Sasha Caterina protagonista all’Ironman 70.3 Brasilia

Sasha Caterina ha ottenuto un ottimo 12° posto all’Ironman 70.3 di Brasilia, chiudendo la gara in 3h54’04’’ dopo una prova solida soprattutto nel nuoto e nella bici. L’atleta minusiense è uscito quinto dall’acqua e ha fatto segnare il decimo tempo nella frazione ciclistica, accusando solo una lieve flessione nella corsa finale. Per Caterina, alla sua seconda esperienza su un mezzo Ironman dopo Jesolo 2025, si tratta di un debutto stagionale molto positivo.

Ottimo debutto stagionale per Sasha Caterina all’Ironman 70.3 di Brasilia. L’atleta minusiense ha conquistato un convincente 12° posto finale nella prestigiosa competizione internazionale, chiudendo la prova in 3h54’04’’ al termine di una gara estremamente impegnativa composta da 1,9 km di nuoto, 90 km di ciclismo e 21,1 km di corsa.

Caterina ha saputo mettersi in evidenza fin dalle prime battute, uscendo dall’acqua con un eccellente 5° tempo nel nuoto in 24’56’’, confermando grande solidità anche nella frazione ciclistica, dove ha ottenuto il 10° miglior crono in 2h01’50’’. Più complicata invece la parte conclusiva a piedi: nella mezza maratona finale il ticinese ha accusato una leggera flessione, terminando la corsa in 1h24’22’’, diciottesimo parziale.

La vittoria maschile è andata all’argentino Luciano Taccone, autore di una prova di altissimo livello conclusa in 3h39’30’’. Determinante per il successo il miglior tempo nella corsa, chiusa in 1h14’52’’. In campo femminile si è invece imposta la brasiliana Djenyfer Arnold, prima al traguardo in 3h55’41’’.

Da sottolineare anche l’eccellente prestazione dell’altro svizzero in gara, Jonathan Guisolan, capace di conquistare un ottimo 5° posto finale in 3h45’12’’, facendo registrare il miglior tempo nella frazione in bicicletta con uno straordinario 1h53’19’’.

Per Sasha Caterina, alla sua seconda partecipazione in carriera su un mezzo Ironman dopo l’esperienza di Jesolo dello scorso anno, si tratta di un risultato estremamente incoraggiante e di un debutto stagionale più che positivo, che conferma la crescita dell’atleta rossoblù nel panorama internazionale del triathlon.

RISULTATI

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ti può interessare anche

Percorso Tour de France 2026: torna l’Alpe d’Huez, finale epico e Pogačar sogna la leggenda

ll Tour de France 2026 partirà da Barcellona e si concluderà a Parigi dopo 21 tappe, con un percorso fortemente favorevole agli scalatori grazie a soli 45 chilometri a cronometro e ben 54.450 metri di dislivello. La grande novità sarà il clamoroso doppio arrivo sull’Alpe d’Huez nelle ultime due tappe di montagna, con una spettacolare frazione regina da 5.600 metri di dislivello che includerà il Galibier e l’inedito Col de Sarenne. Grande favorito per la vittoria finale è Tadej Pogačar, a caccia del suo quinto Tour de France.

leggi tutto »

Alpe d’Huez, il giudice supremo del Tour: nel 2026 due giorni per entrare nella leggenda

Nel Tour de France 2026, l’Alpe d’Huez sarà protagonista di due tappe consecutive, il 24 e 25 luglio, collocate nel terzultimo e penultimo giorno di gara, destinate a risultare decisive per la conquista della maglia gialla. La storia dell’Alpe al Tour cominciò nel 1952, quando Fausto Coppi vinse la prima tappa con arrivo in quota della Grande Boucle, inaugurando una leggenda che avrebbe visto trionfare campioni come Hinault, Pantani, Armstrong.

leggi tutto »

Vingegaard e il giorno in cui il Ticino si fermò a guardare il Giro

Il Giro d’Italia ha attraversato ieri il Ticino in una giornata luminosa e memorabile, trasformando le valli di Blenio e Leventina in un grande teatro popolare di entusiasmo, fatica e bellezza condivisa. Sulle rampe verso Carì, dove ero presente a Molare negli ultimi chilometri decisivi, Jonas Vingegaard ha trovato l’allungo irresistibile che gli ha consegnato la vittoria di tappa e forse anche il Giro, in un luogo che lui stesso ha definito speciale per la sua storia personale.

leggi tutto »

Dalle imprese estreme alla pace con se stessi: il futuro potrebbe essere nella moderazione

Viviamo nell’epoca degli eccessi, dove anche lo sport racconta una società ossessionata dal superare continuamente i propri limiti. Ma proprio mentre tutto sembra diventare estremo e accessibile a chiunque, cresce il bisogno di qualcosa di diverso: più equilibrio, più semplicità, più qualità della vita. Forse la vera rivoluzione dei prossimi anni sarà questa: fare meno, ma vivere meglio, ritrovando pace e senso nelle cose essenziali.

leggi tutto »