Incontro con l’autore: “Promemoria” di Gianni Rodari e “le cose da non fare mai”

In questo post analizziamo la poesia Promemoria di Gianni Rodari, un testo semplice ma profondamente attuale. Attraverso l’elenco dei gesti quotidiani e dei bisogni fondamentali dell’infanzia, Rodari conduce il lettore verso un messaggio universale e senza tempo: ci sono cose che non dovrebbero mai esistere, come la guerra. Una riflessione sulla pace, sulla vita di ogni giorno e sul valore educativo della poesia, ancora oggi capace di parlare a bambini e adulti.

PROMEMORIA di Gianni Rodari

Ci sono cose da fare ogni giorno:

lavarsi, studiare, giocare

preparare la tavola,

a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:

chiudere gli occhi, dormire,

avere sogni da sognare,

orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,

né di giorno né di notte

né per mare né per terra:

per esempio, LA GUERRA.

Analisi del testo

La poesia “Promemoria” di Gianni Rodari è breve e semplice nel linguaggio, ma molto profonda nel messaggio.

Rodari usa la forma di un promemoria, cioè un elenco di cose da ricordare, proprio come quelli che si fanno per organizzare la giornata. Nelle prime due strofe elenca le azioni normali della vita quotidiana.

Nella prima strofa parla delle cose da fare di giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola. Sono attività comuni, legate alla crescita, alla scuola, alla famiglia. Ci mostrano una vita ordinata, serena, fatta di piccoli gesti necessari e naturali.

Nella seconda strofa elenca le cose da fare di notte: dormire, chiudere gli occhi, sognare. Anche qui Rodari sottolinea bisogni fondamentali dell’essere umano, soprattutto dei bambini: il riposo e la fantasia. L’espressione “orecchie per non sentire” suggerisce la protezione dal rumore, ma anche dal male e dalle preoccupazioni del mondo.

Nella terza strofa avviene il colpo di scena: dopo tante cose “da fare”, Rodari indica una cosa da non fare mai, in nessun momento e in nessun luogo. La parola “LA GUERRA”, scritta in maiuscolo, colpisce il lettore e mette in evidenza il messaggio centrale della poesia. La guerra viene presentata come qualcosa di totalmente innaturale, che non dovrebbe mai far parte della vita umana, né di giorno né di notte, né per terra né per mare.

Il significato profondo della poesia è un forte messaggio di pace: la vita è fatta di gesti semplici, di studio, gioco, sogni e affetti, mentre la guerra distrugge tutto questo. Con uno stile semplice e adatto ai bambini, Rodari riesce a trasmettere un’idea molto importante anche agli adulti: la guerra non è mai giusta, in nessuna circostanza.

È proprio questa semplicità che rende la poesia così efficace e memorabile.

Gianni Rodari (1920–1980) è stato uno dei più importanti scrittori italiani per l’infanzia. Nato a Omegna, in Piemonte, è stato insegnante, giornalista e autore di poesie, racconti e filastrocche. Le sue opere sono caratterizzate da un linguaggio semplice, creativo e giocoso, ma sempre ricco di significati profondi. Attraverso la fantasia, l’umorismo e il paradosso, Rodari affronta temi importanti come la pace, la giustizia, la libertà, il valore dell’educazione e il rispetto degli altri. Nel 1970 ha ricevuto il Premio Hans Christian Andersen, il più prestigioso riconoscimento internazionale per la letteratura per ragazzi. Ancora oggi le sue poesie e i suoi racconti sono letti nelle scuole perché aiutano bambini e adulti a pensare in modo critico e creativo.

2 risposte

  1. Testo semplice ma profondo: Rodari, con poche parole, ricorda che la pace è un valore essenziale della vita quotidiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Correre sempre al massimo? Il grande inganno degli sport di resistenza

Correre sempre al massimo non significa diventare più forti: senza recupero, il rischio è trasformare la passione in stanchezza fisica e mentale. La vera crescita nasce dall’equilibrio tra spingere, rallentare e ascoltare il proprio corpo. Negli sport di resistenza, la sfida più grande non è non mollare mai, ma capire quando andare oltre e quando fermarsi.

leggi tutto »

Comano Run 2026: risultati e classifiche

La ComanoRun 2026 ha riscosso un grande successo grazie a una splendida giornata di sole e alla partecipazione di oltre 800 concorrenti, tra atleti affermati, giovani e appassionati. “Motore” dell’evento è stato Fabrizio “Bicio” Moghini, ex calciatore, giocatore d’hockey e podista di valore, oggi apprezzato organizzatore della corsa del suo paese. Determinanti per la riuscita della manifestazione sono stati anche lo spirito di Comano, paese a misura d’uomo, il sostegno di una Autorità comunale lungimirante e una passione sportiva contagiosa che coinvolge tutta la popolazione.

leggi tutto »

Addio ad Alex Zanardi, il campione della rinascita: dai motori all’Ironman, una vita oltre ogni limite

Alessandro Zanardi è stato un simbolo di forza, resilienza e rinascita, protagonista prima nel mondo dei motori tra Formula 1 e CART e poi nello sport paralimpico dopo il terribile incidente del 2001. Nonostante la perdita delle gambe, riuscì a reinventarsi conquistando successi straordinari nell’handbike e diventando protagonista anche nel triathlon sulle distanze Ironman.

leggi tutto »

Perché proprio i keniani? La scienza dietro il segreto delle “gazzelle” africane

I runner keniani dominano la corsa non solo grazie a caratteristiche fisiche straordinarie, ma soprattutto per una running economy eccezionale e una capacità unica di correre con la mente libera, riducendo ansia e percezione della fatica. La scienza dimostra che fattori come tendini elastici, efficienza biomeccanica, adattamento all’altitudine e basso carico cognitivo permettono loro di consumare meno energia e mantenere una corsa incredibilmente fluida ed efficace.

leggi tutto »