Alessandro Colombi lascia il gruppo Corriere del Ticino dopo dodici anni, lasciando un’impronta significativa nel panorama editoriale del Ticino. Grazie alla sua passione personale per corsa, ciclismo e corsa in montagna, ha contribuito a dare spazio anche a queste discipline e a realtà locali come Scenic trail.
La notizia è di ieri: Alessandro Colombi lascia il gruppo Corriere del Ticino. Le ragioni non sono note, ma non è questo il punto. Vale piuttosto la pena soffermarsi sull’impronta che Colombi ha lasciato in questi dodici anni alla guida del principale gruppo editoriale del Ticino – un’impronta che, tra le altre cose e per quello che ci concerne più da vicino, ha favorito una presenza più solida e consapevole degli sport di resistenza.
Non è affatto scontato. Quando alla testa di un gruppo mediatico c’è una persona che vive lo sport in prima persona, certe sensibilità si riflettono inevitabilmente anche nelle scelte editoriali. Colombi, appassionato di corsa in montagna, ciclismo e trail running, dopo un passato da valido calciatore, incarna perfettamente questo legame tra esperienza personale e visione professionale. Chi conosce questi mondi sa quanto conti avere qualcuno, ai vertici, che ne comprenda valori, sacrifici e fascino.
Ed è proprio grazie a questa sensibilità che negli anni si sono aperti spazi importanti per raccontare il movimento degli sport di resistenza sul territorio. Dalle corse podistiche locali al trail running, fino agli eventi simbolo come Scenic trail, passando per rubriche dedicate agli itinerari a piedi e in bicicletta, prima su “Extra” e poi su “La Domenica”. Un racconto continuo, vicino alla gente, capace di valorizzare un fenomeno in crescita e sempre più radicato nella società contemporanea.
Ora si apre inevitabilmente la stagione delle attese. La prima riguarda chi raccoglierà il testimone: non è necessario che abbia la stessa passione di Colombi, ma sarebbe auspicabile almeno una certa attenzione verso questi sport, che rappresentano non solo una tendenza, ma anche uno stile di vita sempre più diffuso. La seconda è più personale: che per “Ale” si apra presto una nuova sfida professionale, all’altezza del suo entusiasmo e della sua energia.
Perché, in fondo, chi ha fatto della resistenza – sportiva e non solo – una cifra distintiva, difficilmente smette di cercare nuovi traguardi.



