Sci di fondo: sport ecologico e molto salutare

La prima volta che ho calzato un paio di sci di fondo è stato al ginnasio durante un corso polisportivo a Splügen. A quei tempi – siamo a metà anni ‘70 – gli sci erano ancora piuttosto rudimentali, due asticelle di legno che garantivano un equilibrio precario. Facile quindi immaginare che i primi tentativi furono assai goffi e traballanti.

Quest’anno sono tornato su questo tracciato che prende avvio dal villaggio di Splügen, nei Grigioni, ed è stata ancora una volta una bella emozione scivolare lungo i pendii che costeggiano il fiume, malgrado la rigida temperatura… attorno ai -8°C!

Ma poi, una volta prese le misure, le sensazioni sono subito cambiate: ed è stato un vero piacere percorrere le piste della Rheinwald attraversando pinete e vecchi ponti in legno in un paesaggio fiabesco e spettacolare allo stesso tempo, ma soprattutto nel silenzio della natura e del proprio respiro.

Lo sci come mezzo di locomozione nasce nei paesi nordici: per agevolare la caccia e la pesca, quindi per rendere più veloci gli spostamenti sulla neve, questi popoli adottarono nel passato delle lunghe assi ricurve per scivolare meglio sul manto bianco e inseguire cervi e bisonti. Dalla metà dell’Ottocento lo sci di fondo assunse anche connotati sportivi e da allora l’attrezzatura ha avuto un costante miglioramento.

Perché il problema, alla fine, è sempre stato quello di rendere lo scivolamento il meno faticoso e più veloce possibile. Obiettivo che si è attuato con il miglioramento della qualità dei materiali che permette oggi a campioni come il nostro Dario Cologna e agli altri atleti della Coppa del Mondo di sfrecciare nella tecnica dello skating (passo pattinato) a più di quaranta orari.

Lo sci di fondo, sport ecologico e molto salutare, ha vissuto un notevole sviluppo in questi anni vedendo crescere esponenzialmente il numero dei praticanti. È apprezzato forse soprattutto perché sposa la filosofia del turismo lento, dell’andare senza fretta godendosi la magia e la bellezza del paesaggio.

Certo, ci vuole anche un minimo di preparazione. Un po’ di corsa per la base aerobica, qualche seduta in palestra per il rafforzamento muscolare e il più è fatto. Poi, per chi si avvicina, è naturalmente necessario acquisire un po’ di tecnica. E allora è bene fissare un appuntamento con un istruttore per avere le giuste “dritte” e partire con le basi corrette.

Resta il fatto che se praticato ad un certo livello lo sci di fondo rappresenta un’alternativa ideale nel periodo invernale per chi si cimenta in altri sport di resistenza, come la corsa o il ciclismo. La sua pratica permette di mantenere un alto livello di rendimento, allenando tutti i distretti muscolari, con in più la possibilità di non infortunarsi perché questa disciplina, a differenza ad esempio della corsa, a livello di impatto con il suolo è molto meno traumatica.

In Ticino ci sono diverse possibilità per praticare questo sport, anche se il centro per antonomasia è quello di Campra divenuto, grazie alla ristrutturazione, ancora più bello e funzionale. Un investimento molto importante e che assicurerà anche in futuro, a tutti gli appassionati, la possibilità di beneficiare di questa “nuvoletta di benessere” che regala ogni volta lo sci di fondo.

L’evento: la Maratona Engadinese

È il più grande evento di sci nordico in Svizzera, il secondo al mondo. Ogni anno attira in Engadina tra i 12 e i 13 mila sportivi provenienti da 60 nazioni. Misura 42 chilometri e si sviluppa tra Maloja a S-chanf. L’edizione di quest’anno della Maratona Engadinese è stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al covid. L’appuntamento per gli appassionati è dunque rinviato – almeno così si spera! – al prossimo anno.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Nicola Domenighetti vincitore della Ticino 500 a Roveredo

Nicola Domenighetti vince la Ticino 500: 500 chilometri attraverso le Alpi

Nicola Domenighetti è il primo vincitore della Ticino 500, al termine di uno straordinario viaggio di oltre 500 chilometri attraverso le Alpi svizzere meridionali. Il ticinese ha tagliato il traguardo di Roveredo in 174 ore e 2 minuti, dopo giorni e notti di fatica, salite e grande determinazione. Alle sue spalle si sono classificati Pirin Galov, secondo, e Koichi Hirose, terzo. Una grande impresa di endurance e un successo che entra nella storia della prima edizione della Ticino 500.

leggi tutto »
Ticino Wildlands 500 2026, ultra trail di 500 km sulle montagne del Ticino.

Ticino Wildlands 500: 500 chilometri nel cuore selvaggio del Ticino

500 chilometri, 40.000 metri di dislivello e un massimo di 250 ore: la Ticino Wildlands 500 è una delle sfide di endurance più estreme mai proposte in Ticino. Partita da Roveredo l’8 agosto 2026, attraversa montagne, valli e sentieri del Cantone, spingendo i partecipanti ben oltre i limiti della normale corsa. Un viaggio estremo nella natura, ma anche una straordinaria prova di resistenza, capacità di adattamento e forza mentale.

leggi tutto »
Triathlon Locarno 2026 sul Lago Maggiore.

Triathlon Locarno 2026: sport, passione e Campionati svizzeri sul Lago Maggiore

Il 5 e 6 settembre 2026 torna uno degli appuntamenti più longevi del triathlon svizzero: il Triathlon Locarno, nato nel 1984 e ormai diventato una tradizione dello sport ticinese. L’edizione di quest’anno sarà particolarmente importante perché Locarno ospiterà i Campionati Svizzeri di Triathlon sulla Distanza Media. Due giornate nelle quali campioni, amatori, giovani e famiglie si ritroveranno sulle rive del Lago Maggiore, tra nuoto, bicicletta, corsa, passione e voglia di stare insieme.

leggi tutto »

Innaffiare prati e giardini in tempo di canicola: necessità o contraddizione?

In piena canicola, mentre fiumi e laghi sono ai minimi e l’acqua comincia a scarseggiare, c’è ancora chi dedica tempo e litri d’acqua a mantenere perfettamente verde il proprio praticello. Nulla di vietato, magari, se il Comune non ha ancora imposto restrizioni. Ma è davvero necessario? Forse, in situazioni come questa, il buon senso dovrebbe arrivare prima del divieto. Perché un prato giallo può aspettare. L’acqua, invece, no.

leggi tutto »