“La vita è bella dal sellino di un’e-bike!” oggi su “ExtraSette”

LA VITA È TUTTA DIVERSA DAL SELLINO DI UN’E-BIKE!

“Qualcuno ha parlato di rivoluzione copernicana. Perché l’avvento delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita, sta veramente cambiando la percezione della realtà. In Svizzera si stima che ne circolano non meno di 400’000 e l’incremento è stato massiccio soprattutto nell’ultimo decennio…”

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere”) parlo di bici elettriche e dei tanti vantaggi che comportano: praticità, convenienza, rispetto ambiente, ecc. Buona lettura!

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“La ciclabile del lago di Costanza”, su “ExtraSette”

LA CICLABILE DEL LAGO DI COSTANZA

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) trovate la mia descrizione della ciclabile del Lago di Costanza, un viaggio a due ruote che ho compiuto questa estate e che consiglio davvero a tutti perché bellissima oltre che alla portata di ognuno. Buona lettura!

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Il giardino incantato del Klausen, oggi su “ExtraSette”

IL GIARDINO INCANTATO DEL KLAUSEN
Oggi su “ExtraSette” (ricco e sempre interessante supplemento del venerdì del “Corriere”) vi porto alla scoperta del passo del Klausen nel cuore della Svizzera. Un passo ardito, ma anche un giardino incantato, dove riecheggia la leggenda di Guglielmo Tell ma anche quella di un mito del ciclismo, ovvero il grande Ferdy Kübler.

Buona lettura! 

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“Swiss Alpine passes by bicycle”, Fontana Edizioni

SWISS ALPINE PASSES BY BICYCLE

“Cycling on the passes in Switzerland is more than just a sports activity. You can immerse yourself in majestic landscapes rich in history, in unpolluted mountains and valleys, put oneself to test, discover that craving for the essentials which everyday life tends to choke…”.

The book contains a description of over 40 ascents of the major Swiss mountain passes. A complete guide for all, full of information and useful tips.

SWISS ALPINE PASSES BY BICYCLE

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“Mit dem Fahrrad über die Schweizer Pässe”

MIT DEM FAHRRAD ÜBER DIE SCHWEIZER PÄSSE

“Radfahren auf den Schweizer Pässen ist mehr als eine sportliche Leistung. Es ist die Möglichkeit, sich in einer majestätischen, historisch reichhaltigen Umbegung, inmitten von Bergen und unverschmutzten Tälern auf die Probe zu stellen, die Lust die Essenz des Lebens zu entdecken, die unser normaler Alltag oft unterdrückt…”.

Das Buch beinhaltet eine Beschreibung von über 40 Fahrten über die wichtigsten Schweizer Pässe. Ein kompletter Reiseführer für alle, reich an Informationen und Ratschlägen.

Mit dem Fahrrad über die Schweizer Pässe

Photo: N. Pfund

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“La Verzasca in bicicletta”, oggi su “ExtraSette”

LA VERZASCA IN BICICLETTA

Uno degli aspetti più sorprendenti del Ticino è certamente la varietà del suo territorio. Ogni regione si caratterizza per qualcosa di particolare, così come ogni valle ha ciascuna una propria “personalità”.

Prendiamo la Valle Verzasca. Cosa la distingue rispetto alle altre valli del cantone? Non la diga, come qualcuno potrebbe pensare, e neppure quel carattere aspro e selvaggio che possiamo in parte ritrovare altrove.

No, la Valle Verzasca è anzitutto il suo fiume, compagno di viaggio fedele anche per il ciclista itinerante che qui ritrova l’armonia e il giusto senso dell’andare. Un fiume che è un gioiello naturalistico e che si offre in tonalità cromatiche diverse secondo l’atmosfera e la stagione: blu intenso o verde smeraldo…

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La “Via Rhôna” in bicicletta – Prologo dalla sorgente

LA “VIA RHÔNA” IN BICICLETTA – PROLOGO DALLA SORGENTE DEL RODANO, ALLA RICERCA DEL… PRIMO ZAMPILLO

Cammino incerto sul piccolo sentiero, come se portassi dei tacchi a spillo. Le scarpette da bici non sono adatte a spostarsi sulla terra ferma. Immaginiamoci su un sentiero sconnesso come questo. Voglio però raggiungere la sorgente del Rodano. Il riverbero del ghiacciaio mi colpisce di tanto in tanto gli occhi costringendomi a chiuderli e rendendomi ancora più difficile lo spostamento. Mi vedo un po’ ridicolo camminare in questo modo. Sorrido tre me di questa situazione, pensando anche a quanto mi è capitato ieri in albergo, ad Andermatt, dove ho dormito.

È la commovente storia di Olga, cameriera sulla sessantina dalle taglie forti, ma dai modi gentili. È stata lei a servirmi la cena ieri sera. Nell’albergo non c’era tanta gente, e così abbiamo scambiato due parole che sono presto diventate molte di più, perché praticamente mi ha raccontato tutta la sua vita. Dell’infanzia alla morte del marito durante la guerra fino al arrivo qui in Svizzera, dove da ormai vent’anni lavora come cameriera. Ha girato mezza Svizzera, ma soprattutto il Vallese (è stata anche a Zermatt) e da due anni è qui ad Andermatt, dove dice di trovarsi bene. Nel suo sguardo malinconico, al momento del saluto, leggo le tracce di un’esistenza non sempre facile.

Essere ciclisti solitari con un sogno da realizzare comporta sempre, a livello di comunicativa con gli altri, degli insoliti vantaggi: tra questi il fatto che la gente ti si avvicina con facilità, aprendosi in modo a volte sorprendente. Forse perché al ciclista solitario, che si vedrà per un attimo soltanto e poi si dissolverà nel proseguo del suo viaggio, si vuole consegnare un messaggio da portare al mondo, come la bottiglia che si butta in mare, sperando che la propria storia, anche se semplice e umile, possa essere ricordata degnamente, come tutte le altre, nel grande e universale libro della memoria.

Già, il mio sogno nel cuore: come vi ho detto è quello di percorrere da cima a fondo nei prossimi dieci giorni, quindi lungo circa 850 chilometri, tutto il fiume Rodano, dalle Alpi svizzere al Mediterraneo! Dico subito: non so se riuscirò a ripercorrere tutto quanto l’itinerario come ho già fatto qualche anno fa. Dipenderà da alcune circostanze, di cui magari vi dirò, insomma da certi impegni che forse mi obbligheranno a rientrare prima. Comunque, fino alla magica città di Lione ci voglio arrivare. Costi quel che costi. E non si pensi che sia poco perché saranno oltre 500 chilometri di viaggio a cui devo prevedere di aggiungerne sicuramente altri per il ritorno….

Un sogno che inizia per forza di cose qui, alla sorgente del Rodano che adesso con passo incerto, sempre per via delle scarpette da ciclista, sto cercando di raggiungere, almeno per vedere d lontano, se riesco anche per fotografare. Ripenso ancora a Olga dalle taglie forti e dal sorriso semplice e gentile, a queste vite a volte non facili, mentre guardo verso valle e il vertiginoso percorso della strada che si srotola verso il basso come un filo di lana.

Tra poco mi lancerò anch’io verso il fondovalle sulla mia bicicletta, come se spiccassi il volo da un trampolino. È del resto la fortuna, non trascurabile, di chi sceglie di seguire un fiume, che per immutabili ed eterne leggi fisiche è destinato a scorrere sempre in discesa…

A presto!

La Via Rhôna

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La “Via Rhôna” in bicicletta – La vigilia ad Andermatt

LA “VIA RHÔNA” IN BICICLETTA

IL SOGNO DEL CICLOVIAGGIATORE – VIGILIA DELLE PARTENZA AD ANDERMATT

Cari amici del web, eccomi qua. Pronto per lanciarmi in una nuova sfida a due ruote. Ormai mi conoscete. Ogni tanto mi prende quella voglia di partire… come se il nomade che vive in me reclamasse i suoi diritti e stufo di starsene seduto a una sedia dicesse: “Hey, ce lo facciamo un bel giretto?”

E dunque… voilà, la mia nuova avventura inizia in un alberghetto di una vecchia e tipica casa in legno di Andermatt, nella verdeggiante e fresca Valle di Orsera, il cui nome richiama origini eloquenti: qui, un tempo, ci vivevano proprio loro, gli orsi. Una valle situata nel cuore delle Alpi, a circa 1450 m di altitudine.

È quasi sera e aspetto con ansia di cenare, infilarmi nel letto e risvegliarmi domani mattina, con la speranza di vedere un cielo tutto blu…

Infatti, di buon’ora scalerò la Furka (2419 m) alla ricerca della sorgente, del primo zampillo, della polla primigenia… del grande fiume Rodano, che nasce proprio nel cuore delle splendide Alpi svizzere e che poi farà tutto il suo corso lungo ben 850 chilometri per sfociare nel Mediterraneo, a due passi da Marsiglia, nel sud della Francia.

Trovata la sorgente sempre domani mi lancerò lungo il Vallese con l’intenzione di giungere almeno in prossimità del grande Lemano. 130 chilometri all’incirca ma con un bel dislivello… negativo: dai 2419 del passo si arriverà ai circa 471 di Martigny, la meta che mi sono prefissato. Sulla carta dovrebbe dunque essere una tappa abbastanza veloce, vento permettendo…

Percorrerò quindi in questo viaggio la famosa e intrigante “Via Rhôna”, la famosa ciclabile che ho sempre sognato, non ho più percorso di recente, ma dicono bellissima per le nuove ciclabili realizzate, e che mi porterà a scoprire regioni importanti, città dalla ricca storia, seguendo fedelmente il corso del fiume Rodano, il secondo per importanza a livello europeo.

Un viaggio a dorso di formica che cercherò di raccontarvi nei prossimi giorni… quanti esattamente non lo so ancora… più o meno setto o otto, ma potrebbero essere di più, probabilmente non di meno, a dipendenza di quello che succederà e che adesso davvero non posso prevedere, anche perché non sono il mago Otelma e quindi lasciamoci sorprendere, che la vita di tutti i giorni è già abbastanza noiosa e prevedibile…

Sdraiato sul letto con le gambe a riposare, come un cosacco alla vigilia della lunga marcia, guardo adesso l’antico soffitto in legno decorato della mia stanza. Chi si trova ad Andermatt ha davvero l’impressione di essere al centro dell’Europa. A due passi da qui c’è il famoso ponte del diavolo della Schöllenen che ha segnato la storia del continente, con il fiume che rumoreggia sul fondo della gola e si fa spazio tra i grossi macigni.

Siamo al crocevia di passi importanti, dalla storia ricca e spesso drammatica, la Furka, l’Oberalp, il San Gottardo, passi dove nascono i grandi fiumi che attraverseranno l’Europa: il Reno, la Reuss, il Ticino e, appunto, il Rodano…

È sera e dalle finestre filtra ancora qualche tiepido raggio di sole: sulle cime più lontane, verso Realp e il passo della Furka dove mi dirigerò domani, le nuvole si rincorrono spinte da un lieve soffio di tramontana. Malgrado i 12° C scarsi è comunque un dolce calar della sera.

Le valli che convergono su Andermatt si addormentano nel verde più profondo mentre superbi profili dei monti, ancora intrisi di luce incandescente, sembrano incidere col fuoco un cielo azzurro di cristallo.

La Via Rhôna

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“Tremola libera per cicloturisti”, oggi su “ExtraSette”

TREMOLA LIBERA PER CICLOTURISTI

Nella settimana delle grandi salite al “Tour”, oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) vi propongo la descrizione del nostro “monumento viario” per antonomasia, ovvero la salita  della Tremola che porta al Passo del San Gottardo e che ogni cicloturista dovrebbe aver compiuto almeno una volta in… vita sua! 

Buona lettura, dunque, ma soprattutto uno splendido e “sportivo” weekend a tutti!

PS: viste le condizioni meteo ideali, perché non andarci proprio in questo fine settimana? C’è la Granfondo del Gottardo!! 

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