“Dove vai?”, chiese al ciclista: “Porto a spasso il bambino che c’è in me…”

Questa mattina la sveglia ha suonato alle 5. Dovevo alzarmi presto se volevo raggiungere in auto la meta che mi ero riproposto, ovvero la città di Costanza, sul Bodensee, nel sud della Germania. Punto di partenza del mio giro del lago e del primo itinerario di quest’estate attraverso la Svizzera (e dintorni): 260 chilometri in tutto, che potrei anche “sciropparmi” in una sola giornata, ma che il buon senso (e forse l’età…) mi suggeriscono di dividere in tre tappe…

Parlo di Svizzera, ma nello stesso tempo vi scrivo dalla… Germania. In realtà il Bodensee tocca tre paesi: oltre a Svizzera e Germania anche l’Austria è interessata, benché per pochi chilometri di riva. È dunque un lago internazionale, anche se noi svizzeri lo sentiamo un po’ nostro.

In questo momento mi trovo proprio qui, a Costanza, una splendida città dai caratteri medievali, seduto a un tavolino di una altrettanto splendida pasticceria del centro storico, a scrivere questo primo post in questa mattina di luglio. Una cameriera molto gentile e dal bel sorriso mi ha appena servito un caffè con due croissant.

Li mangio prima con gli occhi e poi con la bocca, in quest’ultimo caso con un pizzico di voracità, tanto sono buoni. Il posto dove sono è fresco, l’aria è pulita e si sta bene. Capisco subito che è una giornata ideale per pedalare.

Per arrivare fin qui in auto ho impiegato circa tre ore e mezza passando dal San Bernardino sull’A13 e seguendo poi il corso del fiume Reno che, come un vecchio e caro amico, mi ha indicato la strada accompagnandomi a fino a Sankt Margrethen, nel canton San Gallo, dove mi ha salutato poco prima di immettersi nel lago.

Poi ancora qualche chilometro verso nord lungo la riva del lago fino a Kreuzlingen, la città svizzera che quasi si fonde con Costanza lungo un confine impossibile da decifrare.

Ho voglia di partire e di inforcare la mia bici. Penso ai viaggi del passato, tutti straordinariamente belli e appaganti. C’è sempre una gioia irresistibile nel partire, soprattutto nei primi colpi di pedale. Sembra di tornare bambini. Ricordo una frase azzeccatissima del vignettista Altan che nelle sue esperienze cicloturistiche, quando gli fu chiesto dove andava, disse semplicemente: “Porto a spasso il bambino che c’è in me!”.

Affermazione assolutamente veritiera, perché “risvegliare” il bambino che c’è in noi è fondamentale per guardare alla vita con occhi diversi, in un mondo che fa di tutto per spegnere ogni meraviglia. La persona che non si muove, che rimane tutto il tempo inchiodata a un divano o a una scrivania, perde secondo me la fantasia, non sogna più, non canta più, non legge più. A poco a poco si impoverisce, si imbruttisce, si inacidisce…

La bicicletta in questo è straordinaria, perché più di ogni altro mezzo di trasporto permette di riaccende i sensi, anzi di farli esplodere, e fa crescere ed esalta la voglia di vivere. Grazie a essa si viaggia in presa diretta con la natura, “nudi” in mezzo all’aria, alla luce, al canto degli uccelli, allo scroscio dei torrenti, non imballati, ad esempio, nella tremolante confezione di latta chiamata automobile.

Il ciclista penetra nella natura come il nuotatore nel lago o nel mare. Da una passeggiata in bicicletta esce quindi “bagnato” di paesaggio…

E poi ammettiamolo: di “meraviglie”, la nostra piccola ma bella Svizzera, ne ha davvero da offrire in abbondanza. Nelle sue montagne, nelle sue città, nei suoi laghi… tra cui appunto, il Bodensee, che in questi tre giorni voglio “circumnavigare” lungo le sue piste ciclabili, molto note e frequentate da turisti e ciclisti provenienti da tutta Europa.

Sono venuto qui perché il mio occhio, adesso, ha bisogno soprattutto di questo: di bei paesaggi, di laghi, di boschi e vallette, di prati e campi su cui riposare la vista. Nei quali ritrovare il vero senso della vita e disfarsi – perché no – di qualche tossina che inevitabilmente accumuliamo nel tran tran della vita quotidiana…

Si, ho bisogno di ombre nette, di colori smaltati, dell’aria sottile e fresca sulla pelle, del sole che riscalda la nuca. Perché davvero, la bellezza è medicina, cura e nutre la fame di senso dei nostri giorni. Ma la bellezza non esiste ovunque, anzi è piuttosto rara. In questi luoghi, in questi paesaggi idilliaci, se ne trova però in misura superiore che altrove.  Ne sono convinto!

Ma ora è tempo di guardare l’orologio. Ce n’è uno bello grande nel centro della piazza e indica le 9.30. È tempo di partire. Oggi mi aspetta la tratta verso nord in una delle due lingue del lago verso Stein am Rhein e ritorno. In tutto 75 chilometri. Una sorta di andata-ritorno e di tappa di rodaggio. Salgo dal lato svizzero e ritorno da quello tedesco. Ma alla fine sarò sempre a Costanza, dove stasera dormirò e avrò la possibilità di girare un po’ nella vecchia città (Altstadt Konstanz) che, devo ammetterlo, ora  sono davvero curioso di conoscere.

A presto!

LE TAPPE

Giorno 1

Periplo del braccio occidentale del lago (formato dai bacini dell’Untersee e dello Zeller See) di 75 km. La prima tappa fino al pranzo è breve (30 km in territorio svizzero); poi inizia la tratta germanica di 45 km fino al ritorno a Costanza.

Stein am Rhein è il luogo in cui il Reno esce dal lago per proseguire il suo corso; è l’estremo occidentale del Bodensee.

Luogo Km Totale
Costanza 0
Steckborn 20.5 20.5
Stein am Rhein 13 33.5
Horn 8 41.5
Allensbach 18 59.5
Costanza 15.5 75

 

Giorno 2

La prima tappa del periplo del lago vero e proprio si svolge interamente in territorio germanico: 111 km con partenza da Costanza e arrivo sull’isola di Lindau. Porto con me un sacco con i vestiti di ricambio.

Una volta uscito dalla città di Costanza, il tratto fra l’isola di Mainau e l’estremo nord del lago è collinare, con alcuni saliscendi; il resto del percorso si svolge lungo la costa ed è in gran parte pianeggiante, su strade secondarie o su piste ciclabili.

Luogo km Totale
Costanza 0
Dingelsdorf 14 14
Liggeringen 13 27
Ludwigshafen 10.5 38.5
Uberlingen 10 48.5
Meersburg 16 64.5
Friedrichshafen 16.5 81
Langenargen 10 91
Lindau 20 111

 

Giorno 3

Si prosegue verso la frontiera austriaca, la foce del primo tratto del Reno nel Bodensee e la sponda occidentale del lago, risalendo fino a Kreuzlingen. La tappa misura 75 km, tutti pianeggianti. A Bregenz si tocca l’estremo sudorientale del lago. Se lungo la costa occidentale il percorso rimane quasi interamente su piste ciclabili, nella parte meridionale si viaggia su strade principali; in alternativa si possono seguire le piccole strade di campagna o le strade principali, tutte fornite di corsia ciclabile.

Luogo km Totale
Lindau 0
Bregenz 9 9
Fussach 8.5 17.5
Gaissau 10.5 28
Rorschach 9.5 37.5
Romanshorn 16 53.5
Müsterlingen 13.5 67
Kreuzlingen 6 75

 

Maggiori infohttps://www.bodensee-radweg.com/