Mary Torre ritorna alle Hawaii: “Spero di non soffrire troppo”

La 68enne triatleta ticinese di nuovo al via dell’Ironman di Kona: “È la mia sfida contro il tempo e contro me stessa”.

A sessantotto anni suonati, Mary Torre non ha perso né la grinta né la voglia di sognare. La triatleta ticinese è tornata sull’isola di Kona, nel cuore delle Hawaii, per affrontare ancora una volta la gara più dura e affascinante del mondo: l’Ironman World Championship. Nuoto, ciclismo e maratona, sotto il sole implacabile del Pacifico, tra vento, caldo e fatica. Un ritorno che profuma di coraggio e di rinascita.

Mary ci era già stata nel 2012, con un gruppo di amici e compagni di avventura – Nicolas Beyeler, Thomas Schoetzau e Igor Nastic – chiudendo in 13 ore e 46 minuti, a metà classifica nella sua categoria d’età. “Fu un’esperienza bellissima, irripetibile. Ma non pensavo che ci sarei tornata… e invece eccomi qui di nuovo, tredici anni dopo”, racconta con un sorriso da Kona, dove è già impegnata nella fase di acclimatazione.

Questa volta, però, la sfida sarà ancora più impegnativa. “Negli ultimi anni ho avuto problemi fisici che mi hanno impedito di allenarmi come avrei voluto. Dopo la qualifica ottenuta lo scorso anno a Cervia, sono riuscita a riprendere gli allenamenti solo a metà maggio. Non sarà facile, ma ci provo lo stesso”.

Dalla diagnosi sbagliata alla rinascita

La sua partecipazione è già una vittoria personale. “Un paio d’anni fa – racconta – ho iniziato a sentire forti dolori alle anche. Mi avevano diagnosticato l’artrosi e mi avevano detto che correre, anche solo per cinque minuti, sarebbe stato rischioso”. Ma la tenacia di Mary non si è arresa. Su consiglio dell’amica e triatleta Gabriella Picco, ha chiesto un secondo parere a Zurigo. “Il medico ha scoperto che si trattava di una trocanterite, e grazie alle cure ora sto bene. È anche per questo che questa gara ha un valore speciale: è la dimostrazione che si può tornare a sorridere dopo un periodo difficile”.

“Sabato sarò alla partenza. Vada come vada.”

L’obiettivo, oggi, è uno solo: arrivare in fondo. “Spero di concludere entro le 17 ore. Il nuoto non mi preoccupa troppo, ma la bici e la maratona finale sì. Spero di non soffrire troppo – anche se un po’ di sofferenza è inevitabile”, dice ridendo. “Vedremo se la mia è stata una scelta azzardata… ma ormai sono qui. Sabato mattina sarò alla partenza”.

La magia di Kona

E mentre il grande giorno si avvicina, Mary si gode l’atmosfera unica dell’isola: “Appena arrivata non ho resistito e sono uscita a correre. È stato emozionante: il mare, il vento, gli altri atleti che si salutano con un sorriso… Per un attimo non sono riuscita a trattenere le lacrime”.

Sabato 11 ottobre, tutto il Ticino del triathlon tiferà per lei (insieme a Mariana Sargenti, l’altra ticinese al via), simbolo di passione, tenacia e amore per lo sport.

Perché, al di là del cronometro, l’impresa di Mary Torre è già un inno al coraggio e alla vita.

IRONMAN WORLD CHAMPIONSHIP HAWAII-KONA 2025

5 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Alba sul ghiacciaio dello Schreckfirn durante la salita allo Schreckhorn.

Ascesa allo Schreckhorn (4078 m): 23 ore tra ghiacciai, roccia e adrenalina su uno dei quattromila più difficili delle Alpi

Lo Schreckhorn (4078 m) non è un quattromila qualsiasi. È una montagna che pretende esperienza, lucidità e rispetto, dall’avvicinamento fino all’ultima doppia. Ventitré ore senza dormire, oltre 3600 metri di dislivello, una vetta conquistata e una traversata verso il Lauteraarhorn lasciata nel cassetto per una scelta che, in alta montagna, vale più di qualsiasi cima: tornare a casa.

leggi tutto »
La capanna Coaz è certamente tra le più belle capanne dell'Engadina.

Le più belle capanne dell’Engadina: rifugi alpini tra panorami mozzafiato e natura incontaminata

Se c’è un modo autentico per scoprire la magia dell’Engadina, è quello di raggiungere una delle sue capanne alpine. Tra ghiacciai spettacolari, laghi cristallini, vette maestose e panorami mozzafiato, ogni rifugio racconta una storia diversa e regala emozioni uniche. In questa guida trovi le capanne dell’Engadina che ho già visitato, quelle che esplorerò nei prossimi mesi e tanti consigli utili per organizzare la tua prossima escursione o trekking tra le montagne più belle della Svizzera.

leggi tutto »
Rappresentazione astratta dell'epoca degli esperti e dei presunti esperti, tra rumore delle opinioni e valore dell'ascolto autentico.

L’epoca degli esperti: quando tutti insegnano e quasi nessuno ascolta

Viviamo nell’epoca degli esperti e dei presunti esperti, dove sempre più persone sentono il bisogno di dispensare consigli, spesso senza una reale competenza o senza la necessaria esperienza. In un mondo dominato dalla visibilità, dalle opinioni immediate e dalla poca capacità di ascolto, rischiano di perdersi le voci autentiche di chi possiede davvero conoscenza e profondità. La lezione di Socrate resta attuale: riconoscere i propri limiti e sapere di non sapere è il primo passo verso la vera saggezza.

leggi tutto »