La Silvesterlauf, una festa per 21 mila partecipanti

Una festa, molto semplicemente. La Silvesterlauf mi viene da definirla così. Una festa, prima di ogni altra cosa. Soprattutto non una competizione tout court. Perché sì, la voglia di gareggiare c’è certamente in molti, ma non è l’aspetto prevalente.

Ciò che ha attirato nelle vie della vecchia città di Zurigo questa domenica 15 dicembre oltre 20 mila appassionati della corsa a piedi è soprattutto la voglia di divertirsi, di stare insieme, di vivere la città di Zurigo in una forma diversa.

Da cosa lo si capisce? Anzitutto dalle espressioni della gente, sempre sorridente. I volti contratti e concentrati tipici di chi gareggia con un occhio al cronometro sono stati la netta minoranza sul circuito disegnato nelle vicinanze e attorno alla Fraumünster.

E tra i ventimila stavolta c’ero anch’io. Per me è stata una prima. Mi ero già iscritto un paio di altre volte, ma per una ragione o per l’altra vi ho sempre rinunciato (a malincuore). Questa volta non potevo però venire meno al mio “impegno” di sudare a Zurigo.

L’obiettivo era di rimanere sotto i 40 minuti, ed è stato raggiunto. Sono partito piano, nella pancia del gruppo. Ho tenuto il mio passo per due giri e mezzo dei tre in programma per aumentare il ritmo negli ultimi 500 metri… fino al sospirato traguardo.

Già, perché la gara non è stata facile. Con una certa sorpresa devo dire. Sapevo che c’erano dei saliscendi, ma non mi aspettavo degli strappi così secchi. Il che non significa che sia negativo. Semplicemente bisogna arrivare ben preparati e con i muscoli forti, proprio per non cedere su queste salite.

Alla fine mi sembra comunque di avere portato a termine il mio compito. Senza esagerare troppo, mantenendo quindi i battiti ancora abbastanza lontani dalla soglia e quindi di miei limiti. Come detto volevo restare sotto i 40′ e ho terminato in 35’33”.

So che è un tempo che posso migliorare. Ci penserò l’anno prossimo quando oltretutto farò il… salto di categoria. Ma intanto lasciatemi concludere con questa bella impressione: la Silvesterlauf è davvero un corsa splendida, che regala grosse emozioni, disegnata dentro le vie della vecchia città, tra la Limmat e la Bahnhofstrasse.

Splendida come percorso, ma soprattutto come ambiente e atmosfera di gara. Come dicevo all’inizio, una festa dove l’energia positiva sembra davvero scorrere a grandi quantità facendo concorrenza alle placide acque della Limmat che dal loro alveo, in questa giornata quasi tiepida di dicembre, hanno osservato silenziose e con pacata discrezione la grande kermesse.

Risultati: datasport.com/silvesterlauf2019

Leggi anche: La Silvesterlauf e quella voglia di vivere; 43. Silvesterlauf con tanti campioni al via; Come “sudare” a Zurigo nel periodo di Natale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Il valore della filosofia oggi: imparare a vivere con Socrate

Il pensiero dei filosofi, come quello di Socrate, è ancora utile oggi perché insegna a riflettere, fare domande e non accettare tutto passivamente. Applicando il suo metodo nella vita quotidiana, diventiamo più consapevoli, aperti al dialogo e capaci di comprendere gli altri. La filosofia diventa così una guida concreta per vivere meglio e costruire una società più critica e autentica.

leggi tutto »

Scarpe da running: dalla rivoluzione tecnologica al ritorno (parziale) al minimalismo

Le scarpe da running si sono evolute da modelli rudimentali a prodotti altamente tecnologici, ma nel tempo un eccesso di supporto ha contribuito anche alla diffusione di infortuni, riaprendo il dibattito tra protezione e corsa naturale. In media vanno sostituite tra i 400 e gli 800 km, perché anche se sembrano integre perdono progressivamente ammortizzazione e stabilità. Oggi i migliori modelli offrono un equilibrio tra comfort, reattività e personalizzazione, con prezzi che variano indicativamente tra 60 e oltre 200 euro.

leggi tutto »

La costanza batte il talento: quello che gli sport di resistenza insegnano davvero

La costanza supera il talento perché costruisce risultati nel tempo, mentre il talento da solo non basta. Negli sport di resistenza vince chi si allena con continuità, anche nei momenti difficili. La disciplina quotidiana e silenziosa è il vero fattore che fa la differenza. La fatica diventa una maestra che insegna resilienza e crescita progressiva. Alla fine, non emerge necessariamente chi è più dotato, ma chi persevera senza fermarsi.

leggi tutto »