mi hanno portato fin qui. Voglio che lo sport torni a essere una scelta quotidiana dettata dall’entusiasmo, non un obbligo.

Sto cercando di capire quale direzione prendere, sia a livello sportivo che professionale, e ho fiducia che la vita mi guiderà verso la strada giusta. Qualunque decisione prenderò, voglio che nasca dalla convinzione e dal piacere, perché solo così potrò dare il meglio di me — in gara e nella vita.

Vedi anche: sashacaterina.ch; Triathlon Locarno 2025

5 risposte

  1. In bocca al lupo, Sasha! Ti auguro tanta gioia, motivazione e successo, in gara e nella vita.

  2. Grazie Nicola 😃, bellissimo articolo.
    Speriamo di vederci presto oltre che al triathlon di Locarno per una sgambata assieme 😉💪🏻

  3. Grande Sasha, le vere passioni non muoiono mai… il giusto equilibrio è un’ottima ricetta 🙂 Avanti così e sono sicura che ti toglierai ancora grandi soddisfazioni sia nello sport che nella tua vita!

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