Il Sentiero dei Filosofi (Philosophenweg) a Muottas Muragl con le ciaspole

Qual è il punto panoramico più bello e straordinario per ammirare l’immenso scenario dei laghi dell’Alta Engadina? Per molti – forse per tutti – la risposta è Muottas Muragl, balcone naturale sospeso a 2454 metri di altitudine. Da qui lo sguardo abbraccia un grandioso anfiteatro alpino: una successione di laghi sul fondo valle e, tutt’intorno, cime luminose che per gran parte dell’anno riflettono il sole su distese di neve.

Un luogo che colpisce immediatamente per armonia e ampiezza, tanto da lasciare senza parole chi arriva per la prima volta. Non è un caso che questo angolo di Engadina sia stato scoperto e amato da Giovanni Segantini, artista capace come pochi di leggere la luce e l’anima del paesaggio.

Sulle tracce di Segantini, tra arte e silenzio

Fu proprio Segantini (1858-1899), cultore del bello e profondo osservatore della natura, a rimanere affascinato da Muottas Muragl. Qui trovò ispirazione per le sue opere e qui visse gli ultimi giorni della sua vita, nel rifugio che ancora oggi testimonia il suo legame intenso con questo luogo.

La sua presenza sembra ancora percepibile, come se l’aria rarefatta custodisse il suo sguardo e la sua sensibilità. Non sorprende che uno degli aforismi che accompagnano il cammino reciti:
“Ogni forte sensazione deve maturare nella solitudine.”

La funicolare storica: un viaggio verso l’alto

Raggiungere Muottas Muragl è già parte dell’esperienza. La funicolare, la prima dell’Engadina, è in funzione dal 1907 e collega Samedan/Punt Muragl (1740 m) alla stazione panoramica in circa dieci minuti, superando un dislivello di 714 metri.

Durante la salita, il paesaggio si apre progressivamente, preparando lo spirito a ciò che lo attende in cima: una vista a 360 gradi che restituisce tutta la forza e la bellezza di questa regione alpina.

Il Sentiero dei Filosofi: camminare per riflettere

È soprattutto in inverno che Muottas Muragl rivela la sua anima più intima, grazie al Sentiero dei Filosofi, un itinerario ciaspolabile che si snoda per circa 2,8 chilometri appena sopra l’albergo-ristorante.

Il percorso è adatto a tutti: 145 metri di dislivello, un’ora di cammino e nessuna difficoltà tecnica particolare. Ma ciò che rende questo sentiero speciale non è la fatica fisica, bensì l’esperienza interiore che regala.

Proust, Nietzsche, Giacometti: parole che dialogano con il paesaggio

Lungo il cammino si incontrano tavole con citazioni di grandi pensatori e artisti legati all’Engadina. Le loro parole sembrano dialogare con il paesaggio, amplificandone il significato.

Marcel Proust coglie perfettamente lo spirito del luogo:
“Le persone sembrano sempre avere fretta; stanno già andando via quando dovrebbero solo arrivare.”

Friedrich Nietzsche, che trascorse a Sils Maria molte estati fondamentali per la sua produzione filosofica, è ricordato con una frase che qui appare più vera che mai:
“Ci sentiamo così a nostro agio in natura perché non ha alcun giudizio su di noi.”

E Giovanni Giacometti aggiunge una riflessione luminosa:
“Non si può dipingere il sole quando non lo si ha negli occhi oppure – se lo volete – nell’anima.”

Ciaspolare nel silenzio: un’esperienza sensoriale

Appena si inizia a camminare, il silenzio ovattato della neve avvolge ogni passo. Il rumore soffice delle ciaspole che affondano nel manto bianco diventa un ritmo naturale, quasi meditativo.

L’aria è cristallina e pungente, lo sguardo si perde tra le cime dell’Engadina che si stagliano contro un cielo profondo. Ogni citazione invita a rallentare, a osservare, a lasciar emergere pensieri che nella vita quotidiana restano spesso inascoltati.

Panchine panoramiche e orizzonti interiori

Lungo il sentiero, alcune panchine panoramiche invitano alla sosta. Da qui la vista si apre sulla valle dell’Inn, sui laghi ghiacciati e sulle foreste innevate. Il cuore batte più forte, non solo per il movimento, ma per l’intensità della bellezza che si manifesta senza filtri.

Sono momenti di pura contemplazione, in cui corpo e spirito sembrano trovare un raro equilibrio.

Un ritorno che lascia il segno

Al termine del percorso, il rientro a Muottas Muragl regala una sensazione di appagamento profondo. Il Sentiero dei Filosofi non è stato solo una camminata con le ciaspole, ma un viaggio interiore, un invito a riscoprire il valore del silenzio, della lentezza e della riflessione.

In un mondo che corre veloce, Muottas Muragl resta un luogo preservato, capace di insegnare che, a volte, il vero lusso è fermarsi a pensare, immersi nella grandezza della natura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Importanza del docente: docente che insegna e coinvolge gli studenti in classe

Il docente che fa amare la scuola: quando insegnare significa educare

Ci sono insegnanti che spiegano una materia e insegnanti che riescono a farla amare. La differenza non sta soltanto nella preparazione, ma nella capacità di entrare in relazione con i ragazzi, di suscitare curiosità e di diventare, nel tempo, una figura di riferimento. Perché il vero docente non trasmette soltanto conoscenze: aiuta a leggere la realtà, a sviluppare un pensiero autonomo e, soprattutto, a crescere.

leggi tutto »
StraLugano 2026 a Lugano, corsa sul lungolago per il 20° anniversario

StraLugano 2026, manca un mese: verso un nuovo record per i 20 anni della corsa

Manca un mese alla StraLugano 2026, che il 26 e 27 settembre festeggerà il 20° anniversario con un weekend dedicato alla corsa. Le iscrizioni sono in crescita e, dopo gli oltre 7’600 partecipanti della scorsa edizione, la manifestazione punta a un nuovo record. Tra 10 km CityRun, Half Marathon, Monte Brè Run, gare per famiglie e KidsRun, il programma è ricchissimo. Riflettori puntati soprattutto sulla mezza maratona, valida per i Campionati svizzeri, che darà ulteriore prestigio alla StraLugano 2026.

leggi tutto »
Perdere la motivazione per correre: runner che corre su una strada durante un'uscita di allenamento

Quando passa la voglia di correre: come ritrovare la motivazione e ripartire

Può capitare anche a chi corre da anni: la voglia di correre diminuisce. Il caldo, gli impegni, la stanchezza o semplicemente il bisogno di staccare possono allontanarci dalle scarpe da running. Ma una pausa non significa abbandonare la corsa. Si può rallentare, fermarsi per un po’ e poi ripartire, senza sensi di colpa e senza pretendere di essere subito quelli di prima. Perché la motivazione non è sempre uguale e, qualche volta, per ritrovare il piacere di correre basta semplicemente ricominciare con calma.

leggi tutto »
Sport Svizzera 2026, persona che corre e attività fisica all'aria aperta

Sport in Svizzera 2026: la Svizzera italiana rallenta, ma il modo di fare sport sta cambiando

Sport Svizzera 2026 fotografa un Paese che continua a fare molto sport, ma nel quale le abitudini stanno cambiando. L’indagine dell’Ufficio federale dello sport (UFSPO) evidenzia soprattutto un dato significativo per il Ticino: la Svizzera italiana è oggi la regione linguistica con la maggiore percentuale di persone che non praticano mai sport. Dopo i progressi registrati tra il 2014 e il 2020, la rimonta sembra essersi fermata.

leggi tutto »