Da Andermatt a Strasburgo lungo la ciclabile del Reno

PARTENZA DA ANDERMATT 🇨🇭🚴‍♂️

Questa mattina, una mattina calda di inizio estate, ho preparato le mie cose e sono partito da casa in bicicletta senza voltarmi indietro. Sono sceso alla stazione dove ho acquistato un biglietto di sola andata, insieme a un cappuccino e una brioche.La mia meta stava a nord, un nord così perfettamente astronomico che sarebbe bastata la bussola a raggiungerlo. Un nord al centro, più precisamente il cuore delle Alpi, alla sorgente del grande fiume Reno.Il mio sogno? Percorrere una parte della “Rheinradweg”, la famosa ciclabile del Reno, toccando Svizzera, Liechtenstein, Austria, Germania e Francia: dalla sorgente alpina, presso Andermatt fino a Strasburgo, capitale europea.Dal cuore della Svizzera, dunque, a quello simbolico dell’Europa con nel mezzo circa 650 km a combustione lenta, tanta storia e natura, come sempre tante annunciate emozioni…Ed ora eccomi qui: seduto su un muretto di fronte al “Könige & Post” di Andermatt guardo verso l’alto e il passo dell’Oberalp (2044 m) che affronterò tra poco. Lassù incontrerò la sorgente del giovane fiume Reno e lo saluterò come si saluta un bambino ricco di grandi promesse…

TAPPA 1 – ANDERMATT-COIRA, 96 KM 🇨🇭🚴‍♂️

Paesaggi alpini, campanacci, chalet, grandi prati verdi, profumati e fioriti. E poi villaggi graziosi, gerani e fontane, paesi che diventano piccole città, montagne enormi, funivie, una lingua che cambia e si confonde, dal tedesco al romancio e viceversa.Grandi, infiniti prati verdi e pascoli che invadono le pendici delle montagne fino alla strada. La Surselva è un tripudio di colori, varietà ed emozioni. Percorrerla dalla cima fino qui, nella cittadina di Coira, la più antica della Svizzera con i suoi 5000 anni di storia, è un’esperienza più avvincente di un romanzo di successo.Un libro, la parola stessa, non sono in grado di esprimere tutte le emozioni che si provano nel pedalare rasoterra accanto e in compagnia del Reno che da piccolo fiume si è ormai fatto grandicello e maturo.Trovo una camera all’Hotel Stern un elegante 4 stelle con prezzi abbastanza abbordabili che scopro essere un albergo (anche) per ciclisti. Così, a cena, mi unisco nella bella “Stube” in legno a una allegra comitiva di olandesi, tutti biondi e con gli occhi azzurri, le facce tonde tonde e sorridenti.Oggi hanno affrontato la salita di Arosa e domani saliranno verso l’Albula. “Se vogliamo provare l’emozione della salita dobbiamo venire qui, perché da noi non se ne trovano neanche a pagarle”, mi dice ridendo uno di loro, sulla quarantina, già piuttosto alticcio. Annuisco, dicendo loro che il mio viaggio punta invece proprio verso le loro pianure. Ridiamo entrambi e poi brindiamo con un boccale di birra, augurandoci a vicenda nei prossimi giorni delle belle soddisfazioni nelle rispettive avventure ciclistiche.Intanto, a qualche centinaio di metri da qui, dove la campagna prende il sopravvento sugli ultimi residui di civiltà, il grande fiume Reno continua il suo lento cammino nel silenzio della notte.

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SUNSTAR HOTEL GRINDELWALD, IDEALE PER SPORTIVI

Al Sunstar Hotel Grindelwald ci sono stato di recente durante un mio soggiorno in questa splendida località nell’Oberland Bernese. Un soggiorno voluto per scoprire gli itinerari in bicicletta in una delle regioni più conosciute e rinomate della Svizzera.

Per un ciclista e un qualsiasi sportivo che intende programmare delle vacanze attive, in cui si muove e percorre parecchi chilometri al giorno, la scelta dell’albergo dove si soggiorna è un elemento fondamentale: perché ci permette di rilassarci e di assaporare a fondo le esperienze vissute in giornata.

Ebbene, devo dire che il Sunstar Hotel Grindelwald ha risposto pienamente alle mie aspettative dimostrandosi una struttura davvero all’altezza di ogni esigenza. Posizionato strategicamente con una vista eccezionale sulla mitica parete nord dell’Eiger che riflette la propria luce in lontananza, è punto di partenza per le più belle uscite ed escursioni.

Anzitutto verso il Grosse Scheidegg, vera attrazione per ogni ciclista che ha anche la possibilità di noleggiare se vuole, proprio di fronte all’albergo, delle comode e-bike per salire lungo i quasi dieci chilometri che portano ai 1962 metri del passo, un ampio altipiano posto sotto i 3692 m del Wetterhorn.

Altri itinerari sono possibili e direi quasi irrinunciabili: come una puntata verso le località di Wengen e di Lauterbrunnen, con la splendida valle scavata tra due pareti di montagne e dalle quali fuoriescono a tratti cascate davvero impressionanti. Oppure, per i ciclisti più allenati, affrontando il circuito che da Grindelwald scende a Interlaken per proseguire in direzione di Brienz e Meiringen e da qui affrontare la salita che dal versante opposto porta sempre sul Grosse Scheidegg.

Tanti chilometri sapendo che però la sera si è un po’ come coccolati dall’ambiente sereno e molto confortevole del Sunstar Hotel Grindelwald, dove la gentilezza e lo spirito d’accoglienza sono davvero un fiore all’occhiello. Così come altre particolarità: dal mangiare (un buffet della colazione ricchissimo e per ogni palato) alla zona fitness e spa molto accoglienti per finire alla bella piscina interna con vista imprendibile verso le montagne.

Che dire? Un grazie di cuore allo staff che mi ha permesso di vivere questi splendidi giorni a Grindelwald e in particolare al direttore Sven Briseid a cui va tutta la mia riconoscenza. Da parte mia una promessa: tornerò certamente in questa località e soggiornerò ancora al Sunstar, perché è mio desiderio tornare in bicicletta in questi splendidi luoghi della nostra amata Svizzera.

La splendida vista che si può godere dall’albergo.
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IL SOGNO: LA “VIARHÔNA” IN BICICLETTA

Da tempo riflettevo sul fatto che vi sono dei viaggi che sentiamo di dover fare. Non i soliti viaggi banali in terre lontane stile “pacchetti vacanza”. Ma quei viaggi di cui sentiamo un richiamo particolare e che a dispetto della fatica e degli inconvenienti, della scomodità e delle bizze del tempo, della paura di non farcela, sogniamo spesso, sicuri che prima o poi arriveremo alla meta.

Non è un fatto razionale. Per taluni si tratta di un’autentica spinta interiore. Una terra lontana ci chiama, un’avventura annunciata e appena percepita, con la promessa di qualcosa che neanche sappiamo. È qualcosa che dobbiamo a noi stessi, che è dentro di noi e per la quale siamo disposti a tutto.

Il sogno del viaggio

Così, una mattina, una mattina calda di inizio estate, ho preparato le mie cose e sono partito da casa in bicicletta e con lo zaino in spalla senza voltarmi indietro, per dare seguito a quella spinta interiore, a quel sogno di un viaggio che covavo dentro di me.

Sono sceso alla stazione di Lugano dove ho acquistato un biglietto di sola andata, insieme a un cappuccino e una brioche.

La mia meta stava a nord, un nord così perfettamente astronomico che sarebbe bastata la bussola a raggiungerlo. Un nord al centro, più precisamente il cuore delle alpi, alla sorgente del grande fiume Rodano.

Il mio sogno? Percorrere per intero la “ViaRhôna”, la famosa ciclabile che seguendo fedelmente il fiume ti porta dalla sorgente, sul passo della Furka, fino al mare, dalle parti di Arles in Camargue, nel sud della Francia.

Dal cuore della Svizzera, dunque, al Mediterraneo con nel mezzo circa 850 km a combustione lenta, tanta storia e natura, tante annunciate emozioni…

Tra natura e storia a fil di fiume

Diciamolo subito: la ciclabile del Rodano non è un percorso difficile, perché seguendo il corso di un fiume dalla sua sorgente fino al mare è per sua natura destinato a scendere leggermente.

Inoltre, una buona tratta in territorio francese, grosso modo da Valence fino al mare, beneficia del vento a favore, il famoso Mistral, che soffia da nord-ovest facilitando non poco il compito del ciclista, anche di quello che ama muoversi con le borse.

Certo, la distanza complessiva è notevole, ma in genere il percorso viene suddiviso in tappe dalla lunghezza variabile a dipendenza delle capacità di ciascuno. A questo proposito esistono numerose guide con vari consigli anche sul pernottamento.

Vale la pena comunque non avere fretta e gustarsi appieno questa ciclabile che è per la gran parte in sicurezza, ovvero su un tracciato indipendente e asfaltato, lontano dalla strade principali e quasi sempre a lato del fiume.   

È inoltre un percorso ricco di paesaggi straordinari e storie affascinanti. Dai panorami alpini fino al Mediterraneo, il Rodano, dapprima fiume giovane e poi sempre più maturo e imponente, è testimone di una storia millenaria che si è svolta e si è sviluppata sulle sue rive.

I politici e gli amministratori delle regioni attraversate ne sono del resto consapevoli, così come conoscono le potenzialità della “ViaRhôna” nell’ottica di una promozione turistica. “Un ciclista spende mediamente più di un automobilista”, ha detto ad esempio Nicolas Daragon, vice presidente del consiglio regionale dell’Alvernia-Rodano-Alpi, nonché sindaco di Valence. “Se l’automobilista, al suo passaggio, lascia circa 45 euro, il ciclista ne lascia 70 e quindi per noi rappresenta un tipo di turismo più interessante dal punto di vista economico”.

La strada che racconta storie

Noi continuiamo però a pedalare sulla nostra bicicletta, con la strada che si srotola sotto le ruote che corrono veloci e comincia a raccontarci storie di città, luoghi e persone…

E così scopri, lungo il percorso, un passato di grande bellezza e un presente tutto da conoscere: gli chalets dell’alto Vallese, il Lavaux patrimonio Unesco, il Lemano dalle forme perfette e l’acqua azzurra, l’elegante Ginevra, i piccoli villaggi come Seyssel nell’Alta Savoia, la splendida Lione, dove la Saona entra nel Rodano, e poi Avignone città dei Papi, e ancora la variopinta Arles, fin giù in Camargue di una Francia bruciata dal sole di queste giornate di inizio estate…

Perché sì, la bicicletta resta uno strumento di conoscenza alternativo e mezzo ideale per spostarsi, per rincorrere quel determinato viaggio, lungamente atteso che sentiamo di “dover fare”, malgrado le incertezze e le scomodità, le bizze del tempo e la paura di non farcela. Un viaggio che spesso e quasi per magia, diventa esso stesso sogno. Uno splendido sogno.

Fonte: ExtraSette, 27 settembre 2019

Maggiori info: www.viarhona.com

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Profumi e colori dell’autunno, oggi su “ExtraSette”

Un fascino discreto e irresistibile. La bella Valle Bedretto esercita su chiunque ha la fortuna di attraversarla un’attrazione inspiegabile.

Oggi su “ExtrasSette” 🙂

Leggi ancheRicominciare con prudenzaTrovare tempo per se stessiLa corsa, che passione!Turismo lento e sci di fondoDare sempre il meglio di séSe il corpo lo segnala è meglio rallentareL’allenamento e i suoi principiL’attività fisica aiuta lo studioCorrere da soli o in compagnia?Il mio rapporto con lo sportQuei chiletti di troppo… che ci rallentano nella corsaI benefici del Nordic walkingIn forma a ogni etàLe attività fisiche più salutariVia dall’auto, intervista a Yuri MonacoTicino, terra di ciclismoDal Ceresio al San GratoLa resilienza risorsa interioreStraLugano, energia positivaIl movimento è medicinaPurificarsi sul Monte BarLe insidie dell’overtrainingNell’antico cuore del TicinoAlto il numero degli sportiviAllenamenti strutturati, un miglior rendimentoLe proprietà benefiche del nuotoDa Grono a Santa Maria in Val CalancaTremola libera per i cicloturistiPerché praticare uno sport di resistenza?La Verzasca in biciclettaTutta la vita in movimentoPer dimagrire una lunga corsaOnsernone, una valle tante storieIl giardino incantato del KlausenPer migliorare corsa e velocitàLa ciclabile del lago di CostanzaIl peso influenza la prestazioneDonne e sport: binomio vincenteLa vita è bella dal sellino di un’e-bike!; La Maratona della Grande MelaLa Penudria in biciclettaElogio dello sforzo, se non eccessivoLa preparazione piramidaleIn forma col test ConconiLa palestra per tuttiSalire sul Brè al tramontoUna bicicletta per NataleLo sport oggi è dappertuttoLa Silvesterlauf e quella voglia di vivereUn anno di sport per cambiare vitaIl proposito di inizio annoFondamentale la preparazioneIl pesante monito di Jim FixxPedalando verso SagnoAttività fisica, notti placideCorrere quando nevicaPer i boschi di Breganzona; La semplice gioia di fare sport; La sera di corsa al Monte Boglia; I consigli per iniziare a fare sport; Bisogna bere prima della seteIn bici al casolare di Serpiano; Corsa mattutina per dimagrire; Pedalare a filo dell’acqua; Concretizzare il cambiamento; Voti migliori grazie allo sport; Camminare per la città; Una scalinata con vista sul blu; Da Zurigo a Rapperswil; A Verdabbio in bicicletta; StraLugano, bella la città; L’insegnamento del dr. Arcelli; Monti di Ronco, vista sul lago; L’importanza dello stretching; La Sighignola e il suo balcone; Anche il tempo richiede qualità; Il giro del lago di Neuchâtel; Acqua tonica; Il giro del lago di Lucerna; Senza piacere si fallisce; Mont Ventoux, dio del maleL’importanza del recuperoSulla sommità dei passi alpiniL’allenamento nel solleoneProgettati per muoversiDove Annibale valicò le AlpiPerseveranza e disciplinaUna gita in LeventinaLa “ViaRhôna” in biciclettaAttimi intensi di vitaL’anima della Val Bavona; Il coraggio dell’umiltà

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L’anima della Val Bavona, oggi su “ExtraSette”

LA MISERIOSA E SELVAGGIA VAL BAVONA
“Quando viaggiamo in bicicletta abbiamo la possibilità di essere più attenti a ciò che ci sta attorno, alle cose e al paesaggio. Com’era una volta quel luogo o solo quella strada che stiamo percorrendo? Com’era quella zona o quel villaggio fino a cinquant’anni fa?
Ma soprattutto: qual è la vera anima del posto? Perché ogni luogo, ogni regione, ogni valle del Ticino ha una sua caratteristica particolare, dovuta al paesaggio, alla storia, alla sua gente. È il bello del nostro Cantone, quella ricchezza di “particolarità” che fa sì che non ci si possa mai annoiare, che ogni uscita sia una nuova scoperta”.
Oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere”). Buona lettura!

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La “ViaRhôna” in bicicletta, oggi su “ExtraSette”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) trovate il racconto di questa avventura a due ruote che durante l’estate mi ha portato dal ghiacciaio sulla Furka fino alla Plage de Napoléon: quasi 900 km seguendo il fiume Rodano dalla sua sorgente al Mediterraneo. Buona lettura e buon we!

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Una gita a due ruote in Leventina, oggi su “ExtraSette”

“Ci sono luoghi del Ticino che percorro sempre volentieri in bicicletta ?‍♂️ e quindi che faccio con regolarità, almeno una volta all’anno. Uno di questi è senz’altro la risalita della Val Leventina di cui ho forti rimembranze”. Oggi su “ExtraSette” parlo di questa splendida valle, che conosco molto bene, ricca di storie e personaggi. Buona lettura!

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Dove Annibale valicò le Alpi, oggi su “ExtraSette”

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere”) parlo del passo del Gran San Bernardo. Un passo ricco di storia e di leggende, a cominciare dai famosi cani San Bernardo e dal fatto che si trova sulla via Francigena, antica via di pellegrinaggio. E poi gli eserciti, pensate forse anche Annibale con il suo esercito e 40 elefanti lo scelse per superare le Alpi… e oggi i ciclisti. Buona lettura!

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Sulla sommità dei passi alpini, oggi su “ExtraSette”

Conoscete la storia del cippo da 900 kg che c’è sul passo della Novena e su cui sono raffigurati gli stemmi dei cantoni Ticino e Vallese? Una storia curiosa, perché la notte seguente all’inaugurazione del passo, avvenuta nel 1969, il cippo fu misteriosamente trafugato da sconosciuti. Solo qualche tempo dopo venne ritrovato in un fienile di Ulrichen e si capì il perché del gesto: i vallesani non erano d’accordo sul tracciamento dei confini sul passo e ci vollero 10 anni per stabilire quelli attuali… Di questo, ma soprattutto delle bellezze della Novena da percorrere in bici, vi parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”). Buona lettura!

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Mont Ventoux, “dio del male”, oggi su “ExtraSette”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) vi parlo della mia recente ascesa al Mont Ventoux, salita leggendaria anche del ciclismo professionistico…

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