VACANZE D’INVERNO IN ENGADINA: LA VAL FEX

Un momento irrinunciabile di ogni vacanza invernale in Engadina è una passeggiata con le ciaspole nella splendida Val Fex. Partendo da Sils Maria, il cammino attraversa uno dei fondovalle più autentici e silenziosi della regione, tra larici, alpeggi e ampi spazi innevati, fino a raggiungere l’Alp da Segl. Un itinerario semplice e immersivo, dove il ritmo lento dell’inverno accompagna ogni passo e il paesaggio diventa protagonista assoluto.

La partenza avviene da Sils Maria, nelle prime ore del mattino, quando il paese è ancora avvolto da un silenzio discreto e il freddo dell’Engadina si fa sentire con decisione. Le ciaspole affondano nella neve compatta lungo il sentiero che conduce verso Fex Platta, seguendo una traccia chiara ma mai invadente. In pochi minuti, le ultime case restano alle spalle e il paesaggio cambia tono: i rumori si attenuano, il ritmo rallenta, l’attenzione si sposta naturalmente verso ciò che sta intorno.

Il cammino si sviluppa con una pendenza dolce, adatta a un’andatura regolare. I larici, spogli e ordinati, accompagnano il percorso con le loro ombre sottili che si allungano sulla neve. Qua e là, piccoli cumuli caduti dai rami testimoniano il passaggio del vento notturno. La valle accoglie senza fretta, lasciando spazio allo sguardo e al respiro.

Superato Fex Platta, il fondovalle si apre in tutta la sua ampiezza. Le tracce delle slitte trainate dai cavalli segnano la neve con linee parallele, ordinate, mentre il sentiero rimane ben leggibile anche con le ciaspole. Le montagne che circondano la Val Fex appaiono massicce e silenziose, quasi indifferenti al passaggio umano. Il ruscello, nascosto sotto il ghiaccio, accompagna il percorso senza farsi vedere.

Avvicinandosi a Fex Crasta e Fex Curtins, compaiono le prime costruzioni isolate. Case in pietra e legno, con i tetti carichi di neve, sembrano parte integrante del paesaggio più che elementi aggiunti. Qui la valle mostra il suo carattere più autentico: essenziale, equilibrato, privo di qualsiasi eccesso. Ogni tanto si incrocia qualcuno, ma senza scambi di parole; basta un cenno, come se il silenzio fosse parte integrante dell’esperienza.

Il sole raggiunge il fondovalle solo più tardi, scavalcando lentamente le creste. Quando la luce arriva, trasforma il paesaggio: le superfici innevate si accendono, le ombre diventano più nette, l’aria sembra improvvisamente meno rigida. La marcia prosegue senza fretta, seguendo il naturale invito della valle a non accelerare.

Il sentiero conduce infine verso l’Alp da Segl, posizionata in un punto aperto e luminoso. Qui lo spazio si dilata ulteriormente e lo sguardo si posa sulle montagne che chiudono l’orizzonte, brillanti sotto il sole invernale. Le pareti riflettono la luce con intensità, creando contrasti netti tra bianco e roccia. Davanti all’alpeggio, una panchina emerge dalla neve, semplice e perfettamente collocata.

La sosta avviene seduti, rivolti verso le cime. Mangiare diventa un gesto lento, quasi secondario rispetto a ciò che accade intorno. Il corpo si raffredda leggermente, ma non disturba: l’aria è ferma, il silenzio profondo. Solo qualche suono distante — un passo, un lieve scricchiolio — ricorda che la valle è attraversata, non abitata in quel momento.

Dopo la pausa, il rientro verso Sils Maria segue lo stesso tracciato, ma con una luce diversa. Le ombre si allungano sul fondovalle e le tracce lasciate al mattino iniziano già a confondersi. La Val Fex rimane immobile, come se nulla fosse cambiato.

La passeggiata con le ciaspole non si misura in chilometri né in dislivello. È un attraversamento silenzioso, fatto di dettagli, luce e ritmo naturale. Un’esperienza che non chiede di essere raccontata a voce alta, ma che resta impressa proprio per la sua semplicità.

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