Le attività fisiche più salutari, oggi su “ExtraSette”

LE ATTIVITÀ FISICHE PIÙ SALUTARI

Le ricerche scientifiche, su questo punto, parlano chiaro: fare attività fisica fa senz’altro bene in generale, anche se non tutti gli sport, in realtà, sono salutari o lo sono nella stessa misura.

Quali sono allora gli sport che fanno meglio alla salute? Ne parlo oggi nella mia rubrica “Il benessere dello sport” che, come di consueto, trovate su “ExtraSette”, settimanale del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Buona lettura e buon weekend, ma soprattutto buona attività fisica a tutti!!

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Riemerge il doping: sospetti su un medico sportivo svizzero

Ormai ci siamo abituati. A scadenze regolari il problema del doping riemerge. Puntualmente. Come un fuoco mai spento e che si riattizza al primo colpo di vento.

Un colpo di vento che può essere generato, ad esempio, da una nuova inchiesta e da nuovi sospetti.

L’ultimo caso ci tocca anche abbastanza da vicino, almeno da un punto di vista “geografico” dal momento che riguarda un medico sportivo bernese, oltretutto appassionato di triathlon, caso che sta suscitando un certo scalpore, soprattutto oltre Gottardo.

E che non poteva giungere all’orecchio anche di molti appassionati di sport di endurance del resto della Svizzera, Ticino compreso.

Stando ad un articolo apparso sul sito online della Neue Zürcher Zeitung del 31 gennaio scorso, su questo medico ci sarebbero dei sospetti circa un uso illecito di sostanze dopanti e in particolare riguardo la loro prescrizione ad atleti di sport di resistenza.

I sospetti, frutto di una indagine effettuata in cooperazione con dei media stranieri, tra cui la televisione tedesca ARD e la giovane rivista online Republic sembrerebbero rivelare delle scottanti verità.

In particolare, stando a quanto riportato dalla testata zurighese, grazie ad una telecamera nascosta il medico verrebbe filmato (guarda il video) mentre fornisce testosterone a un giovane atleta per aumentare le prestazioni.

Evidentemente non è nostro compito aggiungere altro a quanto riportato nell’articolo. L’indagine, se farà il suo corso, metterà certamente a fuoco questa scottante vicenda che chiede di essere chiarita.

Resta però, indipendentemente dall’esito delle indagini, una legittima preoccupazione rispetto al nostro sport, il triathlon, che ne risulta indirettamente coinvolto.

Questo perché il medico in questione pare che sia un personaggio noto nell’ambiente della triplice disciplina, soprattutto d’oltralpe, essendo un atleta attivo, con anche delle partecipazioni all’Ironman delle Hawaii. E c’è pure chi conferma di averlo visto pedalare e allenarsi anche in Ticino.

Per tale ragione la nostra speranza “segreta” è quella di vedere il medico scagionato da ogni colpa e quindi il triathlon ripulito da ogni eventuale sospetto, chiaramente nefando, di cui veramente questo sport non ha bisogno.

Ma se le cose dovessero andare diversamente, sarà allora necessario alzare la guardia per difendere l’integrità di una disciplina troppo bella e affascinante per essere infangata dal doping.

Leggi anche:

SonntagsBlick

Neue Zürcher Zeitung

Video televisione tedesca ARD

Sito online Republik

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Che cos’è l’allenamento e quali sono i suoi principi?

     … sebbene esistano dei principi fondamentali per l’allenamento, validi in fondo per tutti, dall’atleta di punta all’amatore, ognuno deve comunque adattare gli allenamenti alla propria specifica situazione e alla propria individualità… – N. Pfund

 

Oggi sempre più persone praticano uno sport di resistenza: corsa a piedi, bicicletta, nuoto, walking, sci di fondo, ecc. Lo si fa per stare bene, per il piacere di raggiungere degli obiettivi, per condividere con altre persone delle esperienze di vita qualitativamente significative.

Come ho già sottolineato in altre occasioni, si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale, di un cambiamento epocale che sta avendo in questi anni forse il suo punto di maggiore espansione se si considerano i numeri dei praticanti.

Il cambiamento sta soprattutto nell’approccio della gente allo sport: non più da semplice spettatore come avveniva prevalentemente in passato, ma da sportivo attivo, responsabilmente coinvolto.

Non più – aggiungerei ancora – in un’ottica solo competitiva e prestativa, ma rivolta principalmente alla ricerca del benessere, del piacere di fare sport e movimento, soprattutto in un contesto naturale.

Tutto questo è veramente significativo e ha un’importanza non da poco. Questo perché in molte persone è avvenuto un cambiamento dove al non fare nulla per sé e al subire delle situazioni, si è voluto concretamente “prendere in mano” la propria vita e il proprio destino, in questo caso cercando delle soddisfazioni attraverso lo sport.

Fin qui tutto bene e non c’è che da rallegrarsene.

Quello che constato spesso è che molta gente che ha iniziato a praticare una disciplina lo fa in maniera molto spontanea, senza sapere cosa esattamente sta facendo.

Mi riferisco all’allenamento. Chi è veramente consapevole di cosa succede al proprio organismo quando si corre e di come ci si deve comportare per migliorare le proprie prestazioni e per non incorrere negli infortuni?

Che cos’è dunque l’allenamento e che effetti produce sul nostro fisico? Ma soprattutto quali sono i principi fondamentali dell’allenamento di cui è sempre necessario tenere presente?

Eccoli spiegati qui di seguito in una forma semplice e comprensibile.

 

CHE COS’È L’ALLENAMENTO?

Per allenamento si intende l’insieme degli esercizi cui viene sottoposto l’organismo con un’intensità crescente, allo scopo di ottenere un adattamento progressivo che gli renda possibile sopportare carichi di lavoro sempre maggiori con un sempre minore dispendio d’energia e quindi con un sempre minore affaticamento, fino al limite delle capacità individuali.

L’allenamento rappresenta quindi, dal punto di vista fisiologico, uno stress, poiché comporta delle modificazioni, provocate da stimoli esterni, nell’attività dei più importanti sistemi dell’organismo umano. Il nostro corpo ha perciò la capacità di reagire e adattarsi a situazioni esterne: se organizziamo questi stimoli in modo mirato produrremo pertanto nel nostro organismo delle modifiche che ne miglioreranno le funzioni nell’ottica desiderata.

Questo significa che ogni sport richiede un allenamento specifico e particolari esercizi. Così è anche per la corsa. Lo scopo di ogni processo allenante dovrebbe essere quello di permettere a ciascuno di raggiungere il massimo risultato, compatibile con le proprie potenzialità naturali e con l’impegno e la disponibilità individuale.

Da ciò consegue che non tutti potranno ottenere, indipendentemente dall’efficacia e dalla correttezza degli allenamenti, gli stessi risultati, che saranno determinati dalle differenti potenzialità di ciascuno. Ovvero da come madre natura ci ha fatti.

 

PRINCIPI DELL’ALLENAMENTO

Sono sei i principi dell’allenamento. Sono facili ed evidenti. È importante conoscerli se si vuole migliorare ma soprattutto se si vuole evitare gli infortuni.

. Principio della progressività dei carichi: l’allenamento deve rispettare una progressività sia nella quantità che nella qualità. Si deve quindi sempre iniziare con esercizi facili e poco impegnativi per aumentare con il tempo, molto blandamente, l’intensità degli stimoli e dello sforzo.

. Principio della continuità del carico: l’allenamento va praticato con continuità e costanza, quindi senza interruzioni prolungate, per non perdere gli adattamenti raggiunti.

. Principio della varietà: per evitare fatica eccessiva e monotonia, occorre trovare il modo per rendere l’attività variata e divertente. Nella corsa, ad esempio, prevedendo diversi tipi di allenamento su percorsi variati, da soli o in compagnia.

. Principio della supercompensazione: è l’alternanza fra periodi di lavoro e momenti di riposo in modo da consentire una rigenerazione delle energie e un buon recupero muscolare.

. Principio della programmazione: come in ogni attività, i migliori risultati si ottengono se si procede con un programma ben preciso e non casualmente.

. Principio della personalizzazione del proprio allenamento: essere flessibili e adattare ogni piano di allenamento alle proprie caratteristiche e possibilità. Ognuno è diverso dall’altro, quindi ci sarà un piano di allenamento a misura di ciascuno.

Leggi ancheL’importanza del peso corporeo negli sport di resistenzaAvere un piano di allenamentoCorrere per meditareMigliorare la velocità nella corsaDimagrire con la corsa; La corsa è benefica se moderatamente intensa

Fonte: A-Z fitness; Triathleta per passione; La filosofia del Jogger

Foto: Getty Images

Sotto: Grafico raffigurante il principio della supercompensazione. L’allenamento rappresenta, dal punto di vista fisiologico, uno stress, che comporta delle modificazioni nell’attività dei più importanti sistemi dell’organismo umano. Il nostro corpo reagisce alla somministrazione di stimoli allenanti, nella fase  recupero e di riposo, mettendo in atto una serie di processi. Attraverso questi processi le riserve di energia si rigenerano permettendo, però, come si può notare nell’immagine, non solo di raggiungere il livello iniziale di energia, ma bensì di superarlo. Ecco spiegato, in estrema sintesi, il principio della supercompensazione. Da cui consegue che l’aumento della forma fisica “passa” necessariamente attraverso l’alternanza tra sforzo fisico e recupero (tratto da: Triathleta per passione, p. 103).

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Quando aprire un sito personale diventa un successo

UN SITO CHE FUNZIONA!

Aprire il tuo sito personale e ritrovarsi dopo qualche mese già con dei numeri relativi alle visite (fornite da Google Analytics, quindi una fonte molto attendibile e curata) piuttosto importanti: quasi centomila visualizzazioni e una novantina di paesi coinvolti! Utenti dalla Svizzera e dall’Europa soprattutto, gli altri provenienti un po’ da tutto il mondo. So che in genere sono numeri destinati a crescere, come è stato per il mio blog (sempre attivo e aggiornato) “Triathlon, che passione!”, che “viaggia” ormai attorno alle ottocento-mille visualizzazioni al giorno, anche se per motivi di tempo non pubblico sempre con regolarità.

AFFERMAZIONE TUTT’ALTRO CHE SCONTATA

Devo essere sincero, non me l’aspettavo. Perché la creazione di ogni sito/blog è sempre un’avventura. Che può andare bene, come è senz’altro nel mio caso, ma che può anche non avere un lieto fine. E le statistiche, spesso impietose (ma realistiche), ci dicono che questi ultimi casi sono di gran lunga più frequenti dei primi. Addirittura solo un 5% dei siti/blog personali riesce ad imporsi. Per gli altri il destino è quello di esaurirsi e perdere d’interesse quasi da subito.

QUALITÀ, AFFIDABILITÀ E CURA DEI CONTENUTI

Sui fattori che hanno permesso al mio sito, ma anche al blog “Triathlon, che passione!” – che peraltro si occupano di temi sì di grande interesse, ma pur sempre di “nicchia” – di emergere è forse possibile azzardare qualche ipotesi. Tra cui la prima e probabilmente la più importante, è quella che peraltro mi è sempre stata riconosciuta da molti: la qualità, l’affidabilità e la cura dei contenuti.

CONTINUITÀ, COLLOCAZIONE “GEOGRAFICA” E INTERESSE PER I TEMI

Un altro fattore è senz’altro quello della continuità nella proposta degli articoli, mentre non è neppure da dimenticare la collocazione per così dire “geografica” del mio sito, che si colloca a cavallo tra nord e sud, tra la realtà del settentrione e quella del meridione d’Europa.

Un ultimo fattore che mi sembra di poter individuare è senz’altro quello dell’interesse verso gli sport di resistenza come il triathlon, la corsa e la bicicletta, sport futuristici in quanto, meglio di altri, permettono una realizzazione personale. Insomma, discipline dagli alti valori anche formativi ed etici.

Valori che, in una società come la nostra, ammalata di superficialità, sono sempre più ricercati.

ECCO I DATI STATISTICI DI UNA GIORNATA-TIPO

Nell’immagine in alto si può vedere, a titolo d’esempio, il quadro statistico della giornata di ieri, giovedì 9 novembre 2017. Una giornata come molte altre che ha dato i seguenti valori statistici: 404 utenti unici, 454 sessioni e 920 visualizzazioni di pagina.

Direi davvero non male per un sito personale, che ripaga degli sforzi (fatti comunque sempre con piacere) nella redazione di ciascun post.

Quel che è certo è che da parte mia non può che giungere un sincero e sentito ringraziamento a tutti voi lettori e internauti che fino ad oggi mi avete seguito sia su questo sito che sul mio blog “Triathlon, che passione!”, ma pure sui miei social media (Facebook, Twitter, Instagram). Con la speranza che continuiate a farlo anche in futuro! GRAZIE!

Foto sotto: Dati statistici degli utenti che da circa tre anni e mezzo hanno visitato il mio blog “Triathlon, che passione”. Anche qui, come ben si può vedere, il pubblico è davvero internazionale!

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Daniela Ryf grande favorita all’Ironman Hawaii

Daniela Ryf sogna di entrare nella leggenda del triathlon. Nella notte di sabato su domenica la solettese potrebbe conquistare l’Ironman delle Hawaii per la terza volta di fila. L’ultima donna che ha realizzato un simile exploit è stata la campionessa del mondo Chrissie Wellington, che si impose dal 2007 al 2009.

Un’altra elvetica, Natascha Badmann, aveva centrato un tris fra il 2000 e il 2002. Dovesse raggiungere l’obiettivo, la Ryf diventerebbe la sola triathleta a firmare l’exploit a 30 anni. Le altre sportive erano tutte più mature. «Daniela è stata la migliore in assoluto», aveva precisato il suo allenatore Brett Sutton dopo la gara dello scorso anno, quando la sua pupilla aveva chiuso con tanto di record alle Hawaii: 8h46’46’’. Dopo aver dominato la tratta in bici, la solettese aveva centrato il suo primato personale nella maratona (2h56’52’’).

In questa stagione, oltre alla tripletta alle Hawaii, Daniela Ryf ha la possibilità di puntare alla doppietta, come nel 2015, campionato del mondo di Ironman e Ironman 70.3. Ma non solo: insegue anche il jackpot di un milione di dollari per un ulteriore exploit dopo quello di due anni fa.

Nel suo mirino ci sono anche le gare di media distanza dell’Ironman. Dopo aver conquistato quella di Dubai e il Mondiale 70.3 negli Stati Uniti, punterà ad una terza corona il 25 novembre nel Bahrein. In campo maschile gli elvetici più quotati sono Ronnie Schildknecht, Ruedi Wild e Jan van Berkel. Tutti puntano a un posto tra i top 10.

STARTING LIST IRONMAN HAWAII 2017

Fonte: Triathlon, che passione!

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Adriano Engelhardt: “A Nyon un podio inatteso”

Non si è ancora spenta la eco sui recenti Campionati svizzeri di Nyon, dove i triatleti ticinesi si sono messi in bella evidenza conquistando ben due ori con Bruno Invernizzi e Sasha Caterina, due argenti con Rachele Botti e Adriano Engelhardt e un bronzo con Alice Fritzsche.

In occasione di questo appuntamento gli occhi erano puntati forse soprattutto su Adriano Engelhardt, la grande novità di quest’anno per il movimento della triplice in Ticino, che dopo il debutto di Zurigo nella “Short distance” il 29 luglio scorso, dove ha chiuso al quarto posto assoluto, si cimentava per la prima volta in una gara su distanza olimpica (1,5 km a nuoto, 40 km in bici, 10 km a corsa).

Chiunque “mastichi” un po’ di triathlon non farà fatica a capire come il passaggio di Engelhardt al mondo della triplice rappresenta qualcosa di estremamente importante poiché si tratta di un atleta con grandi capacità e quindi ottime prospettive per il futuro nella disciplina. Ne fanno stato le qualità già espresse dal 24enne locarnese (peraltro “figlio d’arte”: i genitori entrambi grandi sportivi, con la mamma Paola che è stata tra le prime donne ad avere portato a termine un Ironman in Ticino) nell’atletica, dove per alcuni anni ha dominato la scena nelle prove di mezzofondo, dei cross e dei 3000 siepi.

Come visto, a Nyon Adriano (nelle foto d’apertura insieme a Lukas Oehen in occasione di un cross e, in basso a destra, con Mattia Monighetti di Kerforma Switzerland) ha chiuso al secondo posto nella propria categoria e quarto assoluto, malgrado abbia iniziato a nuotare e a pedalare “seriamente” solo da due-tre mesi, e sebbene non sia ancora al “top” delle sue possibilità nella corsa a piedi. Questo non gli ha comunque tolto la soddisfazione di ottenere il miglior “crono” assoluto nella tratta conclusiva di 10 chilometri, portata a termine in un eloquente 33’37’’!

Risultati e tempi che parlano da sé. E che aprono sicuramente nuove e belle prospettive per il triathlon ticinese dei prossimi anni. L’arrivo di Engelhardt nel gruppo che comprende anche Sasha Caterina, Gioele Cereghetti e Alex Trabucchi del TriUnion del coach Christophe Pellandini, unitamente alle citate Alice Fritzsche e Rachele Botti non fa che rafforzarne ulteriormente la base. Con la concreta prospettiva di vedere tra non molto qualcuno di questi atleti protagonista ai massimi livelli.

Con Adriano, che ora si sta preparando con puntiglio per l’appuntamento “casalingo” del Triathlon di Locarno (3 settembre), ci siamo intrattenuti brevemente chiedendogli anzitutto come si trova in questa nuova “veste” di triatleta.

“Il triathlon è una sport che mi ha sempre appassionato, ma che negli ultimi 8 anni ho lasciato da parte per dare priorità all’atletica leggera. Riprendendo con gli allenamenti di nuoto e di bici nelle ultime settimane ho avuto la possibilità di scoprire nuove sensazioni e programmi di allenamento. Posso dire di aver trovato nuovi stimoli. Infatti trovo estremamente affascinante la possibilità di unire tre sport così ricchi di storia in un’unica disciplina”.

Come ti trovi nelle varie discipline?

“A livello di feeling personale posso dire che pratico più volentieri il nuoto e la corsa. La bicicletta è ancora un mondo da scoprire: devo ancora trovare i miei punti di riferimento e comprendere appieno le metodiche di allenamento. Ma una cosa che mi sembra di aver capito è che non ci si può limitare ad allenarsi nelle tre diverse discipline come fossero momenti isolati. Bisogna tener conto di un continuo, che parte dalle prime bracciate e che arriva alle ultime falcate, passando dai pedali e da due zone cambio”.

Parlaci della tua gara a Nyon

“A Nyon affrontavo il mio primo triathlon olimpico ed ero piuttosto nervoso, questo perché passare dal mezzofondo (dove le gare  durano al massimo una quindicina di minuti) ad una gara di più di 2h era una bella sfida. Il mio fine era quello di dosare al meglio le energie ed accumulare quanta più esperienza possibile per i prossimi appuntamenti. Quando sono sceso dalla bici in sesta posizione e ho visto che recuperavo rapidamente sui battistrada mi sono gasato, quindi, nonostante qualche problema di stomaco, sono riuscito ad agguantare un secondo posto del tutto inatteso”.

In futuro ci sarà ancora spazio per l’atletica?

“L’atletica è il mio sport preferito e seguo con interesse tutte le discipline. Negli ultimi anni ho fatto fatica a progredire a causa di qualche infortunio di troppo e forse anche per un grado di saturazione mentale. Quest’anno mi sarebbe piaciuto partecipare ad alcune rassegne internazionali come le Universiadi e i Giochi della Francofonia. Ho investito molto nella mia preparazione, ma purtroppo ad inizio giugno ho dovuto dire stop per un’infiammazione al tendine d’Achille.

Per il futuro sono sicuro che correrò ancora cross e gare su strada, ma non escludo nemmeno qualche gara in pista su distanze da 5000m/10000m. Sono curioso di vedere come risponderanno le mie gambe ad un cambio di preparazione così netto. In ogni caso il mio obiettivo principale è quello di potermi divertire praticando uno sport che mi piace e che mi dà soddisfazione”.

Fonte: Triathlon che passione!

Leggi anche: Si chiama “triathlon” la nuova sfida di Adriano Engelhardt

Foto: copyright ©  N. Pfund

 

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Il triathlon, uno sport completo

FISICO DA TRIATHLETA

È ormai noto a tutti che il triathlon favorisce uno sviluppo fisico eccezionale. Questo per un motivo molto semplice: perché il triathlon è, tra tutti, lo sport in assoluto più completo. Tre discipline (nuoto, bici e corsa) e un mix incredibile di resistenza e potenza.

Il fisico del triathleta è diverso da quello del nuotatore, del ciclista o del podista. Ne rappresenta una sintesi ad un livello più alto, con oltretutto una parte mentale determinante.

Ecco perché il triathleta è sempre stato oggetto di grande ammirazione e, diciamolo pure, forse di… un po’ di invidia.

Nella foto: Dave Scott alle Hawaii nel 1996: a 42 anni corre la maratona finale in 2h45’20’’! 

Leggi anche: Il triathlon, lo sport più salutare

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Adriano Engelhardt passa al triathlon!

A dire il vero la notizia circolava da un po’ di tempo, ma l’ufficialità è arrivata solo oggi con un’intervista rilasciata a un giornale ticinese. Adriano Engelhardt, tra i più forti mezzofondisti ticinesi di tutti i tempi, ha deciso di passare al triathlon. Il suo esordio avverrà a Zurigo il 29 luglio in una prova su distanza Sprint.

La decisione del 25enne talento locarnese è maturata soprattutto a seguito degli infortuni patiti in questi ultimi anni, infortuni che non gli hanno permesso di preparare adeguatamente gli appuntamenti stagionali nell’atletica. Ragione per cui, dopo un nuovo infortunio al tendine d’Achille, tra l’altro non ancora del tutto recuperato, Engelhardt ha preso la decisione di abbracciare la triplice disciplina.

Per lui, è forse giusto sottolinearlo, non si tratta di un’esperienza del tutto nuova. Infatti già da piccolo ha partecipato in più occasioni alle gare del Triathlon di Locarno (dove il papà è stato tra l’altro per anni un eccellente Presidente, mentre la mamma vanta una lunga e brillante carriera nel triathlon dove è stata anche “Ironman finisher”) e ancora nella passata edizione ha dimostrato tutto il suo potenziale chiudendo tra i primissimi la distanza Sprint, malgrado un allenamento approssimativo nella bici e nel nuoto.

Da qualche mese a questa parte, però, Adriano Engelhardt, che è in possesso di un Bachelor in Scienze Motorie e Italiano ottenuto nel 2016 alla Facoltà di Sport e di Lettere di Losanna, ha cominciato ad allenarsi seriamente in compagnia dei giovani emergenti del TriUnion, società nella quale spicca il nome dell’altro grande talento ticinese, ovvero quello di Sasha Caterina, ma dove si allenano altri giovani pure molto promettenti. Quindi, in un ambiente assolutamente ideale e motivante, con un team di preparatori eccellente e di alto livello in tutte e tre le discipline.

Per il mondo del triathlon ticinese questa notizia non può che fare molto piacere. Perché si tratta di un innesto di grande qualità che sicuramente riuscirà a mettersi in bella evidenza. Non sappiamo ancora su quali distanze vorrà puntare Engelhardt, ma se dovesse concentrarsi sulla prova olimpica, beh… qualche bella sorpresa potrebbe esserci in futuro…

Noi ne siamo certi!

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Perché in Ticino il triathlon non decolla?

Perché in Ticino il triathlon non è ancora veramente decollato? Ce lo eravamo già chiesti di ritorno da Zurigo, dall’Ironman, un anno fa. Nella splendida città sulla Limmat ci siamo stati per tre giorni, per una breve vacanza e ovviamente per seguire (e gustare) la gara più importante di triathlon su suolo elvetico. Come cronisti, dunque, ma anche come semplici turisti.

Già, perché Zurigo è una città a un tempo magnifica e incredibile. Magnifica per i suoi ambienti cittadini e i suoi paesaggi, incredibile per la sua apertura e in un certo senso la sua capacità innovativa: per il “suo” Ironman, Zurigo mette a disposizione i suoi spazi più privilegiati registrando un indotto valutato, stando ai dati messi a disposizione dei media, attorno ai 14-16 milioni di franchi!

Lo scorso anno, addirittura, gli organizzatori per il ventesimo anniversario sono riusciti a disegnare il percorso podistico nelle vie storiche della città (tra cui la prestigiosa “Bahnhofstrasse”), offrendo uno spettacolo a dir poco straordinario. Così, vivendo questo evento, non potevamo non chiederci come mai in Ticino, una regione perfetta che conta diversi ottimi atleti e numerosi appassionati, non si è ancora riusciti ad organizzare qualcosa di simile, anche se ovviamente di portata più contenuta.

Abbiamo una regione, soprattutto quella del Luganese, che anche se in formato più “piccolo” si avvicina a Zurigo: regione splendida, con il lago e le colline circostanti e quindi percorsi per la bici ideali, ma anche per la corsa, dove il lungolago si presterebbe in maniera eccezionale. Qualcuno dirà subito: ma c’è già il Triathlon di Locarno! Sì, è certo un evento ottimamente organizzato e in definitiva è anche molto ben frequentato, ma che purtroppo, questa per lo meno è la nostra impressione, in questi ultimi anni ha fatto un po’ fatica a coinvolgere il pubblico di casa che sembra piuttosto assente e relativamente poco interessato all’evento.

E allora perché non pensare anche a Lugano? Proporre un secondo appuntamento, magari di spessore internazionale, che permetta di rilanciare questo sport, di farlo veramente decollare offrendo sinergie anche con Locarno. Organizzare un triathlon a Lugano vuole dire portare clienti negli alberghi, ad esempio nei mesi di luglio o agosto, mesi in cui oggi si presentano spesso dei vuoti per gli albergatori. Vuol dire, forse soprattutto, promuovere la regione, nel senso che molti partecipanti saranno spinti un domani a tornare a Lugano e nella regione magari per allenarsi e fare campi di allenamento.

Il momento, del resto, sembra essere quello giusto, con le costellazioni, come si usa dire in questi casi, bene allineate. Si pensi solo al successo della StraLugano, impensato da molti fino a qualche anno fa, ma anche alla presenza in Svizzera di atlete di livello mondiale come Daniela Ryf e Nicola Spirig. In più, la vicina Italia ha fatto passi da gigante ed è divenuta un bacino davvero importante di appassionati della triplice disciplina. Gareggiare nello splendido golfo di Lugano, ne siamo convinti, sarebbe un piacere enorme per tutti gli appassionati di triathlon e di chi vorrebbe avvicinarsi a questo sport.

A chi il primo passo allora?

Foto: La spettacolare partenza a nuoto del Triathlon di Locarno, in un’edizione di un paio d’anni fa (copyright © N. Pfund).

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Le più belle foto del weekend

Le più belle foto del weekend. Un weekend, quello appena trascorso, che ha proposto diverse competizioni, soprattutto negli IRONMAN 70.3. E dove i gesti più belli e suggestivi sono stati immortalati, come sempre, dai bravi fotografi di “Getty Images for IRONMAN”.

Professionisti dello scatto che in occasione di queste gare di triathlon trovano, come si usa dire, “pane per i loro denti”. La triplice disciplina si presta infatti in modo eccezionale per immortalare il gesto atletico in un contesto naturale e paesaggistico molto suggestivo.

Certo, poi ci vuole anche la bravura del fotografo. La capacità di posizionarsi e di cogliere il momento giusto. Capacità che in questi professionisti certo non manca. Ecco allora che vi proponiamo una “Gallery” di immagini di quest’ultimo fine settimana, con alcuni degli scatti più belli e riusciti.

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