C’è un nome su tutti alla StraLugano di domenica. È quello di Sara Dossena, la campionessa italiana che in questi ultimi anni ha fatto sognare il mondo dell’atletica con le sue imprese straordinarie. Prima fra tutte il suo stupendo sesto posto assoluto alla NYC Marathon del 2017, dove esordiva sulla distanza classica. Domenica è tra le grandi favorite a Lugano e chissà che non riesca a ritoccare anche il suo personale nella “mezza” che adesso è di 1h10’10”. In occasione della StraLugano di due anni fa ebbi modo di intervistare subito dopo la gara questa grande atleta (v. sotto), quando ancora si divideva tra podismo e triathlon che mi colpì soprattutto per la sua straordinaria simpatia.

Correre non mi ha cambiato il fisico. Mi ha cambiato la testa.
Per anni ho pensato che correre significasse solo migliorare tempi, velocità e prestazioni, finendo però per inseguire continuamente numeri e aspettative. Poi ho capito che la corsa era molto di più: uno spazio mentale senza rumore, notifiche e pressioni, dove ritrovare presenza e lucidità. Oggi corro non per essere perfetto, ma perché la corsa mi aiuta a sentirmi di nuovo allineato con me stesso.


