L’incidente sul sentiero tra Gandria e Brè, di cui non conosciamo la dinamica, offre lo spunto per riflettere sullo stato dei sentieri luganesi. Con il boom del turismo escursionistico, è il momento di investire in manutenzione, sicurezza, segnaletica e punti d’acqua, per rendere i percorsi più sicuri e più attrattivi, senza snaturare la montagna.
L’incidente avvenuto nei giorni scorsi sul sentiero che collega Gandria a Brè ha inevitabilmente riacceso l’attenzione sulla sicurezza dei percorsi escursionistici della nostra regione. Senza conoscere la dinamica dei fatti, e nel pieno rispetto del lavoro delle autorità chiamate a fare chiarezza, sarebbe sbagliato trarre conclusioni affrettate. Quel sentiero, frequentato ogni anno da migliaia di persone, non appare di per sé particolarmente pericoloso.
L’episodio offre però l’occasione per una riflessione più ampia, che va oltre il singolo caso.
Negli ultimi anni il turismo escursionistico è cresciuto in modo importante. Lugano ha saputo valorizzare il proprio straordinario patrimonio naturale e oggi i sentieri sono percorsi non solo dagli appassionati di montagna, ma anche da famiglie, turisti occasionali e visitatori provenienti da tutto il mondo. Persone che, spesso, affrontano i percorsi con un equipaggiamento non sempre adeguato e con un’esperienza limitata.
È quindi legittimo chiedersi se la rete sentieristica sia evoluta con la stessa rapidità con cui è cresciuta la sua frequentazione.
Prendiamo il sentiero che conduce al San Salvatore, probabilmente uno dei più conosciuti e battuti del Luganese. In alcuni punti il fondo risulta piuttosto scivoloso, soprattutto dopo la pioggia o nei periodi più umidi. Lungo il percorso manca persino una fontana dove poter riempire una borraccia, nonostante sia un itinerario molto frequentato durante l’estate e spesso affrontato nelle ore più calde.
Naturalmente la montagna non deve essere trasformata in un parco divertimenti. Chi sceglie di camminare deve essere consapevole che un sentiero richiede attenzione, scarpe adatte e un minimo di preparazione. Fa parte dell’esperienza escursionistica.
Ma proprio perché questi percorsi sono diventati un’importante attrazione turistica, vale forse la pena investire maggiormente nella loro qualità. Migliorare alcuni tratti del fondo, garantire una manutenzione ancora più puntuale, installare qualche punto d’acqua nei percorsi più frequentati, creare aree di sosta ben integrate nel paesaggio, rafforzare la segnaletica e le informazioni sul grado di difficoltà: sono tutti interventi che aumenterebbero sia la sicurezza sia il valore dell’esperienza.
Un sentiero ben curato non è soltanto un sentiero più sicuro. È anche un biglietto da visita per il territorio. È un’infrastruttura turistica a tutti gli effetti, capace di valorizzare il paesaggio e di lasciare un ricordo positivo a chi visita la nostra regione.
Lugano ha la fortuna di possedere una rete di percorsi panoramici straordinaria, probabilmente tra le più belle della Svizzera. Proprio per questo non dovrebbe limitarsi a conservarla, ma continuare a migliorarla, adeguandola alle nuove esigenze di un turismo in continua evoluzione.
Sarebbe un investimento nella sicurezza, nell’attrattività del territorio e, in definitiva, nell’immagine stessa della nostra città.



