LA SCALATA DEL PIZZO GALLINA (3061 M) IN VALLE BEDRETTO

Questa volta Matteo Campanella, appassionato alpinista, oltre che mio brillante allievo, ci racconta la sua recente ascesa al Pizzo Gallina (in compagnia di Cristian), un altro tremila che svetta nei pressi della cima del Passo della Novena.

Da mesi ormai attendo con ansia l’apertura del passo della Novena: sempre, prima e dopo tutte le giornate di questo inverno trascorse in Valle Bedretto, gettavo uno sguardo impaziente alla barriera invernale di All’Acqua che blocca l’accesso al passo.

Ed infine ci siamo, il 28 maggio la Novena è ufficialmente riaperta, questo significa che è tempo di andare a scalare il Pizzo Gallina, cima classica della Valle Bedretto, spesso approcciato da poco sotto il passo appunto.

La sveglia suona presto…

Oggi, venerdì 30 maggio, mi sveglio alle 03:45 dopo 2 ore e 50 di sonno secondo lo Smart watch, ottimo inizio per questa stagione di alpinismo estivo…

Ma non mi lascio scoraggiare, mi vesto, mangio le mie solite 2 banane e bevo il fidato drink proteico, alle 04:45 esco di casa per andare a prendere il treno che passa alle 04:52.

Poco dopo arrivo alla stazione di Arbedo-Castione, dove Cristian, (conosciuto su Facebook tramite un gruppo di alpinismo), verrà a prendermi in macchina.

Sono ansioso di conoscerlo, chissà che magari oggi troverò un nuovo compagno di scalate?!

Appena salgo in macchina iniziamo a parlare delle condizioni della neve che potrebbero non essere dalla nostra parte, per via delle nevicate degli giorni scorsi, whiterisk segnala un potenziale rischio di lastroni da vento per le esposizioni a sud al di sopra dei 3000 metri, che potrebbero essere inclini a distacchi.

Io sono un po’ titubante ma Cristian mi rassicura; quindi, conveniamo di valutare le condizioni man mano e tentare la salita.

Ore 6.30: inizia la scalata

Arriviamo all’ultimo tornante della parte ticinese del passo della novena a quota 2411 metri, qui lasciamo la macchina e alle 06:30 ci incamminiamo verso la nostra meta odierna, puntando per ora in direzione del Chilchhorn.

I primi passi sembrano promettenti, ma dopo una quindicina di metri la neve inizia a sfondarsi e farci sprofondare circa 30 centimetri; quindi, non perdiamo tempo e indossiamo subito le ciaspole che fortunatamente ci siamo portati.

Dopodiché ci avviamo per un pendio di pendenza modesta, ma che, come riscaldamento, ci sveglia per bene.

A circa 3/4 di questo, un signore cade e perde uno sci, che gli scivola verso valle per un centinaio di metri, senza esitazione Cristian decide di andare a prenderlo.

Poi riportiamo, un poco a testa, lo sci al proprietario.

A questo punto cogliamo l’occasione per indossare la crema solare, di vitale importanza per uscite di questo tipo, soleggiate e in mezzo alla neve.

Poco dopo raggiungiamo una sorta di canale poco ripido che prosegue come una piccola, morbida valle a U verso il Pizzo Gallina, dove possiamo già vedere la vetta.

Dopo circa 1 ora e mezza di racchette siamo sotto al canale sud del Gallina (via normale invernale).

Verso la cresta sommitale

Qui risaliamo a fatica il primo pendio a 40 gradi con le ciaspole ancora ai piedi, e appena prima di immetterci nel canale ci fermiamo per mettere i ramponi e caricare le ciaspole in spalla; indossiamo anche gli imbraghi per sicurezza, nessuno dei 2 è mai stato su questa montagna quindi non sappiamo cosa aspettarci dalla cresta sommitale. Scopriremo solo dopo che la corda che ci siamo portati è totalmente inutile.

Prima di partire con la salita del canale, leviamo entrambi gli strati termici e la giacca hard shell.

Rimaniamo in maglietta, fa davvero caldo oggi, sembra di stare in spiaggia.

Piccozze alla mano e imbocchiamo il canale che punta dapprima verso il Vallese per meno di 100 metri: questa parte è molto faticosa in quanto la neve si è già sciolta.

Dopodiché si fa una curva molto brusca verso destra, qui il canale inizia a stringersi e farsi più ripido, questa parte del canale resta molto riparata dal sole; infatti, troviamo neve ottima e portante per tutta la salita fino in cresta, risaliamo il bel canale chiacchierando senza mai affaticarci troppo, vogliamo goderci questa salita.

La gioia a 3061 metri di altitudine

Una volta arrivati sul filo della cresta, manca molto poco alla vetta, poche decine di metri di cresta su neve un po’ marcia e rocce malferme, e guadagniamo facilmente la vetta, impiegando 2 ore e 30 minuti di salita molto tranquilla, tra chiacchiere e apprezzamenti sul canale che ci ha regalato una splendida scalata con i suoi 45 gradi di inclinazione.

Ci troviamo a 3061 m sul Pizzo Gallina anche detto “Punta Gallina”, dalla cima si gode di una vista spettacolare, specialmente sul Pizzo Rotondo, sul Basodino e sul Finsteraarhorn.

Dopo aver scattato le foto di rito ci fiondiamo giù dal pizzo per evitare di trovarci sul canale con neve marcia, stranamente riusciamo nel nostro intento. E arriviamo alla base del canale senza alcuna fatica, tranquillamente.

Da qui però non siamo più così fortunati, sono ormai le 9 e 45 e la neve è già sciolta, si sprofonda fino alle cosce, ci portiamo alla base del pendio non senza una buona dose di imprecazioni e scivolate, una volta finito il tratto ripido cambiamo subito da ramponi a ciaspole; quindi, ripercorriamo la via dell’andata e arriviamo tranquillamente (o quasi) alla macchina tra uno scivolone e l’altro.

Non sono nemmeno le 11 e abbiamo già finito la giornata…

Una magnifica giornata

Non riesco a capacitarmi della magnifica giornata appena trascorsa, abbiamo fatto una breve ma appagante scalata, canale con un pochettino di cresta, il tutto in maglietta e con un panorama mozzafiato, quest’oggi il cielo è limpido e lascia spazio al panorama infinito del quale si gode dal Pizzo Gallina.

Peccato solo per la brevità dell’itinerario, solo 700 metri di dislivello e poco più di 3 km di distanza (sola andata).

In quanto alle difficoltà, il Pizzo Gallina è un 3000 veramente accessibile, di facile accesso dalla strada del passo, attenzione però ai pericoli che sono sempre dietro l’angolo, attenzione in particolare alle rocce malferme che si trovano in cresta (ma anche nel canale se privo di neve) e alle cornici sulla vetta…

Si tratta di una salita indubbiamente facile ma che presenta comunque dei rischi da non sottovalutare.

La quotazione alpinistica che ho trovato in giro è PD.

Itinerario che consiglio a chiunque voglia fare alpinismo senza fare troppa fatica. Tornerò senza dubbio l’anno prossimo, se non prima, magari per fare una salita un po’ più veloce!

Anche Cristian è molto contento della giornata, infatti passiamo il viaggio di ritorno discutendo delle varie cime da scalare prossimamente.

Leggi anche: Il Pizzo Vogorno in solitaria.

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