Il Grosser Mythen (1.899 m) è una delle montagne simbolo della Svizzera centrale e regala un’escursione spettacolare lungo un sentiero scavato nella roccia che conduce fino alla vetta. Partendo da Rotenfluh e passando per Holzegg, si affronta una salita panoramica tra pareti verticali, tratti attrezzati con catene e viste mozzafiato sul Lago dei Quattro Cantoni, il Sihlsee e le montagne del Canton Svitto.

Ci sono montagne che, ancora prima di salirle, diventano un simbolo. Il Grosser Mythen e il vicino Kleiner Mythen, nel Canton Svitto, appartengono a questa categoria. Le loro pareti rocciose si impongono nel paesaggio della Svizzera centrale e catturano immediatamente lo sguardo di chi arriva in treno da Lucerna oppure percorre l’autostrada in direzione di Zurigo.
Da lontano sembrano due enormi torrioni di pietra piantati nel cuore della Svizzera. Verticali, severi, quasi inaccessibili. È difficile immaginare che esista davvero un sentiero capace di raggiungere la cima.
Eppure quel sentiero c’è. È scavato nella roccia, sale con una lunga serie di tornanti e permette di conquistare i 1.899 metri del Grosser Mythen, regalando una delle escursioni più spettacolari della Svizzera.
Dalla funivia di Svitto a Rotenfluh
L’escursione inizia presso la stazione della funivia di Svitto (Schwyz). In pochi minuti di salita si raggiunge Rotenfluh (1.571 m), una terrazza panoramica da cui il Grosser Mythen appare in tutta la sua imponenza.
È proprio da qui che la montagna mette quasi soggezione. La parete sembra una muraglia verticale e, osservando con attenzione, si distingue il sottile filo del sentiero che risale la montagna a zig zag. Ancora più sorprendente è vedere, minuscola sulla vetta, la caratteristica costruzione del ristorante che sembra sospesa nel cielo.
La cima appare vicinissima, ma prima bisogna perdere quota.
Verso Holzegg, dove comincia la vera salita
Da Rotenfluh il percorso scende fino a Holzegg (1.405 m), dove si trova un accogliente ristorante alpino. È qui che inizia ufficialmente la salita al Grosser Mythen.
I cartelli indicano 2 chilometri di percorso e un tempo di percorrenza di 1 ora e 20 minuti. La distanza può sembrare modesta, ma il dislivello e la pendenza raccontano una storia ben diversa.
Dopo pochi minuti si entra subito nel vivo dell’escursione.
Un sentiero scavato nella roccia
Il sentiero del Grosser Mythen è una vera opera di ingegneria alpina. Scavato direttamente nella montagna, risale la parete con una lunga successione di stretti tornanti (47 in tutto).
In diversi punti il percorso è esposto e le catene fissate alla roccia offrono un prezioso aiuto nei tratti più delicati. Non si tratta di una via ferrata, ma è comunque necessario avere passo sicuro e non soffrire particolarmente di vertigini.
La situazione più impegnativa si presenta quando si incrociano gli escursionisti che stanno scendendo. Lo spazio è ridotto e spesso occorre fermarsi, appoggiarsi alla parete e attendere il passaggio reciproco con attenzione e pazienza.
È proprio questa particolarità a rendere la salita ancora più affascinante: si ha continuamente la sensazione di percorrere una strada sospesa sulla montagna.
Un panorama che si apre ad ogni tornante
Con il passare dei minuti la fatica lascia spazio allo spettacolo.
Ad ogni curva il panorama si allarga sempre di più e si comprende perché il Grosser Mythen venga considerato uno dei migliori punti panoramici della Svizzera centrale.
Ai piedi della montagna si distendono grandi prati verdi punteggiati dagli alpeggi. La valle scende verso Alpthal, mentre in lontananza si distingue il Sihlsee, il più grande lago artificiale della Svizzera.
Sul versante opposto appare Brunnen affacciata sul magnifico Lago dei Quattro Cantoni, mentre poco più a nord si riconosce anche una lingua del Lago di Zurigo.
Tutto intorno, a perdita d’occhio, si susseguono le montagne delle Alpi svizzere, creando un panorama che accompagna ogni metro della salita.
In vetta, nel cuore della Svizzera
L’ultimo tratto sembra non finire mai. Poi, improvvisamente, il sentiero termina e si raggiunge la stretta cima del Grosser Mythen.
Qui il panorama diventa semplicemente straordinario.
Lo sguardo può spaziare a 360 gradi su laghi, vallate e montagne. È uno di quei luoghi in cui ci si rende conto della posizione privilegiata di questa montagna, praticamente al centro geografico e simbolico della Svizzera.
Da quassù sembra davvero di respirare l’anima più autentica del Paese: pascoli perfettamente curati, laghi che brillano al sole e un orizzonte infinito di cime alpine.
Accanto alla croce di vetta si trova anche lo storico ristorante del Grosser Mythen, uno dei rifugi più caratteristici della Svizzera, costruito in una posizione che fino a pochi minuti prima sembrava impossibile da raggiungere.
Informazioni pratiche
- Destinazione: Grosser Mythen
- Quota: 1.899 metri
- Punto di partenza: Holzegg (raggiungibile dalla funivia di Rotenfluh)
- Lunghezza della salita: circa 2 km
- Tempo di salita: 1 ora – 1 ora e 20 minuti
- Dislivello: circa 500 metri
- Difficoltà: T2-T3 (sentiero alpino con tratti esposti)
- Periodo consigliato: da maggio a ottobre, in assenza di neve
- Attrezzatura: scarponcini da trekking, passo sicuro e assenza di vertigini.
Un’escursione che lascia il segno
Il Grosser Mythen non è soltanto una montagna. È uno dei grandi simboli della Svizzera, una cima che per anni si osserva da lontano pensando che sia impossibile salirci.
Poi si scopre quel sentiero incredibile scavato nella roccia, lo si percorre passo dopo passo e, una volta arrivati in vetta, tutto assume un significato diverso. La montagna che sembrava inaccessibile diventa uno dei ricordi più intensi che la Svizzera possa regalare.
Perché dal Grosser Mythen non si ammira soltanto un panorama eccezionale: si ha davvero la sensazione di trovarsi nel cuore del Paese, nel luogo in cui la natura racconta, meglio di qualsiasi cartolina, l’essenza più autentica della Svizzera.
Nota importante: il sentiero del Grosser Mythen richiede attenzione, soprattutto in caso di fondo bagnato. La presenza di tratti scavati nella roccia e di passaggi esposti può rendere il percorso scivoloso e più impegnativo, perché la pietra umida perde aderenza. È quindi consigliabile affrontare la salita con scarpe da trekking adeguate, passo sicuro e preferibilmente in condizioni meteorologiche stabili.
Vedi anche: Grosser Mythen
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