È più diffuso del sessismo e del razzismo, potenzialmente tutti rischiano di esserne vittima, ma paradossalmente la maggioranza delle persone lo ignora: si tratta dell’ageismo e colpisce soprattutto gli anziani.

Correre non mi ha cambiato il fisico. Mi ha cambiato la testa.
Per anni ho pensato che correre significasse solo migliorare tempi, velocità e prestazioni, finendo però per inseguire continuamente numeri e aspettative. Poi ho capito che la corsa era molto di più: uno spazio mentale senza rumore, notifiche e pressioni, dove ritrovare presenza e lucidità. Oggi corro non per essere perfetto, ma perché la corsa mi aiuta a sentirmi di nuovo allineato con me stesso.


