“Donne e sport: binomio vincente”, oggi su “ExtraSette”

Donne e sport: binomio vincente

“Se c’è un dato inconfutabile è la crescita di donne attive in ambito sportivo, il cui numero è aumentato in maniera significativa in questi ultimi anni. Basta guardarsi attorno: la presenza di donne che corrono o pedalano, che nuotano o frequentano delle palestre e dei centri fitness o praticano altri sport è sempre più numerosa…”

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere”) parlo del numero sempre crescente di donne attive in uno sport. In Svizzera la percentuale è ormai vicina a quella degli uomini. Una conferma anche dall’alto numero di partecipanti alla Ladies Run di domenica scorsa a Lugano. Buona lettura!

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“Il peso influenza la prestazione”, oggi su “ExtraSette”

IL PESO INFLUENZA LA PRESTAZIONE

C’è un aspetto fondamentale nella ricerca del migliore risultato nella corsa a piedi (ma anche in bicicletta) ed è il peso corporeo.

Un fisico asciutto e con poca massa grassa permette di ottenere risultati molto vicini al nostro massimo potenziale. Basta guardare gli atleti di punta, tutti molti magri.

Sono stati fatti dei calcoli approssimativi sui miglioramenti che ci possono essere a dipendenza del peso corporeo e le indicazioni sono davvero sorprendenti.

Di questo parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”).

Buona lettura e buon weekend a tutti!

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“Per migliorare corsa e velocità”, oggi su “ExtraSette”

COME MIGLIORARE LA VELOCITÀ NELLA CORSA

Ci sono persone che pur correndo con regolarità non riescono a migliorare i propri tempi nella corsa a piedi. Ciò è spesso dovuto al tipo di allenamento, in particolare se non si prevedono delle sessioni a ritmi più sostenuti, le cosiddette ripetute che vanno comunque svolte a un’intensità commisurata al proprio livello.

Ne parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) a p. 16.

Buona lettura e buon weekend a tutti!

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“Per dimagrire una lunga corsa”, oggi su “ExtraSette”

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Le proprietà benefiche del nuoto su “ExtraSette”

Lo ammetto: sono un grande frequentatore di… piscine! Da sempre, direi. Il perché è facile da spiegare: semplicemente sono attratto da questo specchio d’acqua azzurra. Irresistibilmente. Come ne vedo una, di piscina, non importa dove, voglio subito entrarci per fare qualche vasca…

Bisogna dire che in genere le piscine sono collocate in posti molto belli, a volte incantevoli. Prendiamo il nostro Ticino. I tre principali stabilimenti balneari, quelli di Lugano, Bellinzona e Locarno, sono davvero straordinari. Diversi uno dall’altro, ma tutti assolutamente magnifici.

E in queste belle e calde giornate estive diventano ancora più irresistibili e attraenti.

Nel luganese ne conosco altri, come ad esempio la piscina di Carona, oppure la Conca d’Oro di Paradiso o, ancora, il lido di Bissone affacciato sul lago. Davvero per chi ama nuotare c’è quasi l’imbarazzo della scelta e oggi c’è spesso, anzi quasi ovunque, la possibilità di nuotare in corsia, agevolando di molto chi ama…  macinare chilometri.

E poi nuotare fa bene. Direi, “soprattutto” fa bene. Lo sappiamo tutti. Il nuoto è tra gli sport più completi. Con in più un vantaggio: quello di non caricare gli arti inferiori, come ad esempio avviene con la corsa a piedi. Per questo lo consiglio sempre come attività complementare per chi corre.

Nuotare mi fa stare bene perché penso che è un’attività connaturata alla mia natura: quando esco dalla piscina sono sempre carico di buonumore e benessere. Una sensazione, tra l’altro, che condivido con molti altri…

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) parlo proprio del nuoto e delle sue indiscutibili proprietà benefiche! Da non perdere!

Buona lettura e buon we a tutti! J

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“Allenamenti strutturati, un miglior rendimento”

“Un concetto basilare per chi fa attività fisica con lo scopo di progredire e migliorare è quello di dare un minimo di organizzazione ai propri allenamenti. Chi non si pone degli obiettivi e non pianifica un programma di allenamenti difficilmente riuscirà a progredire.”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento allegato al “Corriere del Ticino”) alle pagine 16-17 trovate un mio contributo su come strutturare gli allenamenti per un migliore rendimento: fase di riscaldamento, nucleo centrale e defaticamento.

Buona lettura e buon sport a tutti! 

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Le insidie dell’overtraining, oggi su “ExtraSette”

LE INSIDIE DELL’OVERTRAINING

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) parlo di overtraining, una problematica di cui occorre sempre tenere presente per chi svolge uno sport a livello amatoriale e quindi spesso non è seguito da medici sportivi o preparatori qualificati.

“Andare in sovrallenamento”, come si dice in gergo, è più facile di quanto possa sembrare, soprattutto per chi si allena un po’ a caso e senza avere un vero piano, e può causare diversi problemi tra cui stanchezza cronica, infortuni, nervosismo e impossibilità di progredire.

Si ritiene che questa sindrome interessi un numero significativo non solo di atleti professionisti, ma soprattutto amatoriali. Ovvero di gente “normale” che prepara delle competizioni a volte anche molto ambiziose, in un quadro di vita però già molto sollecitato.

È infatti importante considerare i fattori di stress che entrano in gioco per chi non fa dello sport una professione ma un passatempo: lavoro, impegni familiari, ecc. In questo caso tutti fattori che pesano sulle nostre giornate a che se accumulati ad allenamenti troppo pesanti rischiano, appunto, di farci andare in overtraining.

Per molti l’attività fisica serve proprio per scaricare lo stress accumulato in giornata. Questo è senz’altro corretto, a patto però che non si vada oltre una certa misura e quindi si esageri nelle ore di allenamento.

Buona lettura e buon weekend a tutti!

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I benefici del “Nordic walking”, oggi su “ExtraSette”

“NORDIC WALKING”, A SPASSO CON DUE BASTONCINI

Sono sincero. Amo ogni tipo di sport, soprattutto quelli all’aria aperta. Corsa, bicicletta… ma anche attività emergenti come il “Nordic walking”, la camminata a passo spedito con l’ausilio di due bastoncini. Sport ideale per stare insieme ad altre persone, per scoprire il territorio, ma anche utile per chi vuole iniziare un’attività aerobica, oppure si è magari infortunato e deve riprendersi. Ne parlo oggi nelle mia rubrica settimanale su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del Corriere del Ticino) Buona lettura! 

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Quei chiletti di troppo… che ci rallentano nella corsa

L’IMPORTANZA DEL PESO-FORMA

Il tema di oggi della mia rubrica “Il benessere dello sport” (pubblicata come di consueto sul settimanale ExtraSette allegato al “Corriere del Ticino” del venerdì) affronta la problematica del peso-forma, decisamente molto importante negli sport di resistenza e in particolar modo nella corsa a piedi.

Nel quadro del peso corporeo, occorre soprattutto tenere in considerazione il rapporto tra “massa grassa” e “massa magra”. In particolare l’indice di massa grassa (che viene determinata in base ad un apposito controllo) non deve essere superiore, per un atleta amatoriale che si allena 3-4 volte la settimana, al 15%, rispettivamente al 20% per le donne.

L’esame dell’indice di massa grassa è molto importante e non necessariamente è legato al fatto che uno sembra grasso o magro. Ci sono infatti soggetti apparentemente magri che presentano un indice maggiore rispetto ad individui “corpulenti” dove però predomina la massa magra (muscoli).

Nella corsa come nel ciclismo, è come detto fondamentale avere una massa grassa ridotta ai minimi termini: questo per evitare di portarci appresso una “zavorra” che a nulla serve se non ad affaticarci ulteriormente. Insomma, occorre evitare di portarci appresso un peso, come se fosse un sacco in spalla, assolutamente inutile.

Come illustro nel testo, sono stati fatti dei calcoli per determinare la perdita in termini di prestazione nel caso di atleti che presentano un peso corporeo superiore al peso-forma. Ebbene, ne è emerso che ad esempio un atleta che pesa 4,5 chilogrammi in più del proprio peso-forma deve calcolare una perdita di circa due minuti e trenta secondi in una prova sui 10 chilometri.

Decisamente non poco!

È vero che è un dato che non sempre e non in tutti i casi viene confermato. Per quel che mi concerne, devo però dire che effettivamente se raggiungo il mio peso forma di 78 kg (per 185 cm di altezza) riesco ad ottenere i miei migliori risultati, sia nella corsa che in bicicletta.

Inoltre, e anche questo è un aspetto da non sottovalutare, se si è più leggeri si ha la possibilità di allenarsi più spesso e più a lungo, con minori rischi di infortunarsi. Insomma, essere magri e con un peso-forma ideale spesso è davvero decisivo per ottenere dei risultati che rispecchiano veramente le nostre potenzialità.

Leggi anche: Ricominciare con prudenza; Trovare tempo per se stessi; La corsa, che passione!; Turismo lento e sci di fondo; Dare sempre il meglio di sé; Se il corpo lo segnala è meglio rallentare; L’allenamento e i suoi principi; L’attività fisica aiuta lo studio; Correre da soli o in compagnia?; Il mio rapporto con lo sport

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“Meglio correre da soli o con altri?”, oggi su “ExtraSette”

È meglio correre da soli o in compagnia? È questo il tema che affronto oggi nel mio contributo su “ExtraSette”, rivista settimanale del venerdì allegata al “Corriere del Ticino”.

Devo dire che nel corso degli anni ho avuto occasione per sperimentare entrambe queste “opzioni”. E in entrambi i casi si possono intravvedere dei punti favorevoli e interessanti.

Correre da soli, ad esempio, ci consente di vivere un momento tutto nostro. In modo davvero profondo. È l’occasione per apprezzare il “qui e ora”, le particolarità e le bellezze del posto in cui ci troviamo e stiamo correndo, per lasciare che la mente si liberi e rincorra pensieri positivi…

Ma anche correre in compagnia, ha i suoi lati interessanti. Non solo perché, appunto, si beneficia della presenza di altre persone, ma anche perché in gruppo è più facile “infilare” degli allenamenti di qualità che spesso da soli sarebbero troppo duri da affrontare.

E si sa che la “qualità” è fondamentale se si vuole migliorare nella corsa a piedi.

Insomma, la corsa ci offre entrambe le opportunità. Sta a noi decidere quale scegliere a dipendenza delle nostre inclinazioni e interessi (anche del momento).

Per quanto mi riguarda, come ho detto all’inizio e come sottolineo anche nell’articolo, a me piace sia correre da solo che in compagnia. In quest’ultimo caso mi succede soprattutto la domenica mattina, quando esco con un gruppo di amici molto affiatato (gruppo che ha preso il nome di “PANDA”, dalle iniziali dei nomi dei suoi componenti “storici”).

Un gruppo che a volte si “allarga” con la presenza e l’arrivo di un nuovo amico sportivo che decide di aggregarsi magari solo una volta ogni tanto, e grazie al quale l’uscita assume un sapore certamente ancora più bello e coinvolgente.

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