“In forma col test Conconi”, oggi su “ExtraSette”

IL TEST CONCONI E LA VALUTAZIONE FUNZIONALE

Il famoso “test Conconi”: cos’è, come funziona, perché è importante farlo per chi vuole gareggiare e migliorarsi in uno sport di resistenza. È questo il tema del mio contributo di oggi su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del “Corriere” che presenta sempre tanti temi interessanti tra cui, quello odierno da non perdere, dedicato a… Topolino che compie novant’anni!

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La preparazione piramidale, oggi su “ExtraSette”

LA PREPARAZIONE PIRAMIDALE NELLO SPORT
Per raggiungere un obiettivo agonistico, per riuscire ad esprimere le nostre potenzialità è necessario strutturare la preparazione in periodi, con degli allenamenti specifici. È la cosiddetta preparazione piramidale. Ne parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere”). Buona lettura!

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“Il peso influenza la prestazione”, oggi su “ExtraSette”

IL PESO INFLUENZA LA PRESTAZIONE

C’è un aspetto fondamentale nella ricerca del migliore risultato nella corsa a piedi (ma anche in bicicletta) ed è il peso corporeo.

Un fisico asciutto e con poca massa grassa permette di ottenere risultati molto vicini al nostro massimo potenziale. Basta guardare gli atleti di punta, tutti molti magri.

Sono stati fatti dei calcoli approssimativi sui miglioramenti che ci possono essere a dipendenza del peso corporeo e le indicazioni sono davvero sorprendenti.

Di questo parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”).

Buona lettura e buon weekend a tutti!

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“Per migliorare corsa e velocità”, oggi su “ExtraSette”

COME MIGLIORARE LA VELOCITÀ NELLA CORSA

Ci sono persone che pur correndo con regolarità non riescono a migliorare i propri tempi nella corsa a piedi. Ciò è spesso dovuto al tipo di allenamento, in particolare se non si prevedono delle sessioni a ritmi più sostenuti, le cosiddette ripetute che vanno comunque svolte a un’intensità commisurata al proprio livello.

Ne parlo oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) a p. 16.

Buona lettura e buon weekend a tutti!

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“Per dimagrire una lunga corsa”, oggi su “ExtraSette”

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“Allenamenti strutturati, un miglior rendimento”

“Un concetto basilare per chi fa attività fisica con lo scopo di progredire e migliorare è quello di dare un minimo di organizzazione ai propri allenamenti. Chi non si pone degli obiettivi e non pianifica un programma di allenamenti difficilmente riuscirà a progredire.”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento allegato al “Corriere del Ticino”) alle pagine 16-17 trovate un mio contributo su come strutturare gli allenamenti per un migliore rendimento: fase di riscaldamento, nucleo centrale e defaticamento.

Buona lettura e buon sport a tutti! 

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Le insidie dell’overtraining, oggi su “ExtraSette”

LE INSIDIE DELL’OVERTRAINING

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) parlo di overtraining, una problematica di cui occorre sempre tenere presente per chi svolge uno sport a livello amatoriale e quindi spesso non è seguito da medici sportivi o preparatori qualificati.

“Andare in sovrallenamento”, come si dice in gergo, è più facile di quanto possa sembrare, soprattutto per chi si allena un po’ a caso e senza avere un vero piano, e può causare diversi problemi tra cui stanchezza cronica, infortuni, nervosismo e impossibilità di progredire.

Si ritiene che questa sindrome interessi un numero significativo non solo di atleti professionisti, ma soprattutto amatoriali. Ovvero di gente “normale” che prepara delle competizioni a volte anche molto ambiziose, in un quadro di vita però già molto sollecitato.

È infatti importante considerare i fattori di stress che entrano in gioco per chi non fa dello sport una professione ma un passatempo: lavoro, impegni familiari, ecc. In questo caso tutti fattori che pesano sulle nostre giornate a che se accumulati ad allenamenti troppo pesanti rischiano, appunto, di farci andare in overtraining.

Per molti l’attività fisica serve proprio per scaricare lo stress accumulato in giornata. Questo è senz’altro corretto, a patto però che non si vada oltre una certa misura e quindi si esageri nelle ore di allenamento.

Buona lettura e buon weekend a tutti!

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“Meglio correre da soli o con altri?”, oggi su “ExtraSette”

È meglio correre da soli o in compagnia? È questo il tema che affronto oggi nel mio contributo su “ExtraSette”, rivista settimanale del venerdì allegata al “Corriere del Ticino”.

Devo dire che nel corso degli anni ho avuto occasione per sperimentare entrambe queste “opzioni”. E in entrambi i casi si possono intravvedere dei punti favorevoli e interessanti.

Correre da soli, ad esempio, ci consente di vivere un momento tutto nostro. In modo davvero profondo. È l’occasione per apprezzare il “qui e ora”, le particolarità e le bellezze del posto in cui ci troviamo e stiamo correndo, per lasciare che la mente si liberi e rincorra pensieri positivi…

Ma anche correre in compagnia, ha i suoi lati interessanti. Non solo perché, appunto, si beneficia della presenza di altre persone, ma anche perché in gruppo è più facile “infilare” degli allenamenti di qualità che spesso da soli sarebbero troppo duri da affrontare.

E si sa che la “qualità” è fondamentale se si vuole migliorare nella corsa a piedi.

Insomma, la corsa ci offre entrambe le opportunità. Sta a noi decidere quale scegliere a dipendenza delle nostre inclinazioni e interessi (anche del momento).

Per quanto mi riguarda, come ho detto all’inizio e come sottolineo anche nell’articolo, a me piace sia correre da solo che in compagnia. In quest’ultimo caso mi succede soprattutto la domenica mattina, quando esco con un gruppo di amici molto affiatato (gruppo che ha preso il nome di “PANDA”, dalle iniziali dei nomi dei suoi componenti “storici”).

Un gruppo che a volte si “allarga” con la presenza e l’arrivo di un nuovo amico sportivo che decide di aggregarsi magari solo una volta ogni tanto, e grazie al quale l’uscita assume un sapore certamente ancora più bello e coinvolgente.

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“L’allenamento e i suoi principi”, oggi su “ExtraSette”

Che cos’è l’allenamento? Quali sono i suoi principi?

Sembrano domande banali, ma ce le siamo già poste? Perché è fondamentale avere anche una conoscenza superficiale dei meccanismi che regolano ed entrano in gioco in ogni processo allenante.

Se devo essere sincero, guardandomi un po’ attorno, ho l’impressione che la maggioranza di chi pratica sport, non solo a livello amatoriale, ma anche competitivo nel contesto di società e club, sia quella di ignorare quasi del tutto i meccanismi che stanno alla base del processo allenante.

Questo ovviamente non è un bene. Anzitutto perché significa svolgere un’attività sportiva con poca consapevolezza. Ciò che significa, di riflesso, non essere totalmente padroni di ciò che si sta facendo.

E le conseguenze sono spesso frustranti, perché chi si allena un po’ a caso, non solo ha buone possibilità di non raggiungere gli obiettivi sperati, ma pure rischia di infortunarsi oppure di andare in overtraining (sindrome da sovrallenamento).

Ecco allora che rinfrescare le idee su ciò che è l’allenamento e sui suoi principi, può essere davvero utile a molti. Soprattutto avere chiari i sei principi fondamentali – progressività, costanza, varietà, supercompensazione, programmazione e personalizzazione – per non commettere errori e rendere il nostro impegno il più efficace e produttivo possibile.

Buona lettura!

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Se il corpo lo segnala è meglio rallentare, oggi su “ExtraSette”

“Se il corpo lo segnala è meglio rallentare”, questo il titolo del mio contributo di oggi su “Extra Sette”, settimanale del venerdì allegato al “Corriere del Ticino”.

Di cosa si parla? In due parole è presto detto: dei rischi a cui si va incontro se si è presi dall’euforia di volersi migliorare continuamente.

Se il nostro corpo risponde subito e bene agli stimoli allenanti, migliorando le proprie prestazioni in maniera anche sorprendente, con il tempo, raggiunto un certo livello di rendimento, si assiste ad un assestamento.

In altre parole, per poter progredire anche di poco occorre allenarsi sempre di più e in maniera molto mirata, direi quasi “scientifica”.

Così capita spesso che chi si lascia prendere dall'”euforia” dei miglioramenti alla fine tende ad esagerare, con il rischio di infortunarsi oppure di finire in overtraining.

Il mio consiglio, che cerco di sottolineare in questo articolo, è quello di non esagerare, sapendo che il nostro corpo ha un punto limite di miglioramento, oltre il quale diventa spesso molto rischioso “avventurarsi”.

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