Lugano: stop ai “gladiatori” della bicicletta

In questi giorni si è discusso parecchio sul “giro di vite” della Città di Lugano riguardo i ciclisti che viaggiano sui marciapiedi e nelle zone pedonali.

Il mio parere è che lo trovo giusto e sensato. Non è un attacco ai ciclisti, come qualcuno vorrebbe far credere. È un freno (scusate) ai “gladiatori” che vanno in bicicletta.

Mi capita spesso di trovarmi nelle vie cittadine, lungo i marciapiedi e nella zona del Parco Ciani. Ora, quante volte ho visto con i miei occhi dei veri incauti sfrecciare anche a 30 km/h (anche in e-bike) zigzagando tra pedoni che passeggiano tranquillamente, tra cui molti bambini e anziani?

Correndo un rischio enorme di cui probabilmente, questi che eufemisticamente chiamo “gladiatori”, nemmeno si rendono conto. Fortunatamente, è giusto dirlo, non per tutti è così: molti ciclisti si spostano a velocità moderata prestando attenzione agli altri.

Tuttavia, sempre di recente, mi è capitato di constatare un’analoga situazione “a forte rischio” sulla pedonale che costeggia il lago a Rivapiana a Minusio e dove tra l’altro un cartello indica, per le biciclette, una velocità di 5 km/h.

In quella circostanza sono stato superato, sui tre chilometri circa di tratta, da almeno una ventina di ciclisti che procedevano, anche in gruppo, a velocità sostenute come se si trovassero su una strada normale…

Il problema è il solito ed è una questione di educazione e buonsenso, che non vengono regalati col solo fatto di mettersi in sella ad una bicicletta. Vero, c’è anche il problema ormai noto e sempre più grave e pressante della mancanza di piste ciclabili in Ticino.

Un settore in cui in tanti anni si sono fatti pochissimi progressi: rispetto al resto della Svizzera accusiamo ritardi semplicemente biblici. Questa situazione, lo capisco per primo, può innervosire e fare anche un po’ arrabbiare.

Così come forse presenta qualche contraddizione la messa a disposizione del “bike sharing” in Città, quando di fatto mancano gli spazi adeguati per muoversi in sicurezza e con agio lungo le strade cittadine.

Ma questo non giustifica a mio avviso che per “rabbia” di debbano invadere gli spazi che per primi spettano ad altri e che hanno diritto di usufruirne in tutta sicurezza.

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Sasha Caterina parla dei Mondiali di Losanna

Simpatico, spontaneo e pure con quel pizzico di bella umiltà che non guasta mai nella figura del vero sportivo. Sasha Caterina è un ragazzo pieno di energia e vitalità, lo si intuisce subito dal tono della voce e dallo sguardo vivo. Il suo entusiasmo è contagioso, ma lo è ovviamente e soprattutto quando parla del suo sport prediletto, il triathlon.  

Classe 2000, quindi appena 19enne, venerdì mattina (ore 10) il minusiense sarà ai nastri di partenza del Campionato mondiale Junior che si svolgerà a Losanna. Per Sasha non si tratta dell prima esperienza a un mondiale: già lo scorso anno fu presente alla rassegna iridata in Australia sulla Gold Coast, dove concluse al 13mo posto assoluto, malgrado fosse di un anno più giovane di molti concorrenti.

Quindi, le speranze di ottenere un buon piazzamento in terra vodese questo weekend aumentano anche in considerazione degli ottimi risultati stagionali, tra cui spiccano il 2. posto in Coppa Europa a Tiszaujvaros a metà luglio e il recente titolo di Campione svizzero U20 di Nyon. Senza dimenticare, sempre questa estate, l’ottima esperienza tra gli élite nella gara di Coppa Europa a Malmö, dove ha terminato al 18mo rango risultando il miglior svizzero.

Risultati di spessore che indicano i grandi progressi compiuti dal portacolori del TriUnion in questi ultimi anni, dove oltre a far parte dei quadri della Nazionale rossocrociata è oggi pure inserito nel programma di Swiss Olympic, forse per gareggiare già a Tokyo tra un anno nella staffetta, anche se l’obiettivo principale resta Parigi 2024.

Per il pupillo di Christophe Pellandini, che in questi ultimi due mesi ha intensificato la preparazione grazie ad un congedo dal lavoro ottenuto dal suo datore (la ditta De Bortoli di Losone), questi ultimi giorni sono dedicati alla rifinitura e alla preparazione mentale.

“È vero, in questi due mesi mi sono potuto concentrare sulla preparazione arrivando, ad esempio durante il campo di Davos, a 26 ore di allenamento, anche se in media sono rimasto sulle 18-20. Ho curato soprattutto la qualità, visto che ho gareggiato parecchio. In questi ultimi giorni si tratta di recuperare al meglio per essere al top venerdì mattina”.

Quest’anno gareggerai in casa, quindi…

“Per me è un grande stimolo. Me lo ero già detto lo scorso anno che avrei voluto fare bene. Certamente perché competo in casa, ma poi perché si tratta dell’ultima possibilità di ben figurare in un mondiale U20. Voglio quindi giocarmi le mie carte e darò sicuramente il massimo”.

Cosa ne pensi del percorso?

“È particolare e impegnativo. La tratta a nuoto di 750 m dovrà essere fatta “a tutta” per uscire con il gruppo dei migliori. Poi ci saranno i 20 km in bici di percorso cittadino con uno strappo di circa 750 metri al 10% da fare 4 volte. Infine i 5 km a corsa prevalentemente pianeggianti, ma con pure un piccolo e insidioso strappetto”.

Dove potrebbe decidersi la gara?

“Sicuramente già nei quattro giri in bici potrebbe esserci una prima selezione. In ogni caso prevedo che i migliori terranno un ritmo elevato nella bici per “sfiancare” gli avversari in vista della tratta finale a corsa. Sarà quindi importante arrivare al secondo cambio in buona posizione per non perdere il contatto con la testa della corsa”.

Hai svolto una preparazione particolare?

“Abbiamo fatto dei lavori specifici sul Ceneri, come pure su un rullo che riproduce il percorso in bici del Mondiale. Quest’ultimo test, in particolare, mi ha motivato e tranquillizzato perché sullo strappo ho ottenuto dei tempi molto vicini a quelli degli élite che si sono cimentati sulla medesima salita nelle passate edizioni”.

Per Sasha Caterina la sfida è dunque lanciata al meglio e pur se consapevole che la concorrenza sarà piuttosto agguerrita è giustamente ambizioso, puntando ad un piazzamento di valore.

Da notare, in conclusione, la presenza a Losanna tra gli élite di Nicola Spirig, campionessa olimpica a Londra nel 2012. Sia la Spirig che Sasha Caterina potremo ammirarli, tra l’altro, il 7/8 settembre a Locarno in occasione del triathlon.

FONTE: Corriere del Ticino, 28.08.2019

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L’allenamento nel solleone, oggi su “ExtraSette”

Allenarsi quando fa caldo è possibile a certe condizioni e a patto che si sia consapevoli che le prestazioni risultano meno efficaci. Di questo parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) dove indico alcuni suggerimenti per difendersi dal… solleone. Buona lettura!

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Sulla sommità dei passi alpini, oggi su “ExtraSette”

Conoscete la storia del cippo da 900 kg che c’è sul passo della Novena e su cui sono raffigurati gli stemmi dei cantoni Ticino e Vallese? Una storia curiosa, perché la notte seguente all’inaugurazione del passo, avvenuta nel 1969, il cippo fu misteriosamente trafugato da sconosciuti. Solo qualche tempo dopo venne ritrovato in un fienile di Ulrichen e si capì il perché del gesto: i vallesani non erano d’accordo sul tracciamento dei confini sul passo e ci vollero 10 anni per stabilire quelli attuali… Di questo, ma soprattutto delle bellezze della Novena da percorrere in bici, vi parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”). Buona lettura!

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L’importanza del recupero, oggi su “ExtraSette”

Aspetto fondamentale in ogni programma di allenamento è la fase di recupero. Spesso ce ne dimentichiamo, ma un corretto recupero dello sforzo è importante tanto quanto l’allenamento medesimo.

Se questa fase viene ignorata o sottovalutata, non solo non si godranno dei benefici del lavoro che viene svolto ma si rischierà seriamente di ritrovarsi in overtraining.

Di uguale importanza è il recupero prima di una gara: nei giorni precedenti e a volte nelle settimane prima di una competizione è indispensabile ridurre la quantità e l’intensità dell’allenamento per consentire al corpo di ripristinare completamente le energie.

Di tutto questo parlo oggi nella mia rubrica “Il benessere dello sport” su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”).

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Mont Ventoux, “dio del male”, oggi su “ExtraSette”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) vi parlo della mia recente ascesa al Mont Ventoux, salita leggendaria anche del ciclismo professionistico…

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Senza piacere si fallisce, oggi su “ExtraSette”

IL DROP-OUT NELLO SPORT
Oggi su “ExtraSette” parlo di un fenomeno assai diffuso nel mondo dello sport, soprattutto giovanile, di cui però si parla poco. È quello che viene chiamato “drop-out”, ovvero l’abbandono per mancanza di risultati, noia e disaffezione dovuti anche ad allenamenti troppo intensi rispetto all’età. E dove una certa responsabilità ricade anche sull'”entourage”, nelle ambizioni di società, allenatori e familiari… Buona lettura!

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Il giro del lago di Lucerna, oggi su “ExtraSette”

Pedalare nella regione dei Quattro Cantoni immersi nella natura, tra curiosità e storici aneddoti…

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“Acqua tonica”, l’articolo di oggi su “ExtraSette”

Allenarsi, irrobustirsi e mantenersi in forma. In questo periodo di calura è consigliabile farlo in piscina, quindi perché non facendo un po’ di… Acquagym?

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Il giro del lago di Neuchâtel, oggi su “ExtraSette”

Sono 107 chilometri quasi tutti pianeggianti, con da un lato i vigneti, dall’altro lo specchio d’acqua e in lontananza la maestosità delle Alpi bernesi…

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