Paola Stampanoni, il sogno mondiale è diventato realtà

Intervista a Paola Stampanoni, protagonista di una straordinaria impresa alle Canarie: sulla spettacolare isola di La Gomera l’atleta ticinese ha conquistato il titolo mondiale Vertical 2026, al termine di una gara combattuta fino agli ultimi metri. Dopo gli argenti mondiale ed europeo, è arrivata finalmente la medaglia d’oro. In questa intervista racconta la gara, le emozioni della vittoria, la preparazione e i prossimi obiettivi, con uno sguardo anche alla sua vita di atleta e mamma.

Sono ore magiche quelle che sta vivendo Paola Stampanoni, atleta capriaschese, residente a Bigorio nelle vicinanze del celebre Convento e specialista delle grandi pendenze. Da poco rientrata dalle Canarie, dove era accompagnata dalla sorella, si gode ancora le emozioni di un risultato che ha scritto una pagina importante dello skyrunning ticinese.

Sull’isola di La Gomera, Paola ha conquistato il titolo mondiale nella prova Vertical dei Campionati del Mondo, chiudendo in 44’34’’ una gara di soli 4,9 chilometri ma con ben 950 metri di dislivello positivo. Una sfida combattuta fino agli ultimi metri, nella quale Stampanoni ha preceduto di appena 9 secondi l’olandese Everarda Van Dongen e di 47 l’italiana Benedetta Broggi.

Dopo l’argento mondiale del 2024 e quello europeo del 2025, è finalmente arrivato il gradino più alto del podio internazionale, a coronamento di una stagione da protagonista.

«Vivo ancora in una specie di… bolla. È stato tutto bello: l’isola, che non mi aspettavo fosse così splendida, la compagnia e naturalmente la vittoria, che in parte è arrivata inaspettata. Ho ricevuto tantissimi complimenti, anche da persone che non sentivo da tempo, e persino dai miei pazienti sul lavoro».

Paola, raccontaci com’è andata la tua gara

«Ricordo bene innanzitutto la partenza, perché non c’era praticamente nessuno, solo lo striscione. Il pubblico, invece, numeroso e molto caloroso, lo abbiamo incontrato in un piccolo villaggio circa a metà gara. La prima parte della prova era abbastanza tranquilla, anche se piuttosto tecnica e senza forti pendenze. Sono partita senza esagerare, rimanendo nelle prime dieci posizioni.

A metà gara eravamo rimaste in quattro. Da quel momento le pendenze sono aumentate e ci sono stati anche alcuni passaggi sulla roccia, che è proprio il mio terreno ideale. Siamo rimaste in tre: Benedetta Broggi, l’olandese Van Dongen e io. Benedetta è stata la prima a cedere, mentre tra me e l’olandese è iniziato una sorta di testa a testa.

Ho stretto i denti, lavorando molto anche con i bastoni, fino alla parte conclusiva, diventata un po’ più facile ma senza riferimenti precisi su quanto mancasse al traguardo. Alla fine mi è andata bene. Il distacco è stato davvero contenuto: appena nove secondi».

Ti aspettavi una vittoria?

«Sono arrivata preparata, anche se forse lo ero meno rispetto ad altre prove. Temevo soprattutto le spagnole, ma l’amica Benedetta, che aveva avuto la possibilità di visionare il percorso, mi aveva tranquillizzata: era un tracciato adatto alle mie caratteristiche.

D’altra parte mi ero detta che questa avrebbe potuto essere la mia ultima gara a livello internazionale e quindi ci tenevo particolarmente a fare bene. Tutto ha funzionato talmente bene che ora ho qualche dubbio sul fatto che non ritenterò anche in futuro una prova del genere… Di certo non smetterò di gareggiare, anche se gli anni passano anche per me».

Come ti sei preparata?

«Ho la fortuna di vivere in una famiglia di sportivi e anche con mio marito Elia, a sua volta atleta di lungo corso, è più facile organizzarsi, anche considerando la famiglia e le nostre due bambine.

In agosto abbiamo fatto un bel campo d’allenamento in Engadina. Di regola corro per un’ora, un’ora e un quarto al massimo. In Ticino mi piace, per esempio, il tracciato che da Rivera sale fino alla capanna del Tamaro. Non è raro nemmeno che scenda in bicicletta fino a Taverne e da lì salga all’Alpe Moschera, per poi rientrare a Bigorio.

Se mi piace la salita, non apprezzo invece particolarmente la discesa, perché mi crea qualche piccolo fastidio, per esempio alla schiena».

Eravate in tre ticinesi…

«È vero, anche se non abbiamo avuto grandi contatti perché non eravamo vicini durante la gara. Io ero con la nazionale italiana e devo dire che sono stati tutti molto gentili. Ho apprezzato soprattutto la loro grande organizzazione.

Sia Fiorillo che Marco si sono comportati molto bene. Marco è ormai una certezza, con tanti successi alle spalle, mentre Fiorillo è sicuramente molto forte, soprattutto considerando la giovane età».

Ora Paola si gode il momento e le emozioni di un titolo mondiale arrivato al termine di una stagione straordinaria. Ma non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. Il prossimo appuntamento è già fissato: il 27 settembre sarà infatti al via della Monte Brè Run, inserita nel programma della StraLugano.

Leggi anche: Paola Stampanoni è campionessa del mondo: oro nella vertical di skyrunning; Paola Stampanoni d’argento anche agli Europei di vertical

Paola Stampanoni (al centro) in compagnia di Benedetta Broggi e dell’olandese Everarda Van Dongen.

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