
Una replica a Bruno Giussani sull’uso (e i pericoli) dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale può apparire seducente perché riduce lo sforzo cognitivo, permettendo di delegare alcune attività mentali. Tuttavia, più che sostituire il pensiero, lo trasforma, richiedendo nuove competenze come il giudizio critico e la capacità di valutare le informazioni. Il vero rischio non è l’IA in sé, ma un uso passivo che rinunci alla responsabilità del pensare.


