Questa sera il cielo
è caduto nel lago
e nasce un sole rosso
sul fondo
a illuminare di fuoco
tutto il mondo
a galla sull’acqua
canneti una folaga
i miei occhi incantati.
Questa sera il cielo
è caduto nel lago
e nasce un sole rosso
sul fondo
a illuminare di fuoco
tutto il mondo
a galla sull’acqua
canneti una folaga
i miei occhi incantati.

L’intelligenza artificiale è una nuova svolta nella storia della conoscenza, paragonabile alla scrittura per Socrate, alla stampa per Erasmo, e più recentemente ai giornali, a Internet e a Wikipedia: ogni innovazione ha trasformato il modo di apprendere, suscitando insieme entusiasmo e timore.

Dario Cologna, uno dei campioni più amati dello sci di fondo, ha trasformato il suo ritiro dalle piste in un nuovo inizio sulle strade dell’atletica. Dopo quattro ori olimpici e una carriera leggendaria sulla neve, si è reinventato come maratoneta, correndo con la stessa disciplina e passione che lo hanno reso grande. Oggi continua a entusiasmare i tifosi con prestazioni di livello, dimostrando che il cuore di un campione non smette mai di correre.

Tadej Pogačar conquista la sua prima Milano-Sanremo firmando un capolavoro sportivo nella 117ª edizione della Classicissima. Dopo una caduta a 33 chilometri dal traguardo, il campione del mondo rientra in gruppo con determinazione e si gioca la vittoria in uno sprint a due contro Tom Pidcock, che batte sul traguardo di via Roma.

L’intelligenza artificiale può apparire seducente perché riduce lo sforzo cognitivo, permettendo di delegare alcune attività mentali. Tuttavia, più che sostituire il pensiero, lo trasforma, richiedendo nuove competenze come il giudizio critico e la capacità di valutare le informazioni. Il vero rischio non è l’IA in sé, ma un uso passivo che rinunci alla responsabilità del pensare.