Le Penseur di Rodin alla Fondation Gianadda di Martigny.

Le Penseur di Rodin: 7 chiavi per capire il capolavoro che insegna ancora a pensare

Le Penseur di Rodin è una delle opere più celebri della storia dell’arte. Ho avuto la fortuna di ammirarla da vicino alla Fondation Gianadda di Martigny, uno dei musei più prestigiosi della Svizzera dedicati alla scultura moderna. Davanti a quella figura immobile, potente e silenziosa, viene spontaneo fermarsi qualche minuto. Non si osserva soltanto una statua: si ha quasi la sensazione di trovarsi davanti a una domanda. Una domanda rivolta a ciascuno di noi.

Indice dei contenuti

  • Le Penseur di Rodin: molto più di un uomo seduto
  • Chi era Auguste Rodin
  • Perché nasce Le Penseur
  • Che cosa rappresenta davvero
  • L’Europa in cui viveva Rodin
  • Che cosa insegna oggi Le Penseur
  • Una lezione per il nostro tempo
  • Ammirare Le Penseur alla Fondation Gianadda


Le Penseur di Rodin: molto più di un uomo seduto

A prima vista sembra un uomo seduto sopra una roccia.

Ha il busto piegato in avanti.

Il gomito appoggiato sul ginocchio.

Il mento sostenuto dalla mano.

Lo sguardo sembra perso nei propri pensieri.

Eppure questa apparente semplicità nasconde una complessità straordinaria.

Il corpo è contratto.

I muscoli sono tesi.

Ogni parte della figura sembra partecipare allo sforzo del pensiero.

Rodin non rappresenta qualcuno che riposa.

Rappresenta qualcuno che lotta.

Per capire.

Per decidere.

Per comprendere il destino dell’uomo.


Chi era Auguste Rodin

Auguste Rodin è considerato il padre della scultura moderna.

Quando iniziò la sua carriera, la scultura accademica privilegiava figure eleganti, immobili e perfette.

Rodin rompe completamente questi schemi.

Le sue statue respirano.

Sembrano vivere.

Trasmettono emozioni, tensione, dubbi e sofferenza.

Per lui non era importante soltanto rappresentare il corpo umano.

Era fondamentale mostrare ciò che accade dentro l’essere umano.


Perché nasce Le Penseur di Rodin

Molti ignorano che Le Penseur di Rodin non era nato come opera indipendente.

Faceva parte della monumentale Porta dell’Inferno, ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri.

In origine il personaggio osservava le anime dannate.

Per lungo tempo si pensò che rappresentasse proprio Dante.

Successivamente l’opera assunse un significato molto più universale.

Non è più soltanto un poeta.

Diventa l’uomo.

Ogni uomo.

Ogni donna.

Chiunque si interroghi sul senso della vita.


Che cosa rappresenta davvero Le Penseur di Rodin

La grande forza dell’opera sta proprio qui.

Non offre risposte.

Invita a porsi domande.

Rodin sembra dirci che il pensiero non è qualcosa di astratto.

Pensare richiede fatica.

Coraggio.

Responsabilità.

Il pensiero coinvolge l’intera persona.

Anche il corpo.

Per questo la figura appare così potente.

Ogni muscolo sembra partecipare alla riflessione.


L’Europa in cui viveva Rodin

Quando Rodin realizza questa scultura, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’Europa sta vivendo una trasformazione senza precedenti.

Nascono nuove industrie.

Le città crescono rapidamente.

La scienza cambia il modo di vedere il mondo.

Le vecchie certezze religiose e filosofiche vengono continuamente messe in discussione.

È il tempo di grandi scoperte ma anche di profonde inquietudini.

L’uomo moderno si sente improvvisamente libero.

Ma anche solo.

Rodin coglie perfettamente questo momento storico.

Il suo Pensatore non celebra il progresso.

Ne mostra il prezzo.

Ogni conquista porta con sé nuove domande.


Che cosa insegna oggi Le Penseur di Rodin

Oggi viviamo immersi nella velocità.

Riceviamo centinaia di informazioni.

Scorriamo continuamente notizie, immagini e video.

Abbiamo sempre meno tempo per riflettere.

Ed è proprio qui che Le Penseur di Rodin diventa sorprendentemente attuale.

La statua ci ricorda che il pensiero richiede tempo.

Il silenzio non è tempo perso.

È uno spazio indispensabile.

Solo fermandoci possiamo distinguere ciò che conta davvero da ciò che è soltanto rumore.


Una lezione per il nostro tempo

Forse il messaggio più profondo dell’opera è proprio questo.

Non basta conoscere.

Occorre comprendere.

Non basta essere informati.

Bisogna sviluppare spirito critico.

In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, dagli algoritmi e dalla comunicazione istantanea, il valore del pensiero umano diventa ancora più prezioso.

Pensare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Significa non lasciarsi trascinare dall’opinione del momento.

Significa conservare la libertà.

Ecco perché questa scultura continua ad affascinare milioni di persone dopo oltre un secolo.

Non parla del passato.

Parla di noi.


Ammirare Le Penseur di Rodin alla Fondation Gianadda

Vedere Le Penseur di Rodin dal vivo è molto diverso dal guardarlo in fotografia.

Alla Fondation Gianadda la scultura dialoga con lo spazio circostante e permette di coglierne ogni dettaglio.

Camminandole attorno si scopre come Rodin abbia modellato ogni muscolo, ogni tensione e ogni superficie con una straordinaria capacità espressiva.

Si comprende allora perché questa figura sia diventata una delle immagini più riconoscibili dell’arte mondiale.

Non è soltanto un capolavoro della scultura.

È un invito permanente a rallentare.

A osservare.

E soprattutto a pensare.


Conclusione

Ci sono opere d’arte che raccontano un’epoca.

E ce ne sono altre che attraversano i secoli senza perdere la loro forza.

Le Penseur di Rodin appartiene a questa seconda categoria.

Davanti a quella figura immobile comprendiamo che il vero progresso non consiste soltanto nell’andare più veloci o nel possedere tecnologie sempre più sofisticate. Consiste soprattutto nel conservare la capacità di riflettere, di dubitare, di porci domande e di cercare un senso più profondo alle nostre scelte. È forse questa la più grande lezione che Rodin continua a offrirci: la libertà nasce dal pensiero.

Vedi anche: Fondation Gianadda; Musée Rodin di Parigi

Leggi anche: Les Gorges du Durnand: uno spettacolo d’acqua, legno e roccia nel cuore del Vallese

Il Museo dell’Automobile è un’altra attrazione della Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

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