La chiesetta di Catto in Leventina

VOGLIA DI PAESAGGIO

Arriva un momento in cui cresce quella che chiamo “voglia di paesaggio”, di luoghi e di natura incontaminati su cui riposare la vista. Ci penso rientrando a casa mentre osservo le rotonde maternità del Monte Bar e del Caval Drossa davanti a me. Ebbene si, quando la bella stagione si avvicina, come ora, comincio a sognare le montagne… Per me la loro bellezza è medicina, nutre la fame di senso di giorni che a volte faticano a trovarne. Alle montagne devo molto, soprattutto quelle della Leventina che ho percorso tantissime volte in bicicletta. A loro sono quindi immensamente grato per tutto quello che mi hanno dato… così come ho scritto una volta di ritorno da una gita a Catto, appunto, in Val Leventina.

“Eccomi seduto sul muricciolo della chiesetta di Catto. Sono giunto quassù in bicicletta, salendo da Varenzo e poi da Deggio, dove la strada attraversa prati verdissimi e profumati. Il panorama, da questa posizione, è di quelli che lasciano senza fiato. Al di là del profondo si distende l’Alta Leventina fino al massiccio del Gottardo con ancora qualche lingua di neve. È estate, da settentrione soffia una piacevole brezza. Ho di questa regione tanti ricordi, punteggiature della mia lunga vita attiva di sportivo errante. Ricordi di belle salite in bicicletta durante i mesi estivi, di passeggiate a piedi, ricordi di inebrianti volate sugli sci d’inverno. Ricordi di verdi prati e cieli stellati nelle notti di ferragosto, di care persone e amici che non ci sono più. Vivo intensamente questo momento. Forse non tornerò mai più qui, o magari ci tornerò solo poche volte ancora, ma non importa: questi luoghi e queste montagne mi hanno dato tutto quanto potevano e ne sono loro immensamente grato…”.

Foto: Veduta sull’Alta Leventina dalla chiesa di Catto (©N. Pfund)

ti può interessare anche

Ci ha lasciati Stefano Bernardoni, l’uomo dalle sfide impossibili

La notizia è giunta improvvisa, lasciando sgomento e silenzio. Stefano Bernardoni, ultrarunner di Dalpe, ci ha lasciati. Aveva sessant’anni.
Conosciuto da tutti come “il Berna”, era un uomo di grande gentilezza e discrezione, capace di farsi voler bene ben oltre il mondo della corsa. A suo modo è stato una figura speciale nell’universo dell’ultratrail, dove ha saputo distinguersi non per clamore, ma per passione autentica e rispetto profondo per la montagna.

leggi tutto »

Chi è Alex Yee, il fenomeno che riesce a vincere le olimpiadi di triathlon e a correre la maratona in 2:06:38

Alex Yee è molto più di un campione olimpico. È il simbolo di una nuova generazione di atleti capaci di unire talento, intelligenza sportiva e profondità umana. Nato e cresciuto a Lewisham, nel sud-est di Londra, porta con sé una storia fatta di radici multiculturali, sacrificio e determinazione. Dalla corsa al triathlon, passando per momenti di grande difficoltà e rinascita, il suo percorso racconta non solo una carriera sportiva straordinaria, ma anche la costruzione di un’identità solida e consapevole.

leggi tutto »

Alex Yee protagonista a Valencia: il campione olimpico di triathlon vola e sfiora il record britannico in maratona

Alex Yee ormai non è più soltanto un fenomeno del triathlon: dopo l’ultima impresa alla Maratona di Valencia, può essere considerato a pieno titolo uno dei maratoneti più forti d’Europa. Il fuoriclasse britannico, oro olimpico nel triathlon un anno e mezzo fa a Parigi, ha confermato ancora una volta di avere un talento straordinario nella corsa, oltre che nel nuoto e nel ciclismo.

leggi tutto »