Privacy e AI nel 2026: il vero problema non sono i dati, ma le previsioni

Nel 2026 la privacy non riguarda più soltanto la raccolta dei dati personali, ma soprattutto la capacità degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale di prevedere comportamenti, emozioni e decisioni future attraverso migliaia di segnali digitali quotidiani. Le grandi piattaforme non si limitano più a sapere chi siamo: utilizzano modelli predittivi per capire cosa faremo, cosa compreremo e quanto siamo influenzabili, trasformando la personalizzazione in uno strumento sempre più preciso e invisibile.

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Una replica a Bruno Giussani sull’uso (e i pericoli) dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale può apparire seducente perché riduce lo sforzo cognitivo, permettendo di delegare alcune attività mentali. Tuttavia, più che sostituire il pensiero, lo trasforma, richiedendo nuove competenze come il giudizio critico e la capacità di valutare le informazioni. Il vero rischio non è l’IA in sé, ma un uso passivo che rinunci alla responsabilità del pensare.

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RICERCA: Il ruolo dei social media nella vita degli adolescenti

Negli ultimi quindici anni i social media hanno trasformato profondamente il modo in cui le persone comunicano, si informano e costruiscono la propria identità. Gli adolescenti, che rappresentano una delle fasce più attive online, vivono quotidianamente immersi in piattaforme come Instagram, TikTok, WhatsApp, YouTube e Snapchat. L’obiettivo di questa ricerca è analizzare come i social media influenzano la vita degli adolescenti, evidenziando benefici, rischi, cambiamenti nelle relazioni sociali e conseguenze psicologiche.

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