Ryf e Wild trionfano all’IM70.3 Rapperswil!

Dominio rossocrociato all’Ironman 70.3 di Rapperswil andato in scena questo weekend. Daniela Ryf e Ruedi Wild si sono infatti aggiudicati la prova nelle rispettive categorie chiudendo a braccia alzate dopo aver percorso 1,9 km a nuoto, 90 km in bici e 21,1 km a corsa. Per la Ryf, che è giunta a questo appuntamento in condizioni fisiche non perfette a causa di un infortunio subito alla schiena durante l’Ironman Sudafrica dello scorso mese di aprile, si tratta del quarto successo consecutivo, mentre per lo zurighese Ruedi Wild è il secondo, dopo quello ottenuto nel 2015.

In una giornata ideale dal punto di vista della meteo, si è assistito a dei confronti molto belli e combattuti. Tra gli uomini, i primi ad uscire dall’acqua (18°C) sono, nell’ordine, Manuel Küng, Sven Riederer, Ruedi Wild e il sudafricano James Cunnama, atleta dal ricco palmarès in cui spicca il primo posto al Challenge Roth del 2011 con un tempo inferiore alle 8 ore. Dietro i quattro, leggermente distaccati, gli altri elvetici Patrick Rhyner, Jan Van Berkel e Ronnie I-Ron Schildknecht.

Nella tratta in bici Manuel Küng, Sven Riederer e Ruedi Wild mantengono il loro vantaggio, Jan Van Berkel recupera terreno, mentre James Cunnama cerca di difendersi mantenendo costante il distacco con i primi. Leggermente più staccato Ronnie Schildknecht che perde un po’ di terreno anche a causa di un guasto meccanico alla sua bicicletta. Al cambio con la corsa partono quasi appaiati Küng, Van Berkel (migliore “split” nella bici in 2h07’54”)), Riederer e Wild, ma è quest’ultimo che dimostra subito di avere una marcia in più…

Sven Riederer, già medaglia di bronzo ad Atene 2004, cerca di stringere i denti, ma i crampi lo rallentano e lo costringono anche a camminare per un breve tratto. Intanto, alle sue spalle si assiste al recupero di Cunnama (miglior tempo nella corsa in 1h13’49”) che supera prima Manuel Küng e successivamente anche lo stesso Riederer, portandosi così in seconda posizione. Wild, dal canto suo, è ormai lanciato verso la vittoria e concluderà in 3h49’38’’ (23’48’’/2h07’56’’/1h14’36’’) con 1’28’’ di vantaggio su Cunnama e 2’17’’ su Riederer.

In campo femminile la prestazione della Ryf si è sviluppata in crescendo. Uscita terza dall’acqua, in un terzetto comprendente la britannica Catherine Jameson e la connazionale Anna Michelle Derron, si è difesa bene in bicicletta, cercando però di non forzare per i problemi alla schiena di cui si è detto. Inizia così la tratta a corsa in terza posizione con un ritardo di oltre 2’13’’ sulla giovane Nina Derron, la prima a cambiare davanti all’altra elvetica Regula Rohrbach.

Il recupero della Ryf è però subito evidente al numeroso pubblico presente lungo il percorso della cittadina sangallese (oltre 30 mila spettatori). Al 14mo chilometro la due volte vincitrice dell’Ironman delle Hawaii supera la Derron prendendo con decisione la testa della corsa fino a trionfare sul traguardo con il tempo finale di 4h23’46’’ (25’53’’/2h29’16’’/1h25’06’’), davanti a Emma Bilham (+3’32’’) e Nina Derron (+4’17’’).

Tra i ticinesi al via segnaliamo le ottime prestazioni di Nicolas Beyeler (nella foto in basso impegnato nella tratta a corsa) e Carola Fiori-Balestra. Beyeler, alla sua prima gara dopo un lungo periodo di pausa dovuto ad un infortunio, ha chiuso al 16mo posto assoluto ottenendo il miglior risultato di categoria (M40). Il suo tempo finale è di 4h17’13” con parziali di 28’46” nel nuoto, 2h14’42” nella bici e 1h29’24 a corsa. Dal canto suo la bellinzonese Carola Fiori-Balestra è riuscita a conquistare un nuovo podio di categoria (dopo il primo posto ottenuto nel 70.3 Mallorca). Con il tempo finale di 5h04’00” ha infatti chiuso al terzo posto nella classe d’età W45-49 (parziali: 33’29’/2h43’55’/1h42’12’).

Qui i risultati degli altri TICINESI.

CLASSIFICHE

Foto: Daniela Ryf (Getty Images)

Fonte: Triathlon, che passione!

ti può interessare anche

Correre verso la notte: una sera sul Monte Boglia

In una sera qualunque, quando la luce del giorno sta per spegnersi sul Luganese, nasce il desiderio improvviso di salire verso la montagna. Così prende forma una corsa serale sul Monte Boglia, tra sentieri conosciuti, muri a secco, vecchie fontane e boschi che custodiscono memorie e silenzi. L’ascesa diventa un viaggio interiore: lontano dalla frenesia della città, il gesto semplice della corsa ritrova il suo significato più autentico. Non c’è cronometro, non c’è competizione. C’è soltanto il piacere del movimento, il respiro della natura e lo sguardo che finalmente si apre su panorami vasti e luminosi.

leggi tutto »

Perdere peso con la corsa? Sì, ma solo oltre i 40 minuti…

Questo articolo sostiene che, durante la corsa, il corpo utilizza inizialmente soprattutto carboidrati e solo dopo circa 30 minuti aumenta il consumo di grassi. Per questo, secondo la teoria di Jeff Galloway, correre 40–60 minuti a intensità moderata alcune volte a settimana è più efficace per favorire il metabolismo dei grassi e migliorare l’efficienza energetica dell’organismo.

leggi tutto »

Maratona Engadinese 2026: risultati e classifiche

La Maratona Engadinese 2026 è uno degli eventi più iconici dello sci di fondo: 42 km da Maloja a S-chanf attraverso laghi ghiacciati e spettacolari paesaggi alpini. La gara unisce fatica, tradizione e grande partecipazione popolare, coinvolgendo atleti professionisti e amatori. Tra momenti simbolici, volontari lungo il percorso e il calore del pubblico, il traguardo rappresenta molto più di un risultato sportivo: è un’esperienza personale e collettiva indimenticabile.

leggi tutto »

Kathrine Switzer: la donna che sfidò la Maratona di Boston e vinse il futuro

Nel 1967 una giovane studentessa americana, Kathrine Switzer, si presenta alla partenza della Maratona di Boston con un pettorale regolare e un segreto: è una donna, in un’epoca in cui alle donne era proibito correre i 42 chilometri. Grazie a uno stratagemma formale e a una determinazione incrollabile, Switzer entra in gara e diventa protagonista di uno degli episodi più iconici della storia sportiva del Novecento, quando un ufficiale tenta di fermarla fisicamente sotto gli occhi dei fotografi.

leggi tutto »