La “Via Rhôna” in bicicletta – Prologo dalla sorgente

LA “VIA RHÔNA” IN BICICLETTA – PROLOGO DALLA SORGENTE DEL RODANO, ALLA RICERCA DEL… PRIMO ZAMPILLO

Cammino incerto sul piccolo sentiero, come se portassi dei tacchi a spillo. Le scarpette da bici non sono adatte a spostarsi sulla terra ferma. Immaginiamoci su un sentiero sconnesso come questo. Voglio però raggiungere la sorgente del Rodano. Il riverbero del ghiacciaio mi colpisce di tanto in tanto gli occhi costringendomi a chiuderli e rendendomi ancora più difficile lo spostamento. Mi vedo un po’ ridicolo camminare in questo modo. Sorrido tre me di questa situazione, pensando anche a quanto mi è capitato ieri in albergo, ad Andermatt, dove ho dormito.

È la commovente storia di Olga, cameriera sulla sessantina dalle taglie forti, ma dai modi gentili. È stata lei a servirmi la cena ieri sera. Nell’albergo non c’era tanta gente, e così abbiamo scambiato due parole che sono presto diventate molte di più, perché praticamente mi ha raccontato tutta la sua vita. Dell’infanzia alla morte del marito durante la guerra fino al arrivo qui in Svizzera, dove da ormai vent’anni lavora come cameriera. Ha girato mezza Svizzera, ma soprattutto il Vallese (è stata anche a Zermatt) e da due anni è qui ad Andermatt, dove dice di trovarsi bene. Nel suo sguardo malinconico, al momento del saluto, leggo le tracce di un’esistenza non sempre facile.

Essere ciclisti solitari con un sogno da realizzare comporta sempre, a livello di comunicativa con gli altri, degli insoliti vantaggi: tra questi il fatto che la gente ti si avvicina con facilità, aprendosi in modo a volte sorprendente. Forse perché al ciclista solitario, che si vedrà per un attimo soltanto e poi si dissolverà nel proseguo del suo viaggio, si vuole consegnare un messaggio da portare al mondo, come la bottiglia che si butta in mare, sperando che la propria storia, anche se semplice e umile, possa essere ricordata degnamente, come tutte le altre, nel grande e universale libro della memoria.

Già, il mio sogno nel cuore: come vi ho detto è quello di percorrere da cima a fondo nei prossimi dieci giorni, quindi lungo circa 850 chilometri, tutto il fiume Rodano, dalle Alpi svizzere al Mediterraneo! Dico subito: non so se riuscirò a ripercorrere tutto quanto l’itinerario come ho già fatto qualche anno fa. Dipenderà da alcune circostanze, di cui magari vi dirò, insomma da certi impegni che forse mi obbligheranno a rientrare prima. Comunque, fino alla magica città di Lione ci voglio arrivare. Costi quel che costi. E non si pensi che sia poco perché saranno oltre 500 chilometri di viaggio a cui devo prevedere di aggiungerne sicuramente altri per il ritorno….

Un sogno che inizia per forza di cose qui, alla sorgente del Rodano che adesso con passo incerto, sempre per via delle scarpette da ciclista, sto cercando di raggiungere, almeno per vedere d lontano, se riesco anche per fotografare. Ripenso ancora a Olga dalle taglie forti e dal sorriso semplice e gentile, a queste vite a volte non facili, mentre guardo verso valle e il vertiginoso percorso della strada che si srotola verso il basso come un filo di lana.

Tra poco mi lancerò anch’io verso il fondovalle sulla mia bicicletta, come se spiccassi il volo da un trampolino. È del resto la fortuna, non trascurabile, di chi sceglie di seguire un fiume, che per immutabili ed eterne leggi fisiche è destinato a scorrere sempre in discesa…

A presto!

ti può interessare anche

Scenic Trail 2026: 1.500 atleti sui sentieri del Sottoceneri

Lo Scenic Trail 2026 ha richiamato ben 1.500 atleti sui suggestivi sentieri del Sottoceneri, in una giornata caratterizzata da panorami spettacolari e da un grande caldo che ha messo a dura prova i partecipanti. Tra i vincitori spiccano Jonas Oliva e Sabrina Huber nella K18, l’atleta di casa Marco Delorenzi nella K31 e Raphael Sprenger nella K54. Nelle gare più impegnative si sono imposti Tristan Kipfer nella K83 e il rumeno Flavius Platon nella durissima K120. Un’edizione di grande successo che ha saputo unire sport, resistenza e valorizzazione del territorio.

leggi tutto »

Sopravvivere ai Mondiali: guida pratica per chi non sa distinguere un fuorigioco da una marca di yogurt

Ogni quattro anni arriva la febbre dei Mondiali: spuntano ovunque esperti di calcio, i media parlano solo di pallone e ogni partita viene raccontata come un evento storico, quasi fosse poesia. Peccato che, dietro il mito, ci sia spesso uno sport dominato da soldi, business e novanta minuti che non sempre valgono l’attesa. La buona notizia? Non tutti devono essere tifosi per forza.

leggi tutto »

Scenic Trail 2026, risultati e fotografie: oltre 1.500 atleti sui sentieri del Sottoceneri

Dal 12 al 14 giugno torna a Tesserete lo Scenic Trail 2026, manifestazione internazionale che porterà in Ticino oltre 1.500 atleti provenienti da 42 nazioni per tre giorni di sport sulle montagne del Sottoceneri. L’evento ha contribuito negli anni a valorizzare un territorio straordinario, facendo riscoprire a sempre più persone i sentieri e i panorami che hanno ispirato il nome “Scenic Trail”.

leggi tutto »

Ironman 70.3 Alghero: Sasha Caterina conquista un ottimo quinto rango assoluto

Continua la crescita di Sasha Caterina nelle competizioni di lunga distanza. Dopo il 12° posto all’Ironman 70.3 di Brasilia, il triatleta ticinese ha centrato un prestigioso 5° rango assoluto all’Ironman 70.3 di Alghero, gara che ha richiamato al via circa 2.900 partecipanti. Un risultato di spessore che conferma il suo ottimo stato di forma e le ambizioni in vista dei prossimi appuntamenti della stagione.

leggi tutto »